Enrico Tijani la voce nuova di Napoli tra radici, musica e riscatto

Napoletano con radici nigeriane e ghanesi, è uno dei volti più magnetici della nuova generazione: un talento in movimento, in bilico tra arte e realtà, sempre pronto a raccontare la sua verità

Salahudin Imrana Tijani, 22 anni, napoletano con radici nigeriane e ghanesi, è uno dei volti più magnetici della nuova generazione. Enrico — per il pubblico di Mare Fuori, dove veste i panni del ribelle Dobermann — ha attraversato fin da piccolo mondi e lingue diverse, dall’infanzia tra Nigeria e Ghana agli anni della scoperta del teatro a Napoli. A tredici anni il debutto nel musical Ama e cambia il mondo, poi la svolta con la serie cult di Rai 2 e il suo adattamento teatrale firmato Alessandro Siani. Nella quinta stagione già in onda, il suo Dobermann affronta un viaggio oscuro tra cadute e risalite, rispecchiando le fragilità di un’intera generazione. Oggi, dopo dieci anni, Enrico è tornato in Africa, un ritorno alle origini che alimenta sogni più grandi: lavorare senza sosta, non solo per sé, ma per fare del bene, a partire dalla famiglia. Appassionato di musica, percussioni e fotografia analogica, Tijani è un talento in movimento, in bilico tra arte e realtà, sempre pronto a raccontare la sua verità.

Enrico Tijani
Total look Ballantyne

«Da questa esperienza ho imparato quanto sia importante avere fiducia nel prossimo»

Hai vissuto tra Napoli, la Nigeria e il Ghana: quanto hanno influito queste radici multiple sulla tua identità artistica? E sulla costruzione del personaggio di Dobermann?

Sin dall’adolescenza ho avuto la fortuna di comprendere l’importanza delle mie origini e il valore aggiunto che hanno avuto nella mia crescita. Dico sempre: “È come se avessi sviluppato un terzo occhio”. Questa consapevolezza mi ha donato una sensibilità profonda, che ritengo fondamentale per un lavoro artistico. Mi ha anche aiutato nella costruzione del mio personaggio in Mare Fuori, con cui ho sentito subito un legame forte.

Mare Fuori ha raccontato una generazione in bilico. Nella quinta stagione vediamo il tuo personaggio sprofondare e poi risalire. Cosa hai imparato da questo viaggio emotivo?

La quinta stagione, come ogni anno, è stata una sfida personale, ma questa volta ancora più intensa. È stato un lavoro basato sull’empatia e sull’abbandonarsi completamente per raccontare anche solo un frammento di verità. Ho cercato subito ispirazione in film e storie vere, con grande dedizione, perché la fase della costruzione del personaggio è una delle mie preferite.
Da questa esperienza ho imparato quanto sia importante avere fiducia nel prossimo, semplicemente in quanto esseri umani, e quanto questa fiducia possa influenzare positivamente la nostra vita, anche senza legami profondi.

Mare Fuori è diventato un fenomeno generazionale, capace di parlare di fragilità, speranza e identità. Secondo te, qual è il segreto del suo successo? E cosa senti che ha dato a te, come persona prima ancora che come attore?

Credo che il successo di Mare Fuori derivi dalla naturalezza con cui gli attori affrontano tematiche delicate. Sono soprattutto l’amore e l’ambizione a spingerci a dare sempre il massimo.

Hai iniziato con il musical Ama e cambia il mondo e oggi reciti, canti e ami le percussioni. In che modo la musica ti accompagna nel tuo lavoro di attore?

La musica è sempre stata un elemento fondamentale nella mia vita. Mi accompagna in ogni cosa che faccio e mi provoca emozioni indescrivibili. Non riuscirei a immaginare un mondo senza musica: sarebbe un mondo vuoto.

Sei tornato in Africa dopo dieci anni. Cosa hai ritrovato lì che sentivi ti mancasse? E come questo ritorno sta cambiando la tua prospettiva sul futuro?

Tornare in Africa dopo dieci anni è stata una delle esperienze più intense della mia vita. Ritrovare la mia famiglia e ricevere quel calore è stato meraviglioso. Sono tornato da poco in Italia, e io sono una persona che ha bisogno di tempo per elaborare certe esperienze, quindi adesso non riuscirei a raccontare nemmeno il 10% di quel viaggio. Ma una cosa che sicuramente mi era mancata in tutti questi anni è il cibo.

Parli Hausa, inglese e italiano: il tuo è un talento che attraversa lingue e culture. Sogni un cinema internazionale o senti di voler raccontare storie legate alle tue origini?

Per quanto mi riguarda, cerco di non pormi mai limiti. È bellissimo poter recitare ed emozionare attraversando culture e lingue diverse. Sarebbe un sogno rappresentare a livello internazionale il mix delle mie origini.

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Enrico Tijani: «Sento il bisogno di catturare e raccontare un’emozione»

In un mondo in cui tutti vogliono essere visti, tu hai detto che ti appassiona anche “scattare”, non solo posare. Cosa cerchi quando guardi attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica?

Dopo anni passati nella moda, tra shooting, showroom e sfilate, ho scoperto quanto sia affascinante stare dietro l’obiettivo. Sento il bisogno di catturare e raccontare un’emozione. Mi diverte moltissimo fotografare amici, sconosciuti, paesaggi… mi fa stare bene.

Cinema, musica, fotografia: sembri muoverti tra linguaggi con grande libertà. C’è un progetto personale che sogni di creare un giorno, mettendo insieme tutte queste passioni

Io vivo per un’arte senza confini, senza limiti. Un giorno spero di realizzare qualcosa di grande, ma siccome credo molto nella frase “step by step”, ho deciso di partire dalle basi, iniziando a scrivere qualche cortometraggio.

Total look Labo.Art

Lavori duro per “fare del bene in Africa” e aiutare la tua famiglia. È una missione potente per un ragazzo di 22 anni. Che tipo di cambiamento vorresti generare, concretamente?

Più che generare cambiamenti, vorrei offrire supporto e creare opportunità per la mia comunità. Non sarà affatto semplice, ma già il fatto di trovarmi da quest’altra parte del mondo — senza aver dovuto affrontare viaggi mortali o sacrifici estremi per cercare una vita migliore — mi fa sentire in dovere di provarci. Non ho scuse.

Se potessi parlare al Salahudin tredicenne che si è innamorato della recitazione a Napoli, cosa gli diresti oggi, con tutto quello che hai vissuto?

“Salahudin Tidjani Imrana, non perdere mai di vista la fame e le ambizioni che ti guidano, il
tuo modo di osservare e ascoltare con lo sguardo puro di un bambino. Il resto sarà storia.”

Enrico Tijani
Total look Labo.Art

Credits

Photographer Luca Ferrara