Con la trasformazione nella Creatura di Victor Frankenstein, Jacob Elordi ha donato al pubblico una versione inedita di sé. L’attore australiano, che ha sempre potuto contare su un physique du rôle che ha contribuito al suo successo, si è trasformato nel personaggio simbolo del classico di Mary Shelley. Frankenstein, il nuovo adattamento cinematografico del romanzo diretto da Guillermo del Toro, è approdato sul catalogo Netflix lo scorso 7 novembre.
Dopo essere stato presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia e una breve incursione nelle sale, la pellicola ha immediatamente conquistato il primo posto nella Top 10 dei film più visti della piattaforma. Oltre a una storia secolare, a conquistare gli abbonati è un cast di prima scelta. Oscar Isaac veste i panni del brillante (ma megalomane) scienziato che dà vita alla spaventosa creatura attraverso un esperimento mostruoso che lo porterà alla rovina. L’attrice e modella britannica Mia Goth è Elizabeth, la donna che farà battere il cuore di Victor. Tra i protagonisti anche Christoph Waltz (visto di recente nel Dracula di Luc Besson) che interpreta Henrich Harlander, mercante d’armi che offre a Victor finanziamenti illimitati per portare a termine il suo folle esperimento.

Infine c’è Jacob Elordi, che per l’occasione ha sostenuto un impegnativo processo di metamorfosi che lo ha trasformato nel Mostro. A occuparsi del make-up e degli effetti speciali è stato Mike Hill, che ha già lavorato in precedenza con il regista premio Oscar ne La forma dell’acqua, Nightmare Alley e in The Cabinet of Curiosities. Nella sua visione della Creatura Hill si allontana dalle versioni precedenti del personaggio di Shelley che sono state consegnate al cinema. del Toro racconta la parte più umana del personaggio, mostrando il suo punto di vista malinconico e poetico e i suoi pensieri più profondi. Il vero “Mostro” non è l’opera finale partorita dallo scienziato ma lo scienziato stesso.
Per dare vita all’essere Hill ha optato per forme geometriche nette, come raccontato nel corso di un’intervista rilasciata a Elle. «Quando lo vedevi, capivi immediatamente che era stato creato dall’uomo. Era stato modellato, era stato progettato», spiega. L’arte è stata un’altra fondamentale forma di ispirazione. La costume designer Kate Hawley ha confessato che Caravaggio, con il suo rosso caldo, ha permesso a del Toro di disegnare una base di sfondo che si contrappone alla pelle bianca della Creatura, paragonabile a una statua di cera.

La preparazione di Jacob Elordi
La sfida di Jacob Elordi iniziava molto prima del ciak di avvio riprese. Ogni giorno l’attore doveva affrontare sessioni di make up di circa 10 ore. Venivano utilizzati 42 pezzi di protesi per completare il look. 14 di essere venivano posizionate ogni giorno tra testa e collo. Per rimuovere il trucco e le protesi Jacob poteva contare su una sauna gonfiabile messa appositamente nella sua roulotte. Questa daily routine gli costava almeno 90 minuti al giorno del suo tempo.
Hill aveva avvertito Elordi del grosso sforzo fisico e psicologico richiesto per Frankenstein sin dalla prima call su Zoom. «Gli ho detto: “Senti, Jacob, alle 2 del mattino, quando sarò chino su di te, odierai il mio volto, e io odierò il tuo perché tu odierai il mio”», ha ricordato il responsabile del reparto effetti speciali di trucco protesico. Hill ha lodato la pazienza dell’attore, senza la quale la realizzazione finale non sarebbe stata possibile.
Jacob Elordi non era neanche la prima scelta per il ruolo. In una fase iniziale della produzione era stato selezionato Andrew Garfield per riportare sul grande schermo il personaggio. L’attore ha però dovuto rinunciare al progetto a causa di un’agenda fitta di impegni. del Toro ha avuto soltanto nove settimane di tempo per ricominciare da zero. Con il suo arrivo Jacob che dà vita a una Creatura ugualmente tormentata. Nonostante la corsa contro il tempo, il regista ha deciso di non adattare l’immagine che aveva pensato per Garfield ma di ripartire dal punto di partenza. La fisicità di Elordi diventa parte integrante dell’interpretazione. Il nuovo Mostro di Frankenstein incede con passo insicuro, ha un respiro affannato e si nasconde nell’oscurità. E così l’ambizioso progetto, che rischiava di naufragare prima di vedere la luce, risorge in tutto il suo fascino eterno.
