Ëgo e la nuova era dell’antieroe pop-punk

L'artista genovese torna con Qualcosa che non va, un singolo che segna un nuovo capitolo nel suo percorso. Il racconto di questo nuovo singolo è l’occasione per approfondire ispirazioni, collaborazioni e prospettive future

Dopo il primo album Amore Splatter e due tour nei club, Ëgo torna con Qualcosa che non va, un singolo che segna un nuovo capitolo nel suo percorso artistico. Il giovane artista genovese, noto per la sua attitudine ribelle e un sound che fonde pop-punk, emo e hyperpop, continua a trasformare la sua inquietudine in musica, senza filtri né compromessi.

Classe 2000, Ëgo – all’anagrafe Lorenzo Cardini – cresce artisticamente tra freestyle di quartiere e sperimentazioni personali, fino a sviluppare un immaginario sempre più cupo e introspettivo. Il suo percorso si intreccia con la Poyo Gang, collettivo artistico che diventa per lui una famiglia e con cui consolida il proprio stile. Nel 2022 pubblica Stranger Teens, un joint EP con Werdn, che ottiene un’ottima risposta dal pubblico e lo porta sul palco del SUMMERSAD Fest. L’anno successivo arriva la consacrazione con Amore Splatter, un disco che rompe gli schemi del pop-punk tradizionale contaminandolo con sonorità hyperpop, emo e rap.

Con immagini cinematografiche e un ritornello che si incolla alla testa, Qualcosa che non va esplora il lato più scomodo della realtà, tra il desiderio di fuga e il peso delle emozioni. Una traccia che conferma la crescita di Ëgo, pronto a entrare in una fase ancora più matura e consapevole. Il racconto di questo nuovo singolo è l’occasione per approfondire ispirazioni, collaborazioni e prospettive future.

Ëgo
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«…sono un po’ agitato perché è un brano che in un certo senso mostra un nuovo lato di me»

Dopo il successo di Amore Splatter e due tour nei club, come ti senti a tornare con un nuovo singolo? Quali emozioni e aspettative accompagnano Qualcosa che non va?

Sono grande fan della sincerità quindi non mentirò, sono un po’ agitato perché è un brano che in un certo senso mostra un nuovo lato di me. Per quanto io abbia sempre provato a rimanere il più trasversale possibile, Amore Splatter ha trovato comunque posto in una nicchia che è quella del pop punk o comunque dell’alternative, con i nuovi brani mi sono ripromesso di rendere la realtà che ho vissuto in questi anni comprensibile ad un pubblico più vasto.

Nel brano affronti il tema dell’accettazione delle imperfezioni della vita. Quanto c’è di autobiografico e quanto invece è ispirato da storie esterne?

Come tutto quello che scrivo e racconto nelle mie canzoni è al 100% autobiografico, mi piace pensare di essere una persona che pensa tanto, forse troppo, quello che sentite sono le domande che mi sono fatto e le risposte che mi sono dato.

Ëgo
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«Per questo brano abbiamo avuto la possibilità di lavorare con un nome di rilievo come Macs»

Il tuo stile mescola pop-punk, hyperpop, emo e rap, creando un’identità sonora unica. Come è nata la collaborazione con Sbale e Macs e in che modo ha influenzato il sound di questo singolo?

Il sound è frutto dei generi che amo e che mi hanno cresciuto ma soprattutto della collaborazione con Sbale, mio produttore e braccio destro. Per questo brano abbiamo avuto la possibilità di lavorare con un nome di rilievo come Macs, che ci ha indubbiamente aiutato a portare il brano al livello successivo, personalmente sono molto contento di cosa ne è venuto fuori. 

Le tue canzoni spesso raccontano un vissuto difficile, con immagini evocative e riferimenti cinematografici. Quali sono le tue principali influenze artistiche, sia musicali che visive?

Ci sono molti film di artisti diversi e dei generi più disparati che mi hanno cambiato come persona, in camera ho appeso il poster di The Dirt, il film dei Mötley Crüe. Nei video passati abbiamo citato da Kubrick al mondo della televisione italiana, posso dire che l’immaginario dei nuovi brani ha sicuramente influenze che vengono da film come Trainspotting, Gummo e molto altro ma non voglio anticipare troppo.

Ëgo
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«Il grande pubblico non sarà mai pronto a qualcosa di anticonvenzionale altrimenti per definizione smetterebbe di essere tale»

Nel tuo percorso artistico hai mantenuto un’attitudine anticonvenzionale e radicale. Credi che il panorama musicale italiano sia pronto per un approccio così crudo e diretto?

Il grande pubblico non sarà mai pronto a qualcosa di anticonvenzionale altrimenti per definizione smetterebbe di essere tale. Il mio intento non è però quello di piacere bensì di impressionare, per questo spesso scelgo immagini crude e a volte anche un pelo grottesche, mi piace quella leggera morsa allo stomaco che creano nelle persone.

Dopo questo singolo, cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro musicale? Ci sarà un nuovo album, un altro tour o progetti particolari in arrivo?

Non voglio creare false aspettative con troppo anticipo, ma diciamo che per l’approccio che ho alla musica si può dire che sto sempre lavorando ad un disco. Ho tanto da raccontare, consiglio di tenere gli occhi aperti.