Francesca Colucci, la libertà come vocazione

Il suo sguardo, intenso e curioso, sembra già proiettato oltre. Lei non interpreta soltanto personaggi: li attraversa, li mette in discussione, li fa diventare specchi di un’epoca e di se stessa

Ci sono attrici che inseguono i ruoli, e altre che li scavano. Francesca Colucci appartiene alla seconda categoria: ogni personaggio diventa per lei un’occasione per indagare la libertà, le contraddizioni e la forza delle donne. Nata ad Avellino, con una formazione solida tra accademie, workshop e maestri come Juan Fernandez e Lola Cohen, Francesca è oggi una delle voci più interessanti della nuova generazione di attrici italiane.

Dopo gli esordi a teatro e nei videoclip — da Ghemon a Mr. Rain — il debutto sul piccolo schermo arriva nel 2020 con Romulus di Matteo Rovere. «Sul set di Romulus ho fatto esperienza per la prima volta del fatto che il set può diventare, e diventa, un po’ una famiglia», racconta. «Quel senso di unione mi ha insegnato ad approcciarmi con entusiasmo, gratitudine e rispetto nei miei lavori successivi».

Tra serialità e identità femminile

Nel 2021 entra nel cast di Un professore di Alessandro D’Alatri, accanto ad Alessandro Gassmann, e nel 2025 è alla Festa del Cinema di Roma con Mrs Playmen, la nuova serie Netflix diretta da Riccardo Donna. Un progetto importante, che le ha dato la possibilità di esplorare ancora una volta i temi che le sono più cari: libertà, desiderio e identità femminile. «Questa è una storia che parla del diritto di avere la possibilità di scegliere chi essere», spiega. «Mi piace che faccia riflettere su quanto siamo davvero cambiati rispetto agli anni Settanta e su come certe dinamiche, in realtà, siano ancora presenti oggi».

In Mrs Playmen interpreta Elsa, una giovane donna «provocatoria più che provocant, come ama definirla. «Non vuole sentirsi vulnerabile o inesperta. Ho cercato di restituire il suo modo diretto di stare al mondo, la sua energia impetuosa, sempre in movimento». È un personaggio che le ha chiesto di confrontarsi con la complessità del desiderio e con la libertà femminile, due temi che Francesca affronta con naturalezza e profondità: «Elsa è una donna che cerca un posto nel mondo, si trova in una situazione drammatica perché si è fidata, e cerca di trarre il meglio che può per non restare prigioniera di un uomo e di un’etichetta».

Francesca Colucci
Dress Zimmermann, tights Calzedonia, shoes Premiata
Francesca Colucci
Total look Juun J , necklace Kinraden

Un percorso in continua trasformazione quello di Francesca Colucci

Tra un set e l’altro, Francesca continua a formarsi: recitazione cinematografica, canto, movimento scenico. Il suo percorso è una ricerca costante di autenticità. «Lavorare con la camera è il tipo di lavoro con cui sono più a mio agio e che sto approfondendo di più in questo momento», dice. «Ma non c’è un linguaggio che preferisco: tutto deve fluire in modo organico per dare vita a un personaggio».

Consapevole ma mai compiaciuta, Francesca sceglie ruoli che raccontino donne vere, sfaccettate. «Vorrei raccontare donne tridimensionali, umane e piene di contraddizioni. Donne consapevoli, in contatto anche con i loro lati ombra».

Sul futuro non si pone limiti: «Mi piacerebbe fare un film intimo e delicato, ma anche un ruolo ironico o d’azione. In generale mi piacerebbe girare un film, perché i tempi della serialità sono diversi e vorrei vedere come mi trovo su quel tipo di set».

Il suo sguardo, intenso e curioso, sembra già proiettato oltre. Francesca Colucci non interpreta soltanto personaggi: li attraversa, li mette in discussione, li fa diventare specchi di un’epoca e di se stessa. E in questa ricerca di verità, forse, risiede la sua forma più autentica di libertà.

Francesca Colucci
Total look Ports 1961, shoes Giuseppe Zanotti, necklace Kinraden
Total Look Antonio Marras, shoes AGL 

Credits

Photographer Martina Mariotti

Stylist Valeria Papa

Make-up by Revlon

Hair by Revlon Professional

Location Hotel d’Inghilterra Roma