Giulia Torelli ha osservato i social crescere, mutare e modificarsi costantemente. Ed è riuscita nel difficile compito di trasformarsi insieme a loro. Il suo linguaggio, seppur rimasto fedele alla sua essenza, ha saputo adattarsi a tutti gli spazi attraverso cui ha avuto modo di esprimersi. Grazie a questa sua capacità camaleontica Rock and Fiocc, questo il nome utente con cui ha iniziato a farsi spazio nel variegato e sempre più affollato universo dei creator, può contare su una community di seguaci fedelissime e appassionate.
Negli anni si è raccontata attraverso le immagini statiche di Instagram, nei flussi di coscienza di un blog o nelle lunghe clip di YouTube. I contenuti di Torelli spaziano dal cinema alla letteratura fino alla moda e al mondo beauty, senza mai risultare banale o conforme alla massa. Propone idee, consiglia libri da leggere e film da guardare con il suo tone of voice unico divenuto ormai un marchio di fabbrica. Di recente è uscita la terza stagione di Non ho mai, podcast che conduce insieme allo speaker radiofonico di Radio m2o Claudio Pavese, in arte Claves (ideatore del format). In ogni episodio i due interagiscono sui temi più variegati raccontando le proprie opinioni ed esperienze personali, mettendosi a nudo con ironia e sagacia.

La prima domanda è d’obbligo: da dove nasce il nome rockandfiocc?
È una cosa talmente vecchia che a malapena ricordo. Ero ancora su fotolog.com e aveva a che fare con il fatto che mi sono sempre piaciuti i fiocchi e la musica rock.
È da poco uscita la terza stagione del tuo podcast Non ho mai. Come è nata questa idea?
È stata un’idea del mio co-conduttore Claudio, abbiamo fatto insieme due stagioni di un programma radiofonico su Radio LatteMiele e mi ha proposto di continuare a chiacchierare davanti ad un microfono ma con un altro format. Siamo andati da OnePodcast a proporci e ci hanno presi.
C‘è un volto noto che ti piacerebbe ospitare in una puntata del podcast e ‘torchiare’ con il gioco del ‘Non ho mai’?
Victoria Cabello, che seguo dai tempi di Victor Victoria. La trovo brillante e sempre con la risposta pronta, mi fa molto ridere e penso avremmo delle affinità. Ma il nostro podcast non prevede ospiti, quindi non succederà.
C‘è qualcosa che, effettivamente, non hai mai fatto e ti piacerebbe fare?
Sì, ma non si può dire per scaramanzia (non è la televisione).

Sei tra le creator che ha avuto e che ha la capacità di evolvere e sperimentare, partendo proprio dai mezzi usati per esprimerti (blog, Instagram, YouTube, Substack, il podcast) oltre che nei contenuti. È forse questo il segreto del tuo successo?
Grazie anzitutto! Non lo so, il mio terrore è annoiare le persone e annoiarmi, ecco perché provo
sempre a fare cose nuove.
E chi segue Giulia Torelli? Hai dei creator di riferimento?
Giusto un paio! Cerco di non seguirne troppi per non farmi influenzare e anche per non copiare.
Qual è in generale il tuo rapporto con il dissenso sui social? Quando succede come reagisci?
Con gli anni ho imparato ad accettarlo e anzi a trarne insegnamento. Spesso chi non la pensa come me mi porta un punto di vista al quale non avevo pensato, sono sempre pronta a cambiare idea.
Sui tuoi canali parli spesso di libri. Questo sarà un anno ricco di adattamenti cinematografici e seriali. Ce n’è uno che attendi di più?
Come tutti, Cime Tempestose! Ma anche L’étranger dal libro di Albert Camus e 100 nights of hero
dall’omonima graphic novel.

Un libro che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita?
Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno, che secondo me tutti i bambini e le bambine dovrebbero
leggere (ma soprattutto le bambine). È un libro che ti spiega senza volerti insegnare niente il valore
dell’amicizia, della lealtà, del credere nei propri ideali. È pazzesco per me come da libri per
bambini con storie semplici si capisca tutto il femminismo di Pitzorno, e quanto tenga al fatto che le
donne siano indipendenti e possano contare soprattutto su loro stesse e sulla loro testa.
Che rapporto hai con la moda?
Sempre più conflittuale perché sono bombardata di stimoli costantemente che sortiscono l’effetto
opposto di ravvivare la mia curiosità. Troppa gente si occupa di moda, tutto è look (e ben poco vale
la pena di essere documentato come tale). Tutto è sempre più un incentivo all’acquisto e sempre
meno alla creatività e questo mi stanca.
In conclusione, come va con le moto, con i gatti e con l’inverno? (Nella sua bio Instagram c’è la frase “Possiamo confrontarci su tutto tranne le moto, i gatti e l’inverno”, ndr)
LOL sempre male, menomale tra poco è primavera.