Posizionato secondo l’AFI’s 100 Years… 100 Laughts tra le cento migliori commedie americane di tutti i tempi, Beetlejuice – Spiritello porcello è un autentico capolavoro del cinema firmato Tim Burton. A ben 35 anni dalla sua uscita, la pellicola continua a catturare il pubblico, forte di un animo a metà tra il divertente, il bizzarro e l’inquietante.
Interpretato dal grande Michael Keaton, il protagonista della narrazione (Beetlejuice, per l’appunto) è un eccentrico “bio-esorcista”, una figura che, al contrario del tradizionale esorcista, si libera degli umani per dare pace agli spiriti. Contattato dai coniugi Maitland – ormai venuti a mancare a causa di un incidente e ora nelle sembianze di fantasmi – Beetlejuice viene ingaggiato per spaventare i nuovi inquilini della loro ex casa, la famiglia Deetz. Da qui in poi lo spettatore assiste ad una serie di vicissitudini in pieno stile Tim Burton, vero maestro della settima arte, riconoscibilissimo grazie a uno stile peculiare, al tempo stesso fiabesco e grottesco.
Nel 2024 la stravaganza del fantasma Beetlejuice rivive, pronto ancora una volta a far breccia nel cuore del pubblico. Beetlejuice Beetlejuice, questo il titolo del sequel, vede il genio di Burton e il talento di Keaton rincontrarsi dopo oltre 30 anni. E quale miglior modo di aprire l’81esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica se non con un duo tanto straordinario? Beetlejuice Beetlejuice, infatti, è stato scelto come film di apertura della tanto sfavillante kermesse veneziana, un evento che, come nessun altro, rende omaggio ai colossi del grande schermo e alle loro produzioni.

A Venezia 81, Beetlejuice Beetlejuice incanta con un cast d’eccezione
Con una narrazione coinvolgente, un cast stellare e un’atmosfera squisitamente goth, il nuovo film riporta al cinema il fantasma più carismatico di sempre, nelle sale italiane da giovedì 5 settembre. Distribuita da Warner Bros Pictures, la pellicola metterà in scena il ritorno del già citato Keaton come protagonista, ma non solo. Tra i nomi più attesi – direttamente dal primo Beetlejuice – vedremo Winona Ryder e Catherine O’Hara, rispettivamente nei panni di Lydia e Delia Deetz. A queste si affiancheranno poi Monica Bellucci, che ritroveremo nelle vesti di Delores, figura misteriosa del passato di Beetlejuice; Jenna Ortega, interprete di Astrid, figlia adolescente di Lydia; e Willem Dafoe, nei panni di Wolf Jackson, capo dell’Unità Crimini dell’Aldilà.


Ma di cosa tratterà il tanto atteso film targato Burton? E perché dopo così tanti anni si è scelto di realizzare un sequel? A spiegarlo è lo stesso regista che, soddisfatto del lavoro svolto, afferma: «A distanza di 35 anni ho voluto mostrare le esperienze attorno al personaggio di Lydia. Mi sono soffermato su quell’elemento che mi sono reso conto essere di mio vero interesse, la vita, e quindi mi sono chiesto: cosa succede quando si diventa adulti? Come si modificano le relazioni? Cosa si diventa? Nel momento in cui si cresce, succede a tutti di andare incontro a dei cambiamenti. Ebbene, questo è stato l’input per tornare a riconsiderare il film: cosa sarà successo alla famiglia Deetz? È stato emozionante rivisitare questi personaggi».

Tim Burton e l’amore per il cinema
Tra portali che collegano con l’Aldilà, demoni e gli immancabili dispetti messi in atto dal bizzarro fantasma protagonista, il film si configura come il perfetto inizio per questa 81esima edizione della Mostra del Cinema. A dominare sarà senza dubbio la fervida immaginazione del regista, che con Beetlejuice Beetlejuice si rinnamora ancora e ancora della settima arte e della sua professione in particolare. «Questo nuovo film è molto personale, in parte perché ha lo stesso spirito del primo: molta improvvisazione, molti effetti speciali non digitali e semplicemente molta libertà di fare quello che volevo fare» dice Tim Burton. «Mi ha ricordato il vero motivo per cui mi piace fare film».




