Lugana Experience: un percorso food & wine in chiave contemporanea

Un invito a esplorare come un vino dalle radici profonde sappia creare linguaggi nuovi e conviviali, parlando al presente con freschezza e versatilità

C’è un modo nuovo di raccontare il vino che passa dalla tavola, dal dialogo tra cucine diverse e da un’idea di convivialità come esperienza culturale. È da questa visione che nasce Lugana: tradizione che guarda avanti, l’evento ideato dal Consorzio Tutela Lugana DOC in collaborazione con Tuorlo Magazine, andato in scena il 27 gennaio a Milano, negli spazi di House of Mediterraneo.

Una cena d’autore, sì, ma soprattutto un racconto a più livelli: vino, cucina e contemporaneità intrecciati in un format dinamico, pensato per superare la classica degustazione e trasformarsi in esperienza condivisa. Protagonisti della serata due chef dalla traiettoria diversa e complementare: Vladimiro Poma, anima di Silvano, Vini e Cibi nel quartiere NoLo, e Tommaso Zoboli, talento under 30, oggi alla guida del ristorante Patrizia a Modena. Due sguardi distinti, uniti da una cucina identitaria, essenziale, profondamente legata alla materia prima e capace di muoversi con naturalezza tra memoria e rilettura.

Tommaso Zoboli & Vladimiro Poma. Foto di Daniela Martin

Il percorso enogastronomico della serata

Il percorso gastronomico si è sviluppato come un racconto a più voci, in cui ogni piatto ha rappresentato un capitolo di una narrazione fatta di memoria e nuove sensibilità: crème caramel di lasagna, cappero e limone, lasagna con coniglio alla ligure, senape e olive taggiasche, ribollita toscana, indivia belga con mandarino, alici e spezie “Spagyria”, zuppa inglese non inglese. Ricette della tradizione e riletture contemporanee hanno dialogato con il Lugana in modo sorprendente e non convenzionale, esaltandone freschezza, struttura e capacità di accompagnare piatti complessi e stratificati. In abbinamento, una selezione ampia e articolata di Lugana, capace di restituire tutta la ricchezza espressiva della denominazione: dal Metodo Classico alla versione d’annata, dal Superiore alla Riserva, fino alla Vendemmia Tardiva. Un viaggio tra stili e interpretazioni firmate Montonale, Ottella, Tenuta Frontelago, Famiglia Olivini, Cavalchina, Cà Maiol, Fratelli Zenegaglia e Tenuta Roveglia, che ha messo in luce la straordinaria versatilità del Lugana e la sua naturale vocazione gastronomica. Il Lugana diventa così molto più di una denominazione storica: è un vino vivo, capace di parlare il linguaggio del presente e di accompagnare piatti che lavorano sulla stratificazione dei sapori e dei significati. Il menu si è sviluppato come un percorso narrativo, in cui la tradizione non viene mai citata in modo nostalgico, ma continuamente rimessa in gioco.

«Creare nuove sinergie culturali attraverso linguaggi contemporanei – come sottolinea Edoardo Peduto, Direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC – è oggi una delle chiavi strategiche del Consorzio: un approccio che supera il perimetro del vino per dialogare con moda, design, lifestyle e nuove sensibilità, valorizzando il Lugana come vino attuale, trasversale, capace di abitare contesti diversi senza perdere identità».

Il risultato è stato un format che funziona perché non semplifica, non spiega troppo, non impone. E lascia che siano il vino e il cibo, insieme, a costruire un immaginario contemporaneo fatto di radici solide e sguardo aperto sul futuro.