La sua prima canzone Giordana Angi la scrive a 14 anni. Era un’adolescente che esprimeva le paure comuni ai giovani di quell’età con una chitarra tra le mani, la passione per le poesie di Alda Merini e di Charles Baudelaire e un talento pronto a sbocciare.
Cresce in una famiglia in cui la musica assume un ruolo fondamentale, con un vecchio karaoke del papà e dischi di ogni genere in filodiffusione. Appena 18enne, Giordana cerca il suo posto nel mondo e quella indipendenza economica che le permettesse di non gravare sui suoi genitori. Inizia a cantare nei pub, poi ai matrimoni dove la paga era maggiore ma non ancora sufficiente a permetterle di vivere della sua passione. La sua determinazione la porta a scovare l’indirizzo del luogo di lavoro del padre di Tiziano Ferro, a cui invia una lettera e una manciata di brani con la speranza di essere notata. Un anno dopo il cantautore la contatta al telefono chiedendole di collaborare. Giordana firma diverse canzoni incluse in Accetto miracoli, settimo album di studio di Ferro, che è di fatto il primo a dare un’occasione al suo talento.
Il percorso di Giordana Angi da Amici ad oggi
Il punto di svolta nella sua carriera arriva nel 2019, grazie alla partecipazione ad Amici. Nel talent ideato e condotto da Maria De Filippi conquista il secondo posto finale e il premio della critica. Un’avventura che ricorda ancora con affetto e una gratitudine tutt’altro che scontata.
Sono trascorsi 5 anni da quell’esperienza; un lustro intenso e pieno di soddisfazioni in cui la Angi ha calcato il palco dell’Ariston durante il Festival di Sanremo 2020, ha suonato e duettato con artisti di fama internazionale del calibro di Sting e Shaggy, ha continuato a scrivere e a produrre musica per sé e per gli altri. Lo scorso novembre Giordana si lancia in un ambizioso progetto discografico accompagnata dal produttore Martin Kierszenbaum (che ha in passato lavorato anche con Lady Gaga) e pubblica un EP in 4 lingue diverse. Il 24 maggio la prolifica cantautrice pubblica un nuovo album, She’s so great. Nel nuovo progetto è presente un duetto con Sting in cui l’artista britannico canterà anche in italiano. Questo fortunato connubio artistico prosegue con l’apertura delle date europee del tour del leader dei Police.

«Mentre ero a un matrimonio, mi arriva una chiamata da una collaboratrice di Tiziano Ferro… era lui che mi chiedeva di lavorare insieme. Abbiamo iniziato a collaborare su diverse cose, tra cui scrivere alcune canzoni del suo album Accetto miracoli»
Ti ricordi quanti anni avevi quando hai scritto la tua prima canzone? In che fase della vita ti trovavi e di cosa parlava?
Me lo ricordo bene. Avevo appena compiuto 14 anni. Era un pezzo che avevo scritto con la chitarra e si chiamava Nostalgia. Era il brano di una 14enne che viveva le proprie paure, le proprie malinconie e cercava di convertirle in qualcosa di positivo. Provo una grande tenerezza quando ripenso a quella canzone.
Sin da piccola eri molto determinata a vivere di questo e a trasformare la tua passione in lavoro. Il tuo primo incontro con Tiziano Ferro esprime perfettamente questa tua fame. Ci racconti come è andata?
In realtà è stato tutto abbastanza naturale. Mio papà, quando ero piccola, aveva un karaoke dove ogni tanto accennava qualche canzone e quindi tutto, secondo me, nasce un po’ da lì. In casa mia c’erano sempre bei dischi, c’era sempre tanta musica figa. Poi inizio il liceo classico e mi appassiono a poeti come Alda Merini e Charles Baudelaire. Comincio a scrivere e a unire le mie due passioni, per la musica e per la scrittura. Poi, sia per non pesare sui miei sia per un desiderio di indipendenza, a 18 anni decido di partire e andare a lavorare. Faccio qualsiasi tipo di lavoro onesto che mi permettesse di essere indipendente e di non gravare sui miei genitori. Inizio a fare serate nei pub pagata 40/50 euro (spesso da dividere in due).
Questo va avanti per un sacco di anni, nel frattempo riesco a partecipare a un Sanremo Giovani. In seguito scopro dove lavora il papà di Tiziano Ferro e gli invio una lettera con quattro canzoni. Un anno dopo ero a un matrimonio in cui suonavo e avevo completamente dimenticato di aver inviato quella lettera. A un certo punto mi arriva una chiamata da una collaboratrice di Tiziano. Ho subito pensato a uno scherzo, e invece no: era lui che mi chiedeva di lavorare insieme. Abbiamo iniziato a collaborare su diverse cose, tra cui scrivere alcune canzoni del suo album Accetto miracoli.

Questa esigenza di raccontarti e di dare voce alla tua anima ti ha portata a scegliere di pubblicare un EP in 4 lingue diverse (italiano, inglese, francese e spagnolo), immagino per raggiungere più persone possibili. Come nasce questa idea?
Tre anni fa mi ha contattata un famoso produttore americano, Martin Kierszenbaum, che ha lavorato, tra gli altri, con Lady Gaga e Sting. Ero in un momento della mia vita in cui non avevo ben chiaro se continuare a fare dischi con così tanta frequenza o fermarmi. Lo ringraziai per l’opportunità ma gli risposi che in quel momento non me la sentivo. Da quella chiamata passarono alcuni mesi, un periodo in cui capii che la musica era la mia priorità. Decisi di ricontattare Kierszenbaum. Lui per fortuna era sempre convinto del mio talento e iniziammo a collaborare. Cominciai a studiare la pronuncia americana e a fare un lavoro di produzione al fianco di Martin, cosa completamente nuova per me che sono sempre stata abituata a scrivere da sola.
A proposito delle diverse lingue invece, sono madrelingua francese da parte di madre e, dato che mia nonna è per metà spagnola, ho deciso di intraprendere anche lo studio dello spagnolo. Martin mi propose di realizzare un mini-progetto con 5 canzoni grazie al quale avrei potuto mostrare al mondo la mia musica. Un’esperienza che mi avrebbe permesso, ipoteticamente, di avere un contatto con altri Paesi e suonare anche all’estero.

«She’s so great è un album variegato. Ci sono storie mie, ci sono storie di altri»
Il prossimo 24 maggio esce il tuo nuovo album di inediti, She’s so great. Cosa dobbiamo aspettarci da questo progetto?
Sono molto orgogliosa ed entusiasta di questo progetto. Ho realizzato 10 canzoni, tutte in inglese, tra cui un duetto con Sting, di cui vado fierissima. Tra l’altro lui canta un pezzo in italiano, per cui vivo un po’ il tutto come fosse una laurea. Sono pezzi pop con tante sfumature rock, un amore che avevo ultimamente messo da parte. È un album variegato. Ci sono storie mie, ci sono storie di altri.
La mia visione della musica è cambiata nel corso degli anni. Se prima era uno sfogo e un modo per esprimere una rabbia interiore, ora, dopo aver lavorato su me stessa, è tutto diverso; il mio rapporto con la scrittura è diverso. Ho quella serenità che mi permette anche di raccontare storie degli altri. Non vedo l’ora che possiate ascoltare l’album, perché ci ho lavorato tanto e perché credo che mi rappresenti in questo momento.
Un momento importante della tua carriera è stato sicuramente la partecipazione ad Amici. A distanza di 5 anni, cosa ti porti dietro di quell’esperienza?
Tutto, sono estremamente fiera. La mia carriera è diventata tale tramite Amici. Prima di quel momento, erano tante le demo mandate, tante le case discografiche che dicevano no, tanti i contratti strappati dopo un singolo. Amici è stato il mezzo per far ascoltare le mie canzoni.
Mi porto dietro sicuramente la didattica. Ho avuto la possibilità di studiare tutti i giorni gratuitamente, cosa che da sola non avrei potuto permettermi. Poi ho lavorato e conosciuto professionisti che mi hanno dato tanto. Ho anche operato dietro le quinte, dedicandomi a diversi progetti. Sono molto felice di aver portato un lato mio a quel programma che tanto mi ha insegnato. Maria De Filippi è una persona che stimo molto. Ci sentiamo e le voglio bene.

«Sting è una persona fantastica. È di una gentilezza fuori misura, che oggigiorno è qualcosa di raro. Per me è il Maestro della musica, sia per l’excursus che per i testi»
La tua arte ti ha portata a duettare con numerosi artisti internazionali, tra cui Sting. Cosa hai imparato da lui condividendo il palcoscenico?
Sting è una persona fantastica. È di una gentilezza fuori misura, che oggigiorno è qualcosa di raro. Ascolta, è galantuomo, ha un’eleganza nei modi e una poetica tutta sua. Per me è il Maestro della musica, sia per l’excursus che per i testi. Le storie raccontate nelle sue canzoni non si trovano da nessun’altra parte. Per me il suo lavoro è un qualcosa di stupendo, da cui posso solo apprendere ogni volta. E poi è simpatico.
Ci sono delle scelte artistiche fatte in passato che, col senno di poi, non rifaresti o prenderesti in maniera diversa?
Sì certo. Parto dal presupposto che, anche se dovessi tornare indietro, rifarei tutto perché sono convinta che ogni scelta l’ho presa di cuore, credendoci. Quando sono uscita da Amici e ho avuto l’occasione di Sanremo, è stata l’unica volta in cui non ho cantato un pezzo scritto da me e ho patito molto questa scelta. Rivedendo i video mi dico che comunque sono rimasta professionale, nonostante mi sia resa conto che è sempre meglio portare le proprie cose. Però ho anche rispettato una promessa che avevo fatto a un mio amico, quindi va bene così.

«“Casa” è dove sono in questo momento, nel mio piccolo studio dove c’è la mia pianta di limoni, dove posso cucinare serenamente, dove ho il mio tempo e il mio spazio, dove so di aver vicini la mia famiglia e i miei amici, dove c’è il mio cane»
C’è un brano di altri che racconta Giordana tanto quanto lo fa una tua canzone?
C’è un pezzo scritto da Francesco De Gregori per Mia Martini che si intitola Mimì sarà. Ovviamente sono presenti delle frasi molto forti a cui non sento di appartenere perché non ho quel vissuto così tosto. Ci sono però anche tante immagini che trovo bellissime. Quando canto mi ci rivedo.
Sei una cantautrice e di solito ti domandano “Per quale artista ti piacerebbe scrivere un pezzo?”. Io invece voglio domandarti, chi vorresti ti scrivesse un pezzo da interpretare?
Lucio Dalla, non c’è più ma avrei provato in tutti i modi a parlarci perché lo stimo profondamente e amo la sua musica. Poi ci sono un sacco di artisti contemporanei che mi piacciono, come Stromae. Ti potrei fare un elenco infinito, sono aperta alla bella musica in generale.
Un tema ricorrente nei tuoi brani è la casa. Casa è uno dei tuoi pezzi più celebri e nel tuo ultimo EP troviamo Ritorno sempre a te, una sorta di sequel. Cos’è oggi “casa” per te?
“Casa” è dove sono in questo momento, nel mio piccolo studio dove c’è la mia pianta di limoni, dove posso cucinare serenamente, dove ho il mio tempo e il mio spazio, dove so di aver vicini la mia famiglia e i miei amici, dove c’è il mio cane. Queste sono le piccole ma grandissime cose che mi nutrono ogni giorno. Sono una persona semplicissima, che si fa bastare la natura, una lettura e una chiacchiera con un’amica.
«Ho scritto tanto e scriverò tanto d’amore. Mi piacerebbe essere ricordata per dei messaggi positivi, scrivo davvero quello che sento di scrivere»
«Come una foto siamo immortali», canti nella tua canzone Foto. Per cosa ti piacerebbe essere ricordata?
Penso che il tatuaggio che ho sulla mano, il simbolo della pace, racchiuda tutto. Pace è anche amore, è sorriso, è condivisione. Ho scritto tanto e scriverò tanto d’amore. Mi piacerebbe essere ricordata per dei messaggi positivi, scrivo davvero quello che sento di scrivere. Se dovessi essere ricordata come una persona semplice e riuscissi a far arrivare quella che davvero sono io, sarei felice. Questa è la cosa più complicata.
Nel mentre sei in tour.
Sì, è un tour che è partito il 27 maggio da Zagabria. Apro i concerti di Sting in tutta Europa. Ed è un tour che mi mette a dura prova perché lui sarà in trio e io, essendo da sola, sento l’esigenza di fare degli arrangiamenti che possano bastarsi da soli. Sto cercando di lavorare tanto su questo, spero che il risultato sia di livello. Suonare prima di Sting nella mia testa è un inferno, te lo assicuro. Sento una bella responsabilità addosso. Non c’è un libro, non c’è un manuale che ti insegna cosa fare, però mi sento pronta.

Credits
Photographer Lorenzo Marcucci
Stylist Stefania Sciortino
Make Up Revlon
Hair Revlon Professional
Photographer Assistant Stefano Corona
Stylist Assistant Chiara Carrubba
Location Hotel Valadier