HRVY: «Con Bliss ho finalmente trovato la mia voce. Non voglio più pubblicare solo singoli»

Il cantante britannico inaugura l’era di Bliss con il nuovo singolo hesitate. A Next Gen racconta la libertà conquistata da artista indipendente, il lavoro a Stoccolma e il desiderio di andare oltre i numeri

Oltre 2 miliardi di stream, più di 14 milioni di follower e una carriera iniziata quando aveva appena 14 anni. Negli ultimi anni HRVY è diventato uno dei volti più riconoscibili del pop britannico contemporaneo, conquistando il pubblico internazionale con hit come Personal e costruendo una community globale capace di seguirlo ben oltre i numeri delle piattaforme.

Oggi, però, l’artista guarda avanti. Il nuovo singolo hesitate inaugura ufficialmente il percorso che porterà all’uscita di Bliss, il suo primo album, in arrivo il 4 settembre. Un progetto che segna una svolta personale e creativa: meno attenzione alla ricerca del momento virale e più spazio a una scrittura autentica, costruita intorno a esperienze reali, nuove consapevolezze e a un ritrovato senso di libertà artistica.

Al centro di questa trasformazione c’è anche una scelta coraggiosa: diventare un artista indipendente. Una decisione che, come racconta lui stesso, gli ha permesso di riprendere il controllo della propria musica, scegliendo quando pubblicarla e in quale direzione portarla. Fondamentale anche l’esperienza a Stoccolma, dove l’incontro con il produttore e autore Robin Stjernberg ha contribuito a definire il suono e l’identità di Bliss.

Nella nostra intervista HRVY riflette sul rapporto con i social, sulla pressione dei numeri, sul perfezionismo che spesso accompagna gli artisti e su ciò che spera il pubblico possa scoprire ascoltando il suo album di debutto.

HRVY, foto di Paul Edwards

«Mi sento finalmente pronto a essere un artista da album, non qualcuno che pubblica semplicemente un singolo ogni tanto»

hesitate parla della capacità di fidarsi del proprio istinto invece di lasciarsi bloccare dai dubbi. Guardando al tuo percorso, c’è stata una scelta fatta seguendo il tuo intuito che ha cambiato tutto?

In realtà, quando ho deciso di diventare un artista indipendente. È stata una scelta su cui ho esitato a lungo. Ci sono stati momenti difficili e altri in cui mi sono sentito un po’ perso, ma è stata la decisione migliore che potessi prendere. Oggi posso pubblicare musica quando voglio e prendere in autonomia tutte le decisioni artistiche.

hesitate racconta l’emozione di cogliere un’opportunità senza trattenersi. Nella vita sei una persona che agisce d’istinto o il brano descrive più la persona che vorresti essere?

Bella domanda! (ride, ndr). Direi entrambe le cose. A essere sincero, penso troppo a tutto — credo sia una caratteristica comune a molti artisti. A volte è un vantaggio, altre una maledizione. Sono un perfezionista e questo significa che tengo davvero a quello che faccio, ma a volte finisce anche per ostacolarmi. Forse dovrei ascoltare i miei stessi testi e imparare a essere un po’ più impulsivo.

Dopo anni di singoli, tour e successi internazionali, sta finalmente arrivando il tuo album di debutto. Perché questo è il momento giusto per raccontare una storia più ampia attraverso un album?

Ero stanco di pubblicare solo singoli senza un filo conduttore, senza una storia completa. Avevo la sensazione di lanciare pietre nell’oceano. Voglio lasciare un segno e credo davvero che ogni artista, quando ne ha la possibilità, dovrebbe realizzare un album. Bliss è una raccolta di pensieri, emozioni e momenti che raccontano tutto il mio percorso, da quando ho firmato il mio primo contratto discografico a 14 anni. Mi sento finalmente pronto a essere un artista da album, non qualcuno che pubblica semplicemente un singolo ogni tanto.

hrvy
HRVY

«Oggi preferisco concentrarmi sulla musica, sui concept e sui concerti dal vivo, sperando che tutto il resto arrivi in modo naturale»

Hai scelto Stoccolma per lavorare a questo nuovo capitolo della tua carriera. Cosa stavi cercando in quel momento e quando hai capito che l’album stava prendendo una direzione completamente diversa rispetto alla tua musica precedente?

Stoccolma è diventata la mia piccola casa creativa. Amo le persone e l’energia che si respira lì. L’anno scorso ci sono andato per due settimane di scrittura e ho incontrato tantissimi produttori e autori, quasi come una serie di “speed date” creativi. Poi ho conosciuto Robin e tra noi è scattato subito qualcosa. Per mesi abbiamo continuato a lavorare insieme, scrivendo gran parte del nuovo album, praticamente solo io e lui. Mi ha aiutato a trovare la mia voce e il mio suono, e gliene sarò sempre grato.

Hai oltre 14 milioni di follower e sei cresciuto in un’epoca in cui tutto viene misurato in visualizzazioni e engagement. C’è stato un momento in cui hai capito che ciò che funzionava online non coincideva più con l’artista che volevi diventare?

Negli ultimi anni ho capito che non serve avere sempre il maggior numero di visualizzazioni o di like per essere un grande artista. Certo, aiutano, ma oggi preferisco concentrarmi sulla musica, sui concept e sui concerti dal vivo, sperando che tutto il resto arrivi in modo naturale. Cercare di creare a tutti i costi un momento “virale” è davvero molto difficile.

Molte persone ti hanno conosciuto attraverso i social media prima ancora che attraverso la tua musica. Ti è mai capitato di sentire che l’immagine di HRVY stesse diventando più grande della persona reale dietro al progetto?

No, non direi. Però mi capita spesso che le persone, quando mi incontrano, mi dicano che non si aspettavano fossi fatto così. Conoscevano il mio nome, ma non avevano idea di come fossi davvero come persona. Per questo oggi cerco di mostrare anche quel lato sui social: penso sia molto importante.

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HRVY, foto di Paul Edwards

Hai spesso parlato del tuo legame speciale con l’Italia, dai ricordi d’infanzia alle esibizioni durante la Fashion Week di Milano. Qual è la cosa più “italiana” che senti davvero tua oggi?

Sicuramente il mio amore per la Ferrari! Sono un grandissimo appassionato di Formula 1 e tifoso Ferrari, soprattutto adesso che Lewis Hamilton corre per la Scuderia. È stato mio nonno a trasmettermi la passione per le auto e per il motorsport.

Quando gli ascoltatori arriveranno all’ultima traccia dell’album, qual è la cosa che speri abbiano capito di te e che forse oggi ancora non conoscono?

Che niente accade dall’oggi al domani. È tutto un percorso e bisogna cercare di godersi ogni momento, perché la vita è davvero molto breve.