È un volto noto al grande pubblico per il successo di una delle serie più longeve – ll Paradiso della signore – ma il suo ultimo ruolo in Inganno, la miniserie Netflix diretta da Pappi Corsicato, lo ha fatto conoscere a livello internazionale. Emanuel Caserio, classe 1987, già premiato nel 2016 alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia con il premio Kineo come miglior attore emergente, ha poi continuato il suo percorso tra tv e cinema. Nel 2016 ha interpretato il ruolo di Luca, un giovane ragazzo che si innamora del personaggio di Sabrina Ferilli nel film Forever Young, scritto e diretto da Fausto Brizzi. L’anno successivo lo abbiamo visto nel film di Rai Fiction In arte Nino, passando per produzioni come Io e lei, regia di Maria Sole Tognazzi (2015), Odio l’estate, diretto da Massimo Venier (2020) e la commedia I cassamortari di Claudio Amendola (2022). Un percorso di grande impegno, traguardi e passione che adesso ha visto Emanuel recitare al fianco di attori del calibro di Monica Guerritore e Giacomo Gianniotti. Lo abbiamo incontrato per ripercorrere la sua carriera in questo momento così speciale.

Inganno è stata un grande successo di pubblico e ha diviso la critica…
Si la critica è stata massacrante, forse anche troppo, se posso dire la mia.
Comunque, se ne continua a parlare molto. E dopo tante settimane, è ancora in classifica, tra le prime nel mondo. Insomma, è un grande risultato, soprattutto perché sulle piattaforme oggi ci sono talmente tanti titoli che distinguersi è una vera sfida.
Nella serie hai un ruolo molto complesso come antagonista…
Stefano ha una doppia vita che prova a far restare in equilibrio. E’ il cattivo della situazione, anche se poi non lo è, ma fa tutto per amore, per protezione e anche per fragilità. Alla fine riesce perfino a opporsi alla madre, il che non è poco. Il passato molto ingombrante di questa famiglia finisce per condizionare un po’ tutti.


Come è stato lavorare su una parte con lati opposti, un carattere molto duro ma anche fragile?
Non l’ho capito subito il personaggio. Ci sono stati due mesi di letture e non riuscivo a inquadrarlo bene. Sapevo che Stefano era l’antagonista e che doveva opporsi alla storia d’amore della madre con il compagno, ma non capivo quanto fosse davvero cattivo. Secondo me, tutto quello che ha fatto è stato mosso da un estremo amore. Mi piace chiamarlo un antagonista estremamente buono, anche se commette molti errori. Come spesso accade nella vita, no? Non esistono buoni e cattivi, ma persone più o meno fragili che agiscono in modo più o meno corretto. Stefano non sempre è stato corretto, ma alla fine è tornato sui suoi passi, scusandosi con la madre e spiegando che tutto ciò che aveva fatto era solo per proteggerla. All’inizio, però, non è stato facile cogliere quante sfumature avesse Stefano, e in realtà ne ha tante. È un uomo con un amante poliziotto, una famiglia, una bambina. Alla fine sono riuscito a entrare bene nel personaggio…
E com’è stato il rapporto con la Monica Guerritore e Giacomo Gianniotti, sul set e fuori dal set?
Lei è una grande attrice. La conoscevo di nome, per curriculum, ma non avevamo mai lavorato insieme. All’inizio ero abbastanza intimorito. Poi, lavorandoci, già dalla prova costume, ho capito quanto fosse una donna estremamente disponibile e umana. Sul set abbiamo mantenuto una sorta di distacco, penso per esigenze professionali, dato anche il rapporto tra i nostri personaggi, che non dovevano essere vicini. Non cercavo una mamma chioccia nemmeno sul set, ma un’attrice con cui lavorare. E devo dire che è stata estremamente generosa. Gianniotti è stata una bella sorpresa, un’anima buona e un carattere umile. Abbiamo sempre un po’ di timore quando si parla di attori che vengono dall’America e ci sentiamo piccoli rispetto a loro. Si è dimostrato gentile e molto disponibile. È capitato di andare a bere qualcosa insieme dopo il set o di scriverci per supportarci. È stato un ottimo compagno di viaggio e di lavoro.

Anche lui, come te, sta cercando di uscire dalla prigione della serialità…
Sì, ne abbiamo parlato perché condividiamo il tema della lunga serialità (Gianniotti dal 2015 al 2021 ha ricoperto il ruolo del dottor Andrew DeLuca in Grey’s Anatomy ndr)
Quando andavamo in giro per Napoli, riconoscevano me per Il Paradiso delle Signore e lui per Grey’s Anatomy. Però ultimamente capita sempre più spesso che mi dicano: “Stefano di Inganno”. Questo mi fa piacere, perché significa che le cose stanno cambiando. Nonostante le critiche, che sono sempre presenti, la miniserie ha ottenuto grande attenzione per il tema che affronta: il desiderio di una donna più adulta. È un tema importante, ma il fatto che se ne parli ancora oggi, mi fa riflettere su quanto sia ancora un tabù. Molti commenti si concentrano proprio sulla questione della differenza di età, con una donna più grande e un uomo più giovane. Mi chiedo: se fosse stato il contrario, la serie avrebbe avuto lo stesso successo? Se ne sarebbe parlato così tanto? Forse no.
Hai girato qualcosa come mille puntate de Il Paradiso delle Signore, una serialità lunghissima. È stato un periodo importante per te, sia a livello personale che professionale, giusto?
Assolutamente. Devo tanto a questa fiction. In quasi sette anni sono cresciuto molto, sia come uomo, sia come attore. Mille puntate sono un numero impressionante: se messe sul curriculum, equivarrebbero a una filmografia da premio Oscar. Purtroppo, però, rimangono catalogate come Paradiso Daily. Ma, a tutti gli effetti, sono mille puntate di un’ora ciascuna, come fossero mille film. È un lavoro davvero impegnativo. Ed è una sfida anche a livello di memoria. Impariamo tantissime scene al giorno, nove per la precisione. È la palestra più grande che potessi fare. La considero una parte fondamentale della mia formazione, quasi alla pari del Centro Sperimentale di cinematografia.



Da queste serie nascono anche molti new talent…
In molti casi queste fiction sono una vera fucina di talenti, da cui spiccano il volo molti attori. Pensiamo a Serena Rossi, che ha iniziato con Un posto al sole, o Alvaro Morte, che ha interpretato il Professore ne La casa di carta, ma prima recitava nella soap Il Segreto. Anche Stefano Sollima, regista di tantissimi film apprezzati in America, ha iniziato seguendo la regia di Un posto al sole. Quindi non solo a livello attoriale, ma anche registico, queste esperienze si rivelano importanti. Sono scuole che danno i loro frutti, anche se i risultati arrivano un po’ più lentamente, perché c’è ancora un pregiudizio da battere. Spesso veniamo considerati attori di “serie C”, ma come si vede il lavoro e l’impegno premiano alla lunga, come dimostrano i nomi che ti ho appena citato.
Tra i film in cui hai lavorato, quali ti sono rimasti particolarmente nel cuore?
Il film di Brizzi Forever Young ha un posto speciale nel mio percorso. Era un film corale in cui ero protagonista accanto a Sabrina Ferilli. Ero molto giovane all’epoca e, inizialmente, mi sentivo intimidito, ma poi mi sono divertito tantissimo. Questo film mi ha portato fortuna facendomi vincere E poi c’è Roles, serie web che mi ha portato a vincere il premio come miglior interprete al Roma Fiction Fest. La regia era di Ludovico Di Martino, al suo debutto. Oggi Ludovico si sta facendo conoscere per altri lavori, come la regia di Mare fuori. In Roles interpretavo Riggi, un personaggio borderline, molto estremo. È un ruolo che porto nel cuore, anche perché mi ha fatto vincere il mio primo premio Kineo alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

E pensando al futuro? Con quali registi vorresti lavorare?
Mi piacerebbero moltissimo nomi come Daniele Luchetti, Pierfrancesco Diliberto o anche Paolo Sorrentino. Con lui ci sono andato vicino per Parthenope, ma alla fine non è andata. Sempre restando in Italia vorrei lavorare di nuovo con Ludovico Di Martino e Matteo Rovere. Un grande sogno sarebbe Xavier Dolan… In Italia vedi comunque grande fermento. Roma sta attirando molte produzioni estere, ed è un segnale bellissimo. Anche la Festa del Cinema di Roma è cresciuta molto in questi anni.




Credits
Photographers Carlo Rossi & Fabio Mureddu
Stylist Salvatore Pezzella
Grooming Giuliana Giuliani
Set Assistance Antonio Carangio
Location NBH