Se c’è un luogo in Italia dove il lusso si sposa con la fatica, la bellezza indomita con la sapienza artigiana, quel luogo è il Valdobbiadene DOCG, patrimonio mondiale UNESCO. E al suo centro, l’azienda Andreola è diventata il simbolo di un approccio unico: la Viticoltura Eroica.
Dimenticate le macchine e l’agricoltura intensiva. Qui, dove le pendenze superano il 30%, ogni bottiglia di Valdobbiadene DOCG è letteralmente “fatta a mano”, frutto di un lavoro totalmente manuale, a tratti spettacolare. In vendemmia, quando la forza di gravità minaccia il raccolto, entrano in gioco le famose carrucole: un sistema ingegnoso e unico per trasportare l’uva, che testimonia la dedizione di chi crede che la massima qualità non possa prescindere dal rispetto della terra.

Il terroir emozionale: l’anima selvaggia del Conegliano-Valdobbiadene
A metà strada tra il profumo salmastro del mare e la maestosità delle Dolomiti, queste colline tra i 100 e i 500 metri sono un vero e proprio mosaico pedoclimatico. È un territorio naturalmente vocato, ma plasmato nei secoli dall’uomo: la coltivazione delle viti su ripidi ciglioni inerbati, la geometrica disposizione dei filari e la convivenza virtuosa con boschi e siepi hanno creato un ecosistema ricco di biodiversità, protetto dall’UNESCO.
Questo paesaggio, scosceso e affascinante, definisce l’identità di Andreola, che dal 1984, grazie al fondatore Nazzareno Pola e oggi al figlio Stefano, ha fatto di questa fatica un marchio di fabbrica, sintetizzato nella dicitura “Eroico in Valdobbiadene”. Un impegno riconosciuto anche dal CERVIM (Centro di Ricerche per la Viticoltura Montana), di cui Andreola è stata il primo produttore DOCG ad iscriversi, elevando la viticoltura di
montagna a standard di eccellenza.

Le caratteristiche dei vini della Cantina Andreola
Il cuore pulsante di Andreola batte nelle sue Rive, le sottozone che esprimono la massima espressione del terroir. La cantina vanta il maggior numero di Rive in catalogo, ognuna con un’identità unica. Si parte dalle Rive di Col San Martino: qui l’eroismo si fa estremo. Vigne centenarie, Glera e vitigni autoctoni come Bianchetta, Perera e Verdiso, sfidano pendenze tra i 300 e i 500 metri. Ne nasce il 26° I° Rive di Col San Martino Extra Brut, un Metodo Martinotti che racchiude forza, eleganza e tipicità. Poi si continua sulle Rive di Soligo dove il paesaggio si ammorbidisce leggermente, ma i suoli calcarei e la costante ventilazione conferiscono mineralità e complessità. Il risultato è il Mas de Fer Rive di Soligo Extra Dry, espressione di finezza e leggerezza. Per chi vuole immergersi in questo stile di vita, il Sentiero Naturalistico delle Vedette – che collega Col San Martino e Soligo – è un itinerario imperdibile. Un trekking storico e panoramico che permette di ammirare da vicino i vigneti di Andreola, respirando l’aria pura e scoprendo i segreti di un territorio che un tempo fu campo di battaglia, oggi di passione.
La visione di Andreola non si ferma all’eccellenza in cantina. Guidata dall’enologo Mirco Balliana e dalla costante ricerca della qualità voluta da Stefano Pola, l’azienda persegue una crescita basata su fluidità e dinamismo, senza mai accettare compromessi.
Questo approccio si riflette anche nella spiccata sostenibilità: le vinacce e gli scarti della lavorazione non vengono sprecati, ma trasformati in compost e concime organico pellettizzato, che torna poi ad arricchire i vigneti in un ciclo produttivo virtuoso. La Glera, vitigno principe, qui non è solo uva: è l’ingrediente che regala spumanti dallo stile distintivo, apprezzati in tutto il mondo per la loro cremosità in bocca e gli aromi intensi e
raffinati, che hanno esportato uno stile del bere bollicine allo stesso tempo informale e ricercato.

Dal locale al globale: le sfide di Andreola
Con quasi 1 milione di bottiglie vendute e una presenza in oltre 35 paesi, l’export rappresenta il 35% del fatturato. Oltre ai mercati storici (USA, UK, Svizzera), Andreola sta conquistando l’Asia (Malesia, Indonesia) e l’America (Messico, Thailandia), portando l’autentica essenza del Valdobbiadene DOCG sui palcoscenici internazionali. La nuova sfida, promossa da Stefano Pola, va ancora oltre: il lancio della linea Vigneti delle
Dolomiti IGT con Riesling e Traminer aromatico, segna il passaggio da pionieri dell’eroico in collina a veri e propri viticoltori di montagna. Ogni calice di Andreola non è solo un sorso, ma un viaggio sensoriale tra le vigne terrazzate, il lavoro paziente e manuale, e la storia di una famiglia che ha saputo trasformare un’ardua sfida in un’etichetta di lusso accessibile e profondamente autentica.