Il Dio dell’amore, il viaggio nelle relazioni narrato da una voce speciale

Vinicio Marchioni, Isabella Ragonese e Francesco Colella raccontano il nuovo film di Francesco Lagi

Un viaggio nel complicato e intricato mondo delle relazioni attraverso il racconto di un osservatore onnisciente davvero speciale. Arriva nelle sale a partire da giovedì 26 marzo distribuito da Vision Distribution Il Dio dell’amore, nuova commedia corale diretta da Francesco Lagi che mostra un’umanità fortemente connessa attraverso un sentimento universale come l’amore. Ed è proprio il “Dio dell’amore” a decidere il destino di tutti i personaggi, che sono interconnessi in una tela fitta mentre fanno i conti con ogni lato dell’emozione.

A condurci nel racconto è Ovidio (interpretato da Francesco Colella), eterno poeta e cantore dell’amore che arriva nel mondo contemporaneo per narrarci questa storia. Tra i primi personaggi che il pubblico incontra in questo viaggio ci sono Filippo e Ada.

Lui (interpretato da Vinicio Marchioni) è un insegnante dell’Accademia delle Belle Arti che non può avere figli. Quando scopre che sua moglie è incinta deciderà di lasciare la sua amante Silvia per accogliere la tanto agognata paternità. Ada (interpretata da Isabella Ragonese), moglie di Filippo, dopo tanti tentativi scopre di essere in dolce attesa. L’incontro con Pietro (Corrado Fortuna) farà però vacillare le sue certezze.

Nel cast troviamo anche Vanessa Scalera (attualmente su Rai Uno anche con la quinta – e ultima? – stagione di Imma Tataranni), Enrico Borello e Benedetta Cimatti (di recente vista in Cuori 3 e in Prima di noi).

Il Dio dell’amore, foto di Emanuela Scarpa

L’intervista al cast de Il Dio dell’amore

Per Francesco Colella entrare nelle vesti di Ovidio è stata una sfida nella sfida. «Quando loro finivano di girare io mi trovavo da solo per le strade di Roma – racconta a Next Gen Magazine Ho dovuto studiare, immedesimarmi in un uomo che ha più di 2000 anni. Abbiamo cercato di dargli una nota di leggerezza. Un uomo che cammina per le strade di Roma e che entra nelle vite degli altri senza essere visto.»

«Il racconto inizia con questo nostro pianto e riso dopo una notizia bellissima, l’arrivo di un bambino, che è una specie di miracolo – spiega Isabella Ragonese – Sono dei personaggi colti in un momento particolare della vita. La forza del Dio dell’amore li porta a fare una scelta di cuore.» «Si ride e di piange ma quando si piange lo si fa perché animati da un sentimento d’amore – aggiunge Vinicio Marchioni – Ci si commuove perché dentro di noi sta succedendo qualcosa di meraviglioso.»

il dio dell'amore
Il Dio dell’amore, foto di Emanuela Scarpa

Nella costruzione del racconto orchestrato da Francesco Lagi Roma diventa quasi un personaggio al pari degli altri protagonisti. «Roma è stata una delle prime idee quando stavamo scrivendo insieme a Enrico Audenino. Ci è sembrato l’unico teatro possibile per una storia del genere perché è una città complessa, stratificata, mutevole ma anche eterna come quello che stavamo raccontando – dichiara il regista – Abbiamo cercato di raccontare Roma come un personaggio e ogni personaggio l’abbiamo raccontato dentro una parte di Roma.»