Valentina Bivona, l’arte in ogni sua forma: a tu per tu con Marta de I Cesaroni

L’ingresso nel cast de I Cesaroni è solo l’inizio: tra studio, arte e recitazione, Valentina costruisce il proprio percorso lontano dalle etichette

Valentina Bivona ha una sete di conoscenza e sapere infinita che supera la recitazione. La settima arte, che sta studiando e portando avanti da qualche anno e che spera possa diventare il suo lavoro, è soltanto una delle molteplici sfaccettature che compongono la sua essenza. Valentina ama dare forma alle sue emozioni attraverso la scultura o imprimendo pennellate di diversa intensità su una tela bianca. Con le sue opere congela il momento che sta vivendo e lo affida allo scorrere del tempo e ai suoi ricordi futuri. Parallelamente alla carriera di attrice porta avanti il suo percorso di studi con coscienza e passione. È infatti iscritta alla facoltà di filosofia, consapevole che le nozioni apprese negli anni del liceo non siano sufficienti per nutrire la sua anima. Ma attenzione a chiamarlo impropriamente “piano B” o “uscita d’emergenza”, perché per Bivona non rappresenta un paracadute ma solo un mezzo di trasporto alternativo nel suo percorso.

Il 2025 ha rappresentato un anno di svolta per la carriera di Valentina. Entra nel mondo de I Cesaroni, una serie che ha sempre seguito con i suoi cari sin da quando era una bambina. Interpreta Marta, la figlia di Marco ed Eva che arriva da New York portando con sé un ciclone imperturbabile di novità per la famiglia allargata più famosa della tv. L’ingresso nel cast dell’attesissima nuova stagione diventa automaticamente anche un’esame di maturità per Bivona. In pochi mesi si ritrova catapultata da sola in una città nuova pensando di non avere le skill adatte per “sopravvivere” nella giungla romana. Il primo bagno di popolarità, poi, porta con sé anche gli inevitabili giudizi negativi da cui un personaggio complesso come quello di Marta non potrà mai essere immune. Valentina reagisce con saggezza ed equilibrio, dimostrando una forza che non sapeva di avere. A pochi giorni dalla messa in onda delle ultime due puntate de I Cesaroni Valentina Bivona si è raccontata a Next Gen Magazine, dipingendo un quadro inedito tra vita privata e carriera.

Federico Russo e Valentina Bivona in I Cesaroni

«Le cose che facciamo quando non pensiamo di essere pronti sono quelle che ci fanno crescere di più»

Da dove nasce la tua passione per la recitazione?

In realtà è nato tutto quando ero piccola, quando ancora forse non capivo effettivamente cosa c’era dietro. Quello che mi ha affascinato sin da bambina è stato vedere come il cinema in generale riesce a catapultarti in una dimensione totalmente diversa tramite le immagini. Crescendo ho iniziato ad appassionarmi molto anche alla regia, alla fotografia e alla sceneggiatura. Mi piace molto comunicare con le immagini. Tutto quello che ti permette di fotografare anche le emozioni. Parte tutto da una leva emotiva che questo lavoro suscita sia nell’attore che in chi è fruitore.

C’è un film in particolare che ti ha suscitato queste emozioni?

Un film che sicuramente mi ha fatto capire che volevo fare l’attrice è stato Matilda sei mitica. Ero coetanea della protagonista, è stato effettivamente il primo film dove ho visto una bambina recitare. All’inizio pensavo fosse un lavoro che potessero fare solo gli adulti. Quel film mi ha fatto capire che forse potevo farlo anche io.

E I Cesaroni come sono entrati nella tua vita?

In realtà molto banalmente come accade per ogni attore. La mia agente mi ha trovato il provino e ho fatto un primo self tape. Pensavo di essere stata scartata e invece mi hanno chiamato per l’audizione, è stata una grandissima sorpresa. Il provino è stato una catastrofe. Sono arrivata in ritardo con una ruota bucata e nel posto sbagliato. Pochissimi giorni dopo mi hanno presa e da lì mi hanno proprio catapultata in una realtà totalmente nuova. Avevo appena fatto 18 anni ed ero nell’anno della maturità. In due settimane ho dovuto trovare casa a Roma con il Giubileo in corso, trasferirmi e iniziare una nuova vita da sola. Ora vivo qui, mi sono innamorata di questa città stupenda.

Un’esperienza che ti ha fatto crescere sia da un punto di vista professionale che personale…

Molto. Inizialmente mi ha obbligata a crescere velocemente perché ti ritrovi da un momento all’altro a inseguire il tuo sogno, a dover diventare grande quando meno te lo aspetti. Questo mi ha aiutato molto. Le cose che facciamo quando non pensiamo di essere pronti sono quelle che ci fanno crescere di più.

«Se sono critiche costruttive ne faccio tesoro, perché mi aiutano a capire come sono percepita dal pubblico esterno»

Guardavi la serie da bambina? Si guardavano I Cesaroni in famiglia?

Tantissimo, era proprio una nostra tradizione. Sono nata quando uscì la prima stagione, quindi delle primissime stagioni non ho un ricordo. Per preparare il personaggio me le sono riguardate tutte meticolosamente. Però ricordo che ci radunavamo tutti insieme a guardarli e ad oggi è uno dei ricordi più belli che mi son tornati. Guardare I Cesaroni in famiglia, con me dentro questa volta. Un’emozione tutta nuova.

Ci sono state molte polemiche sull’inizio tardivo della prima serata. Quanto, secondo te, questo ha influito sugli ascolti televisivi della serie?

L’unica cosa che mi è dispiaciuta è che, a causa dell’orario un po’ tardo, si è persa la tradizione di sedersi tutti insieme sul divano a guardare le puntate in tv. Questa è l’unica nota un po’ negativa. Però siamo contenti dei riscontri che la serie ha avuto su Mediaset Infinity. Oggi le piattaforme di streaming danno una nuova vita alle serie. Per noi è importante che la serie sia vista, capita e sentita in qualsiasi modo e in qualsiasi momento della giornata.

Soprattutto nelle prime puntate Marta ha avuto diverse critiche sul web. Come hai reagito?

Inizialmente c’è stato un trambusto quando è arrivata Marta, perché oggettivamente ha portato caos nelle prime puntate. Non mi aspettavo sicuramente tutto questo attaccamento dei fan della serie, sia in senso positivo che in negativo. Penso che se all’inizio il mio personaggio sia stato un po’ antipatico a molti vuol dire che ha funzionato, perché doveva avere uno sviluppo. Come ogni adolescente ha bisogno di sbagliare per capire le cose. Marta è una ragazza che agisce con il cuore prima che con la testa. In questa stagione scopre come riuscire a far convivere queste due parti.

Queste critiche hanno mai superato il personaggio e sono arrivate anche a te, Valentina, come persona e/o attrice? 

Sì e all’inizio mi sono messa un po’ in dubbio. Ma in un secondo momento ho iniziato a fare una distinzione. Se sono critiche costruttive ne faccio tesoro, perché mi aiutano a capire come sono percepita dal pubblico esterno. Per me servono in questo lavoro. Se sono critiche cattive non riescono proprio a intaccarmi perché non c’è una cellula di cattiveria in me. In generale penso che se una serie crea dibattito significa che è un prodotto che è stato visto e che è entrato nel cuore delle persone.

«Sono contenta della crescita di Marta all’interno della stagione e come va a finire la sua storyline a livello emotivo»

Pochi giorni prima del debutto della stagione molti di voi attori hanno detto sì a una possibile nuova stagione della serie. Ora che la stagione è finita, ci sono notizie in merito? Se ne sta parlando?

Lasciamo parlare il pubblico. Questa stagione è tornata per un forte volere del pubblico. Lasceremo a loro la decisione, se vorranno un’ottava stagione saremo molto felici di farla.

Marta è protagonista di un momento di intimità con Olmo. Che effetto ti ha fatto rivederti in quelle scene in famiglia?

Marta mi ha aiutata a capire meglio a livello emotivo e personale certe mie emozioni. Ho un ricordo molto divertente legato alla scena del lago. Mentre correvo verso l’acqua sono caduta su una macchina da presa, avevo paura di aver fatto un danno enorme. Oltretutto quel lago era sporchissimo, abbiamo rimandato le riprese della scena per diverse settimane. Era pieno di rampicanti e io e Andrea Arru non riuscivamo a nuotare e a stare a galla. Perciò eravamo tutti molto curiosi di scoprire quale sarebbe stato il risultato finale.

Sei soddisfatta del finale dato al tuo personaggio?

Ti dico sì perché più che il finale e i singoli episodi vorrei che si vedesse il percorso emotivo di Marta. Lei è cambiata tanto da inizio stagione e capisce che la verità è spesso difficile da dire ma è l’unica cosa che può renderti davvero libera. Sono contenta della sua crescita all’interno della stagione e come va a finire la sua storyline a livello emotivo.

Eva, tua madre, continua a essere protagonista della serie nonostante sia assente. Conoscevi la sua storia con Marco? Che ricordo hai della loro storia?

Ero innamorata della ship Marco-Eva, anche se rivedendoli con un occhio più maturo mi rendo conto che molte cose della loro relazione non andavano bene. I Cesaroni non raccontano mai una favola perfetta, vengono mostrati quelle discussioni e quei disguidi che esistono in ogni famiglia. Mi piace il messaggio che hanno dato, che si può andare avanti nella vita nonostante il primo amore non si dimentichi mai. Gli sceneggiatori hanno voluto inserire la figura di Eva per ricordare alle persone a casa che, anche se una relazione tra due genitori finisce, entrambi continuano a essere presenti nella vita di un figlio. 

Valentina Bivona

«Per me si può vivere di cinema»

Rimanendo in tema coppie, qual è la tua storia d’amore preferita in assoluto?

Katniss e Peeta di Hunger Games. Sono innamorata delle storie d’amore che vivono dei momenti complicatissimi.

C’è un attore o un’attrice con cui sogni di lavorare?

La mia attrice preferita in assoluto è Zendaya. La stimo tantissimo perché ha quello che vorrei avere, una versatilità inimmaginabile in ogni ruolo anche a livello visivo. Adesso sto guardando Euphoria che tra l’altro va in onda lo stesso giorno in cui vanno in onda I Cesaroni (il lunedì su HBO Max, ndr). Il lunedì non ci sono per nessuno.

Ti spaventa la precarietà di questo lavoro?

Sicuramente è un lavoro precario però per me si può vivere di cinema. Mi sto avvicinando molto alla regia e alla sceneggiatura, perciò anche se non come attrice spero di poter lavorare su un set in questo modo.

L’idea dell’università è legata a questa instabilità del mestiere dell’attore o non ha nulla a che vedere con questo?

No, non ha nulla a che vedere con questo aspetto. La filosofia è un’altra mia passione che porto avanti, un po’ come la pittura e la scultura. Sono aspetti che mi sono rimasti dalle superiori e che non volevo lasciare perché ho capito che non avevo imparato tutto ciò che si poteva imparare di quelle materie.

Cosa esprimi attraverso la scultura e la pittura?

L’arte e soprattutto ciò che fai manualmente ti permettono di ricordare delle emozioni che hai nel momento in cui modelli il materiale o dai l’energia al pennello. E cambia anche il soggetto in base a come sei in quel momento e a cosa vuoi esprimere. Mi permette di ricordare e fotografare le mie emozioni.

Una mostra con le tue opere o un film con Zendaya?

Un film con Zendaya, assolutamente.

A una mostra con le tue opere ci hai mai pensato?

Sì ma in realtà sono molto gelosa delle mie opere. Le uso per arredare casa, quindi devo fare una cernita tra quelle che non uso più.