Euphoria 3, il finale shock della serie: come finisce e chi muore

Il capitolo finale di Euphoria chiude definitivamente il percorso della serie HBO dopo sette anni di successo e controversie

Si è concluso il cammino di Euphoria 3 e, con l’epilogo scelto per la terza stagione, anche il percorso della serie HBO. Dopo sette anni dal debutto lo show ha chiuso ufficialmente i battenti con un finale scioccante che ha provocato la morte di uno dei personaggi principali. Da questo momento in poi il pezzo contiene degli spoiler perciò si consiglia di non proseguire con la lettura a chi non ha ancora avuto occasione di terminare la visione dell’ottavo episodio.

Dopo lo scioccante finale della settima puntata, che ha mostrato la terribile morte di Nate Jacobs, nell’episodio numero 8 (intitolato In God We Trust) il pubblico assiste alla scomparsa di Rue. Dopo essere stata sorpresa dagli uomini di Laurie mentre rubava il contenuto della cassaforte il personaggio interpretato da Zendaya riesce a scappare coadiuvata da uno degli uomini di Alamo.

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Zendaya, foto di Eddy Chen/HBO

Mentre Rue si mette in salvo gli uomini della DEA assaltano il quartier generale di Laurie che, ormai consapevole di non avere più vie di fuga, prende una decisione estrema: sale sul tetto della sua abitazione e si toglie la vita impiccandosi. Nel frattempo Rue raggiunge lo strip club di Alamo che, dopo essersi congratulato con lei, le consegna un flaconcino con quelli che sembrano essere degli antidolorifici. Ma è qui che arriva il colpo di scena. Rue scopre che Fezco è riuscito a evadere di prigione e si precipita a raggiungerlo nei luoghi in cui ha vissuto, forzando anche un blocco della polizia. Non lo troverà e poco dopo avrà un altro incontro, quello con sua madre.

Si tratta però soltanto di un’allucinazione causata dall’uso di droghe. Rue verrà ritrovata il giorno dopo senza vita da Ali (Colman Domingo), il quale si imbatte nel flaconcino datole da Alamo e ne analizza il contenuto, scoprendo che all’interno di quegli antidolorifici c’è una dose letale di fentanyl. L’uomo segna il nome dell’ennesima ragazza che non è riuscita ad aiutare nella sua agenda e decide di abbandonare il suo lavoro di “sponsor”.

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Colman Domingo, foto di Eddy Chen/HBO

Euphoria 3, la vendetta di Ali

Passano mesi dalla morte di Rue. Ali non riesce ad accettare quanto accaduto alla ragazza e decide di orchestrare la sua vendetta. Arriva nello strip club di Alamo e affronta il malvivente in un ultimo sanguinolento scontro faccia a faccia. Inizialmente Alamo utilizza Maddy (Alexa Demie) come scudo umano, poi affronta Ali in un duello vecchio stile. La sua pistola risulterà però scarica grazie all’intervento di Bishop, che decide di tradire il suo datore di lavoro togliendo i proiettili dalla sua arma. Ali ucciderà selvaggiamente Alamo sparandogli ben tre colpi di fucile a canne mozze.

Ora che Alamo è morto Maddy è finalmente libera del suo ingente debito nei riguardi dell’uomo. Insieme a Cassie (Sydney Sweeney) trasformano la casa di Nate in uno spazio dedicato alla creazione di contenuti social. Cassie prova a coinvolgere nel business anche sua sorella Lexi (Maude Apatow), che decide di rifiutare l’offerta rivelando di vivere una fase di profonda riflessione personale dopo aver ritrovato la Bibbia appartenuta a Rue. Jules (Hunter Schafer) appare in una scena di appena un minuto mentre dipinge un quadro dedicato alla sua ex. L’epilogo di Euphoria 3 contiene un delicato omaggio ad Angus Cloud con un vecchio footage inedito mai usato che mostra Fez insieme a Rue.

Sydney Sweeney e Alexa Demie, foto di Eddy Chen/HBO

Euphoria non avrà una quarta stagione

Euphoria 3 è l’ultima stagione della serie. A confermare che lo show non avrà una quarta stagione è stato lo stesso Sam Levinson nel corso di un’intervista. In un video behind the scenes pubblicato a ridosso della messa in onda dell’ultima puntata Levinson motiva la scelta di non dare un happy ending a Rue. «La verità è che persone come Rue non ce la fanno – spiega – La gente ha delle ricadute. Fa caz*ate. Non è pronta a smettere. Non c’è motivo di indorare la pillola. Volevo raccontare questa storia per Angus e per le persone a cui non viene concessa una seconda possibilità».