Giulia Stabile Next Gen

Giulia Stabile, la danza come voce dell’anima

Romana, di madre spagnola e padre casertano, classe 2002, diventata famosa per la sua vittoria ad Amici di Maria De Filippi, l'abbiamo raggiunta per conoscerne meglio passioni e sogni

Una delle figure più amate dai suoi coetanei, Giulia Stabile si racconta: dalla vittoria ad Amici ad una carriera fatta di soddisfazioni, passioni e progetti. 

Ogni generazione ha i suoi punti di riferimento, quelle figure che per qualità, e – nei nostri tempi – modo di interagire con la telecamera e i social, hanno la possibilità di farsi esempio per i propri coetanei, quelli che gli inglesi chiamerebbero “role models”. Per gli adolescenti del 2025 Giulia Stabile è sicuramente una di queste figure.

Romana, di madre spagnola e padre romano, classe 2002, Giulia, diventata famosa per la sua vittoria come ballerina alla ventesima edizione di Amici di Maria De Filippi, è riuscita non solo ad imporsi per la sua bravura nella danza, a cui si è appassionata a tre anni, ma anche per la sua simpatia, il suo carattere solare e la predisposizione innata a stare in video. Dal 2021 in qua l’abbiamo vista in clip musicali, in varie trasmissioni televisive, ad esempio Tú sí que vales, nel ruolo di coreografa e, come ballerina, in spettacoli come OnDance organizzato da Roberto Bolle, e fra i professionisti nelle successive edizioni del programma che l’ha lanciata. La forza di Giulia sembra arrivare dalla naturalezza, dall’energia e dalla positività con cui affronta ogni suo impegno. L’abbiamo raggiunta per conoscere meglio passioni e sogni di questo carismatico ciclone di ventitrè anni.

Giulia Stabile
Total look Versace, shoes Le Silla

Giulia Stabile: «Per me è stato impagabile condividere il palco da sola con alcuni grandi artisti, sentendomi riconosciuta con la stessa importanza che normalmente viene data a un cantante»

Dal tuo percorso iniziale ad Amici hai fatto molte esperienze. Ci puoi raccontare quali sono stati i momenti più emozionanti in questi anni? E quali le persone che ti hanno maggiormente aiutato e colpito?


Sono stati anni intensi e ricchi di emozioni. Tra i momenti da ricordare ci sono sicuramente gli assoli che ho fatto per alcuni artisti che ammiro profondamente, come Madame, Lazza, Yendry (all’apertura del concerto di Rosalia), Fedez, Francesca Michielin e altri. Per me è stato impagabile condividere il palco da sola con loro, sentendomi riconosciuta con la stessa importanza che normalmente viene data a un cantante.
Ho anche iniziato a muovere i primi passi come coreografa, e uno dei lavori che porto nel cuore è stato il clip di Angelina Mango Che t’o dico a fa.
E poi ci sono tutte le interviste: sono una gran chiacchierona! Sono tanto onorata nel sapere che c’è chi ha interesse nel conoscere il mio punto di vista. Sentirsi affidare il peso, bellissimo, ma importante, di poter essere d’esempio in qualche modo, è qualcosa che mi colpisce ogni volta. Tra tutti questi momenti, però, non dimenticherò mai l’inizio di tutto. Ero un misto di paura e voglia di spaccare il mondo.
Le persone che mi hanno aiutata e lasciato un segno sono tante: le ragazze che mi gestiscono, che ogni giorno combattono con me e cercano sempre di tenermi sul binario giusto, senza mai dimenticare ciò che mi rende felice. Alcuni colleghi con cui ho condiviso traguardi, ma anche “sconfitte”. Persone che mi conoscevano già prima di tutto questo e che continuano ad amarmi senza condizioni. E poi la mia famiglia: non ha bisogno di descrizioni, sono il mio tutto. Sono grata a chi ha creduto in me anche nei momenti in cui io facevo fatica a farlo da sola.

In questo percorso cosa pensi di aver imparato e cosa diresti alla Giulia degli inizi?

Ho imparato che la fatica è parte della bellezza. Che il corpo si allena, ma è la testa e il cuore che devono restare in equilibrio. Alla Giulia degli inizi direi: «Non avere fretta di arrivare, ogni passo, anche quello che sembra un errore, ti sta scolpendo».

Qual è il più grande regalo che ti ha fatto la danza e c’è qualcosa che ti ha tolto? 

La danza mi ha dato una voce. È il mio modo di raccontarmi al mondo, senza bisogno di parole. È il posto dove mi sento più vera, più viva. Se penso a cosa mi ha tolto… forse un po’ di tempo. Tempo per stare ferma, per annoiarmi. Ma non lo dico con rimpianto: è solo che quando ami così tanto qualcosa, finisce per riempire ogni spazio e ogni pensiero.
È come se la danza avesse preso in prestito una parte del mio tempo e l’avesse trasformato in qualcosa di più grande. Ma io gliel’ho lasciato volentieri!

Giulia Stabile
Total look Juun.J

«Sogno progetti dove ci sia spazio per l’emozione, per la ricerca, per la verità. Dove la danza non sia solo movimento, ma anche narrazione»

Quali sono i tuoi eroi della danza o dello spettacolo, a chi ti ispiri, chi è in grado di influenzarti?

La mia idola assoluta è Rosalía. Mi ispira tantissimo come artista, per la libertà con cui si muove tra i generi, per la sua forza, la sensibilità, la capacità di reinventarsi restando sempre riconoscibile. Ma sento anche un legame più profondo con lei: siamo entrambe catalane, e questo crea in me un senso di vicinanza culturale ed emotiva. Vederla così forte e indipendente, così padrona della sua arte, mi fa sentire che anche io posso costruire un percorso autentico e libero. Tra i ballerini, uno che ammiro davvero è Daniele Sibilli. Ha una consapevolezza del corpo che trovo rara. Ogni suo movimento è pieno, preciso, ma mai freddo: ha quella qualità che ti tocca, che ti fa sentire qualcosa, e questo per me è tutto. Non sono una grande fan delle acrobazie – anche se riconosco quanto siano belle e difficili – perché quello che mi colpisce davvero è chi sa usare il corpo in modo profondo, intenzionale. Chi riesce a raccontare senza dover urlare. Mi ispirano le persone che ballano con verità, con l’anima. 

Chi è Giulia fuori dal palcoscenico e via dalle telecamere? Quali sono le tue passioni e cosa ti piace fare nel quotidiano?

Fuori dal palco non cambia assolutamente niente: sono esattamente la stessa persona. Forse, chi mi conosce nella vita di tutti i giorni riesce a vedere un po’ di più la mia parte malinconica. Sono cresciuta con tanta disciplina nella mia accademia, dove ci insegnavano che ogni brutto pensiero doveva restare fuori dalla sala. E quella regola me la porto ancora dentro, anche se ora so che anche la malinconia ha il suo posto. Amo viaggiare, stare con tante persone, parlare tantissimo. Mi piace frequentare gruppi diversi, conoscere storie nuove, perché ogni persona ha qualcosa da insegnarmi. E poi sono una fan dei parchi divertimento! Appena posso vado, c’è qualcosa in quell’atmosfera che mi fa tornare bambina.

Sei molto giovane e i progetti e i sogni sono tanti, ci vuoi raccontare qualcosa che ti piacerebbe accadesse nel tuo futuro?

Tra i miei sogni nel cassetto ci sono dei tour e dei videoclip da solista, dove poter raccontare qualcosa di mio, con il corpo e con un’estetica che mi rappresenti fino in fondo. Uno dei miei riferimenti più forti è Chandelier di Sia con Maddie Ziegler: quel video ha segnato un’epoca e ha dimostrato quanto la danza possa essere potente, senza bisogno di parole. Mi piacerebbe creare qualcosa che lasci un segno così, che arrivi dritto a chi guarda. Sogno progetti dove ci sia spazio per l’emozione, per la ricerca, per la verità. Dove la danza non sia solo movimento, ma anche narrazione.

Giulia Stabile
Total look Vivienne Westwood, shoes GCDS

«Vorrei davvero rivivere il giorno della mia vittoria. È strano da dire, ma in quel momento non sono mai riuscita a realizzare davvero cosa stava succedendo»

Il tema di questo numero è in qualche modo legato alla memoria. Se dovessi rivivere un momento specifico della tua vita quale vorresti che fosse?

Lo so che può suonare scontato, ma vorrei davvero rivivere il giorno della mia vittoria. È strano da dire, ma in quel momento non sono mai riuscita a realizzare davvero cosa stava succedendo. C’era troppo: troppe emozioni e io forse troppo giovane per contenerle tutte. È come se avessi guardato quella scena da fuori, con il cuore che batteva forte ma la testa ancora sospesa. Mi piacerebbe tornarci per sentirlo meglio. Per guardare negli occhi le persone accanto a me, ascoltare davvero gli applausi, e dire “grazie”. Quel giorno mi ha cambiato la vita e credo che meriti di essere ricordato anche con calma, con respiro, con consapevolezza. È stato bello. Anche se non l’ho capito subito.

Facciamo un gioco: se ti dessero la possibilità per una sera di viaggiare nel tempo, quale periodo storico quale sceglieresti e perché?

Mi piacerebbe andare negli anni ’80. Non solo per la musica, che era pazzesca, o per i look assurdi (che comunque adoro), ma per l’energia che si respirava in quel periodo. Era un momento in cui tutto sembrava possibile, in cui la gente ballava per strada, si esprimeva senza troppa paura del giudizio. Vorrei vivere una serata in una di quelle feste dove si balla davvero per ore, senza filtri e senza social. Solo corpo, musica e presenza. E magari conoscere qualche artista di quegli anni che ha rivoluzionato la musica e la danza, vedere com’era stare lì, quando tutto era ancora da inventare.

Giulia Stabile
Dress Tom Ford, shoes Santoni

Dress Ermanno Scervino
Total look Ferragamo

Credits

Photographer Alberto Alicata

Stylist Luigi D’Elia

Make up Artist & Hairstylist Francesca Gallicchio & Martina Giallella – MBAcademy

Photographer Assistants Luca Mancuso & Dmitriy Campbell

Stylist Assistant Mariana Santiago

Location Radisson Collection Hotel, Santa Sofia Milan