Tre designer BIPOC selezionati da Michelle Francine Ngonmo

Tre percorsi diversi, un unico obiettivo: portare la loro visione e la loro cultura all'interno della moda

Voce di riferimento per la diversità e la rappresentazione nel mondo della moda, Michelle Francine Ngonmo da oltre dieci anni porta sotto i riflettori i creativi Afro e BIPOC sulla scena internazionale. Fondatrice dell’Afro Fashion Association e dei The Black Carpet Awards, è diventata una talent scout fondamentale e un ponte culturale tra continenti. Qui seleziona tre designer BIPOC che stanno plasmando la moda contemporanea attraverso visioni audaci e profonde radici culturali.

Maxivive: il brand che trascrive il tempo

Fondata da Papa Oyeyemi a Lagos all’età di soli quindici anni, Maxivive è un brand di moda nigeriano che fonde modernità e tradizione. Rinomato per l’unione di moda, arte, attivismo e innovazione, il marchio sfida le convenzioni stagionali introducendo un calendario della moda ispirato al clima nigeriano — Wet, Dry e Harmattan — ridefinendo il modo in cui l’ambiente influenza lo stile. Esposto in istituzioni come il Royal Pavilion & Museums di Brighton e il Tropenmuseum di Amsterdam, Maxivive è diventato una presenza fissa alla Milano Fashion Week, mentre Papa guida il progetto come visionario creativo e archivista culturale attraverso iniziative come Bó Young Creatives e DARKMATTER.

Maxivive Bipoc designer
Maxivive, courtesy Afro Fashion Association

Phan Dang Hoang: la fusione di due mondi

Il designer vietnamita Phan Dang Hoang crea un ponte tra il patrimonio orientale e le tecniche occidentali con precisione poetica. Le sue collezioni — da CERAMICS a ZigZag — esplorano la pittura su seta, la carta dó e la ceramica, trasformando l’artigianato tradizionale in couture contemporanea. Dopo il debutto fisico alla Milano Fashion Week presso Palazzo Reale, il suo lavoro celebra l’arte vietnamita attraverso palette terrose, sartorialità meticolosa e una visione raffinata di femminilità e forza. La linea menswear di Hoang, FARAMIC, amplia questo dialogo, fondendo la maestria artigianale tradizionale con silhouette moderne.

Tokyo James: l’irriverenza del rompere gli schemi

Fondato nel 2015 dal designer britannico-nigeriano Iniye Tokyo James, l’omonimo brand unisce la sartoria di Savile Row a tessuti vivaci e non convenzionali. Operando tra Londra e Lagos, il marchio sfida i codici tradizionali dell’abbigliamento maschile con silhouette strutturate, materiali audaci e intrecci culturali — dall’Africa all’Europa, dalla semplicità alla complessità. Con un seguito globale in continua crescita, Tokyo James ha anche lanciato una linea womenswear, mantenendo l’irriverenza e il taglio moderno del brand, celebrando al contempo narrazioni culturali condivise.

Tokyo James Bipoc designer
Tokyo James, courtesy Afro Fashion Association