Manuele Velo è un next gen in anteprima assoluta. Nato a Napoli il 2 ottobre 2005, è una delle new entry della serie di successo Mare Fuori 5, in uscita il 12 marzo su RaiPlay e il 26 marzo su Rai 2.
Manuele è un ragazzo di 19 anni, ai più sconosciuto, la cui vita sta per trasformarsi in un ciclone. Viene da Giugliano, quartiere dell’hinterland di Napoli dove attualmente vive con la sua famiglia.
A breve si troverà sul palco più famoso d’Italia con il cast di Mare Fuori 5, ma prima di Sanremo, Manuele Velo è con noi su Next Gen.
E pensare che, dopo un’occasione mancata, aveva già deciso di gettare la spugna. Come se 19 anni fosse una vita intera…
«Non ho mai studiato recitazione, ma ho sempre amato il teatro fin da bambino»
Che studi hai fatto?
Sono diplomato in Grafica e Comunicazione, ma inizialmente avevo scelto il liceo scientifico. Volevo fare il cardiologo. Andavo bene, mai debiti o bocciature, ma non mi trovavo a mio agio. A 13 anni è presto per capire cosa vuoi fare nella vita. Lo scientifico che era troppo impegnativo e non mi lasciava spazio per fare altro. Così ho deciso di cambiare. È stato un passaggio importante per me, perché ho capito che la mia vera passione era nel mondo creativo. Ho iniziato a lavorare come grafico freelance su Fiverr già a 15 anni, guadagnando i primi soldi che ho investito in attrezzature. Da lì, ho ampliato le mie competenze, occupandomi anche di fotografia e videomaking. Ho sempre cercato di conciliare studio e lavoro per non pesare sulle spalle dei miei genitori.
Come sei arrivato a Mare Fuori?
Non ho mai studiato recitazione, ma ho sempre amato il teatro fin da bambino. A 13 anni ero stato preso per un film, L’amica geniale, ma poi è arrivato il Covid e il progetto è saltato. Quella delusione mi ha fatto abbandonare l’idea per anni. Un giorno mia madre ha visto un annuncio su TikTok per i casting di Mare Fuori e mi ha convinto a partecipare. È stata lei a darmi la forza per provarci, e alla fine mi hanno preso.

«È una decisione che mi mette un po’ sotto pressione. L’idea di interrompere il lavoro per dedicarmi completamente agli studi mi spaventa un po’»
Quanto è importante tua madre?
È sempre stata il mio punto di riferimento. Anche quando avevo perso fiducia, lei ha continuato a credere in me. Mi ha sempre sostenuto nelle mie scelte, anche in quelle meno convenzionali. Lei sapeva cosa mi piaceva.
Il primo ricordo che hai di te?
Ricordo le passeggiate con la mia famiglia sul lungomare di Pozzuoli, quando ero nel passeggino. Mi viene in mente un episodio in cui mi sono sporcato con il gelato. È un’immagine che avevo dimenticato per anni.
Ora che sei nel cast di una serie di successo, hai intenzione di frequentare un’accademia di recitazione?
Ho appena iniziato un corso di dizione e presto inizierò un corso di recitazione a Roma. Non escludo di provare ad entrare in grandi accademie come il Centro Sperimentale o la Silvio D’Amico, ma è una decisione complicata. Ho paura di interrompere il mio percorso lavorativo, perché queste accademie richiedono dedizione totale. È una decisione che mi mette un po’ sotto pressione. L’idea di interrompere il lavoro per dedicarmi completamente agli studi mi spaventa un po’, soprattutto per l’impatto economico.

«La mia paura più grande è non riuscire a realizzarmi come voglio.»
A breve Mare Fuori e Sanremo cambieranno la tua vita. Cosa provi?
So che la mia vita sta per cambiare radicalmente, ma non riesco ancora a realizzarlo appieno. È come se fossi in attesa di un’onda che sta per travolgermi. Credo che solo quando sarò nel vivo di questa nuova realtà, quando riceverò i primi feedback dal pubblico, capirò davvero l’impatto di tutto questo. Credo che solo il tempo mi permetterà di capire davvero cosa significa tutto questo.
Di cosa hai paura?
La mia paura più grande è non riuscire a realizzarmi come voglio. Il mio obiettivo è raggiungere l’indipendenza finanziaria, per poter vivere serenamente e dedicarmi a ciò che amo. Provengo da una famiglia umile e so quanto sia importante essere autosufficienti. E poi vorrei essere un attore riconosciuto, non solo “un attorino”. Voglio riuscire in quello che faccio e per questo cerco di dare sempre il mio 100%.
Sui social non c’è molto di te…
Non sono mai stato una persona social. Il mio profilo Instagram è praticamente vuoto. Ho cercato di adattarmi perché è importante per il lavoro, soprattutto con l’arrivo di Mare Fuori, ma alla fine ho deciso di rimanere fedele a me stesso. Capisco l’importanza del marketing personale, ma per me la priorità è la mia carriera di attore. Per me, l’importante è fare bene il mio lavoro.

«Crescendo, impari a distinguere tra amici veri e conoscenti. Ho visto invidia, gelosia, ho visto tutte cose che secondo me nell’amicizia non ci dovrebbero essere»
In Mare Fuori sei il nuovo chiattillo, il figlio di papà. È un ragazzo molto diverso da te…
Interpreto Tommaso, un figlio di papà viziato. È un personaggio complesso e sfumato. La sua apparente superficialità nasconde una fragilità e una complessità che ho trovato affascinanti da esplorare. È un ragazzo cresciuto in un ambiente privilegiato, ma che porta dentro di sé un grande vuoto. Interpretare Tommaso mi ha permesso di confrontarmi con tematiche molto profonde e di crescere come attore.
Com’è la tua Napoli?
Amo Napoli. Da adolescente non la sopportavo, la vedevo piena di problemi e stereotipi. Poi ho iniziato a scoprire la vera Napoli e me ne sono innamorato. Ora la adoro. Napoli è unica. È una città viva, piena di bellezza e calore umano. Le persone, anche nelle difficoltà, trovano sempre il modo di offrirti un sorriso sincero, e quel sorriso ti riempie il cuore. Anche se un giorno dovessi trasferirmi, Napoli sarà sempre casa per me.
Gli amici come vivono la tua nuova vita?
Ho avuto difficoltà. Crescendo, impari a distinguere tra amici veri e conoscenti. Ho visto invidia, gelosia, ho visto tutte cose che secondo me nell’amicizia non ci dovrebbero essere. Per me, un amico dovrebbe essere felice dei successi altrui. Purtroppo ho perso rapporti importanti, ma ho imparato che la vera amicizia è sana, non competitiva. Per me, un amico è come un fratello e dovremmo sostenerci a vicenda, non competere. Se un amico dovesse fare un film per il più grande regista di tutti i tempi, quello che spacca più nella storia, io sarei felicissimo per lui, nonostante fosse il mio sogno…
«Avevo una battuta semplice, ma non riuscivo nemmeno a camminare per quanto ero teso»
C’è chi potrebbe pensare che sei diventato ricco, ma non sanno che spesso non funziona così, soprattutto se firmi un contratto senza un agente che tuteli i tuoi interessi… Hai già speso i tuoi primi guadagni da attore?
È un mondo difficile, è vero. I primi guadagni li ho reinvestiti nel mio lavoro: viaggi per Roma, coaching, formazione, ufficio stampa. Non mi concedo spese personali, ma faccio sacrifici pensando a un futuro dove potrò permettermi tutto senza dovermi fare i conti in tasca.
Com’è stato il tuo primo giorno sul set?
Traumatico. Avevo una battuta semplice, ma non riuscivo nemmeno a camminare per quanto ero teso. Arrivato sul set ero circondato da 40-50 persone e mi sentivo fuori posto. Con il tempo, però, recitando ogni giorno, ho acquisito sicurezza. Ora so che sono lì per fare quello, nessuno mi giudica, e posso concentrarmi sul lavoro.

«L’idea di realizzare qualcosa di mio mi affascina. Però voglio farlo bene, senza improvvisare»
Come sono cambiati i rapporti di coppia ora che fai l’attore?
Le persone ti vedono in modo diverso, ti attribuiscono cose che non corrispondono alla realtà. Ragazze che prima non mi calcolavano ora mi cercano, e questo mi mette in guardia: voglio una vita autentica, costruire una famiglia, e ho paura di essere circondato da persone interessate solo a ciò che rappresento, non a ciò che sono.
Un sogno lo stai già vivendo, ed è un sogno fantastico; ne hai un altro nel cassetto?
Sì, tanti. Uno in particolare è creare un brand di abbigliamento. Lavoro con la grafica da anni e l’idea di realizzare qualcosa di mio mi affascina. Però voglio farlo bene, senza improvvisare. Non voglio che la gente pensi: “Ecco Tommaso di Mare Fuori che ha fatto un brand”. Ci tengo alla qualità e alla credibilità.
C’è un brand che ti ispira?
Diesel, sicuramente. È un marchio che nasce dal nulla e ha saputo imporsi con uno stile unico. È un esempio di come si possano fare grandi cose partendo da zero.