Da Seoul a Milano, dagli SHINee a se stesso: Choi Min-ho si racconta

Tra i capi dei designer coreani esposti a Milano, Choi Min-ho ripercorre il cammino che lo ha portato dall'esordio a oggi, tra identità, cambiamento e la voglia di correre ancora

Durante la Milano Fashion Week, Seoul Fashion Week porta in città Soul Threads: Voices of Seoul, una collettiva di cinque brand coreani ospitata negli spazi di Antonioli. È un incontro tra due capitali della moda, ma anche tra due modi di intendere l’identità e la creatività.

In questa cornice troviamo Choi Min-ho. Membro degli SHINee da diciotto anni, attore, ambasciatore della cultura coreana nel mondo e da sempre osservatore attento del rapporto tra immagine e identità. Lo incontriamo circondato dai capi che intrecciano storie e suggestioni della sua Seoul.

Ne esce una conversazione che attraversa il tempo – dal ragazzo che stava per debuttare all’artista di oggi – e lo spazio – da Seoul a Milano, passando per i palchi e i set che hanno costruito la sua carriera. Si è parlato di moda, certo, ma anche di memoria, di crescita e di cosa significhi, dopo quasi due decenni, continuare a correre.

«Ho sempre cercato di far emergere il mio colore personale»

La mostra si intitola Soul Threads: Voices of Seoul. Da così tanto tempo ambasciatore della cultura coreana nel mondo, qual è l’anima di Seoul per te in questo 2026, soprattutto quando la vedi espressa attraverso la moda e nella splendida cornice da Antonioli?

Seoul è sempre stata una città che mi dà nuova ispirazione. È dove i miei sogni hanno avuto inizio e dove ho continuato a crescere come artista. Attraverso questa mostra, ho rivissuto l’energia unica di Seoul, come cambia rapidamente eppure conserva così tanti strati diversi. Vedere quello spirito espresso qui attraverso la moda è stato davvero significativo, e mi ha fatto guardare con ancora più entusiasmo a tutto ciò che mi aspetta a Seoul.

Hai interpretato un fotografo di moda in The Fabulous, una serie ambientata nel mondo della moda coreana. In un certo senso, hai vissuto due vite nella moda. Ti è piaciuto? Qual è la differenza più grande tra il mondo fittizio della serie e la realtà?

Sono sempre stato interessato alla moda fin dal mio debutto, ma girare The Fabulous mi ha dato l’opportunità di comprendere più da vicino la vita dei modelli e delle persone che lavorano dietro le quinte. Più che percepire un grande divario tra il drama e la realtà, ciò che mi è rimasto impresso è stata la somiglianza nella loro mentalità. Proprio come gli artisti, chi lavora nella moda è sempre alla ricerca di nuove idee e sfide per andare avanti.

Gli SHINee sono sempre stati conosciuti per i loro concept e costumi di scena incredibilmente innovativi e all’avanguardia. In che modo far parte di un gruppo che dedica così tanta attenzione alla propria identità visiva ha plasmato il tuo apprezzamento personale per la moda e il design?

Come gruppo, gli SHINee hanno sempre voluto mostrare qualcosa di nuovo e creare tendenze che riflettessero il nostro fascino unico. Io, poi, ho sempre cercato di far emergere anche il mio colore personale. Lungo il percorso, mi sono naturalmente interessato di più alla moda e ho iniziato a pensare a come esprimere stili e aspetti diversi di me stesso.

Choi Min-ho
Choi Min-ho e il Team da Antonioli

«Le tante esperienze condivise con i membri nel corso degli anni mi hanno plasmato e aiutato a crescere, e continuano a influenzarmi come artista solista»

Hai saputo bilanciare i ruoli di idol, attore, artista solista e icona di moda. Quale di questi ruoli senti ancora più “tuo”, quello che sceglieresti anche se nessuno ti guardasse?

Onestamente, non credo di poterne scegliere uno solo. Tutti questi ruoli sono parte di ciò che sono, e cerco di dedicare a ciascuno la stessa cura e dedizione. Ogni esperienza dal mio debutto è stata significativa per me. Quando guardo indietro, mi rendo conto che è la combinazione di tutti quei momenti ad aver plasmato la persona e l’artista che sono oggi.

Fai parte degli SHINee da 18 anni ormai. Quando sali su un palco o entri in una stanza oggi, ti senti più un artista che rappresenta sé stesso, o porti ancora dentro di te quel senso di far parte di qualcosa di più grande? È difficile bilanciare le due cose e come fai?

Ho debuttato come membro degli SHINee, e sarò sempre Min-ho degli SHINee. Il gruppo è al centro di tutto ciò che faccio. Le tante esperienze condivise con i membri nel corso degli anni mi hanno plasmato e aiutato a crescere, e continuano a influenzarmi come artista solista. Allo stesso tempo, esplorare i miei progetti personali mi permette di ampliare i miei orizzonti e di scoprire nuovi aspetti di me stesso. Credo che questa crescita alimenti naturalmente anche gli SHINee, portando nuova diversità ed energia al gruppo.

Hai iniziato come apprendista, ti sei fatto strada e hai costruito tutto passo dopo passo. Se potessi sederti con il Min-ho di 17 anni che stava per debuttare, quale consiglio gli sussurreresti prima che salga sul palco per la prima volta?

Gli direi: “Stai andando benissimo, quindi non preoccuparti. Credi in te stesso, fidati del lavoro che hai fatto e corri semplicemente avanti.”

Choi Min-ho da Antonioli