Mare Fuori 6 ha segnato l’uscita di scena di uno dei personaggi simbolo della serie e la chiusura di una delle storyline romantiche più apprezzate dal pubblico. Dopo un lungo percorso di redenzione Rosa Ricci decide di collaborare con la giustizia e ritrovare Carmine, il suo unico amore. L’incontro tra i due protagonisti, bramato e sperato dai fan del prison drama, non è stato reso possibile on screen a causa della mancata partecipazione di Massimiliano Caiazzo.
E a svelare le ragioni di questa non realizzata reunion è stato Maurizio Careddu, sceneggiatore della sesta annata a fianco di un nutrito team di autori (Angelo Petrella, Luca Monesi, Sara Cavosi, Elena Tramonti). Careddu ha contribuito alla nascita dello show e ne ha seguito tutte le fasi della genesi, dello sviluppo e della trasformazione in fenomeno mondiale. Lo sceneggiatore è infatti presente nella squadra di scrittura sin dagli albori quando Cristiana Farina, ideatrice del progetto, presentò l’idea di una serie incentrata sul mondo del carcere minorile. Terminati gli impegni con la sesta stagione, e a 10 anni dal suo primo approccio con il progetto, Careddu annuncia la sua uscita di scena per dedicarsi ad altro.
In una lunga intervista rilasciata a Next Gen Magazine lo sceneggiatore analizza il lungo percorso appena terminato e rivela alcuni retroscena sugli eventi simbolo di Mare Fuori 6.

Partirei proprio dalla genesi di Mare Fuori. Come nasce l’idea?
L’idea è di Cristiana, che ha svolto un’attività lavorativa all’interno dell’IPM di Nisida ormai una ventina d’anni fa. E da lì ha avuto quest’idea che al momento non si è concretizzata ma è tornata a riproporla anni dopo. Quando sono subentrato io abbiamo fatto un lavoro di incontro sia all’interno del carcere di Nisida che in altri carceri minorili della Campania. Abbiamo incontrato molti ragazzi e molte associazioni che si occupano del loro recupero una volta fuori insegnandogli un mestiere e dandogli un’opportunità di lavoro. Dopo tutto questo lavoro, siamo riusciti a concretizzare con la Rai e a mettere in moto la macchina la serie. C’è sempre stata vicina Picomedia, che è la società che ha creduto subito al progetto e l’ha molto sostenuto. Anche la Rai è stata al nostro fianco e ha sostenuto un progetto un po’ complicato e innovativo. Non è stato facile andare avanti per tutte queste stagioni perché, soprattutto le prime, ci hanno messo un po’ a carburare.
Quand’è che hai capito che non si trattava più soltanto di una serie di successo ma di un vero e proprio fenomeno mediatico?
Il grande passaggio c’è stato tra la seconda e la terza stagione quando la serie è approdata su Netflix. In quel momento c’è stata la grande esplosione del fenomeno. Ci arrivavano notizie che c’erano tantissimi ragazzi fuori dal set dove si gira a chiedere autografi e ad aspettare gli attori. Per noi sono stati una sorpresa tutto quel successo e quell’affetto che è arrivato. In quel momento non ce l’aspettavamo, o quantomeno non nei termini in cui è arrivato.
Nonostante un cast quasi del tutto rinnovato Mare Fuori resta una certezza negli ascolti. Come sta andando la sesta stagione su RaiPlay?
C’è stato un calo fisiologico che chiaramente ci aspettavamo ma la serie sta andando comunque molto bene. È sempre molto vista su RaiPlay. Ad aprile ci sarà la messa in onda su Rai Due ma credo che il nostro pubblico l’abbia già divorata. Sui social ci sono già tanti commenti su quello che è successo, sulle storie che sono piaciute e quelle che hanno lasciato un po’ più perplessi i fan. È normale che sia così, anche perché in ogni stagione ci sono dei nuovi ingressi e ci sono delle partenze. Il pubblico reagisce visceralmente, con la passione e l’amore con cui ci ha seguito e di cui siamo sempre grati.

Parliamo dell’ultima scena di Rosa Ricci. La scelta di chiudere la storyline di uno dei personaggi simbolo della serie è stata condivisa o nasce da una richiesta di Maria Esposito di volersi dedicare ad altro?
È stata una scelta condivisa. Tutti i nostri personaggi hanno un’evoluzione. Il concept della serie è proprio quello di crescere e diventare uomini e donne. L’IPM rappresenta una stazione di passaggio, non si può pensare che i personaggi rimangano lì dentro all’infinito. I nostri personaggi hanno tutti un arco narrativo. Nel momento in cui hanno fatto la loro scelta, non ha più senso tenerli. Ci sono state in passato alcune polemiche, come quella per l’addio di Carmine. Aveva compiuto il suo arco narrativo e non aveva più senso che rimanesse. Rosa doveva ancora compiere il suo percorso e abbiamo avuto la necessità di altre stagioni. A questo punto anche per lei era arrivato il momento di uscire. Ha raggiunto la consapevolezza, aveva trovato veramente la sua anima e quindi era giusto che uscisse.
Si parla ormai da giorni della “presenza non presenza” di Carmine e quell’incontro appena accennato tra lui e Rosa. Come è nato il tutto? La produzione ha contattato Massimiliano Caiazzo per un cameo?
Sì, certo. Tutti, a cominciare da noi che scriviamo la serie, fino ai fan volevamo questo ed era giusto che finisse così. Per come era stata la storia e come è stata raccontata, doveva finire così. Purtroppo non si sono allineati i pianeti, nel senso che quando è stato chiamato Massimiliano era impegnato in altre produzioni. Ma soprattutto aveva tutt’altro look, perché stava facendo qualcos’altro, quindi purtroppo a quel punto non avrebbe avuto più senso. Abbiamo optato per questa scelta che sicuramente non ha soddisfatto pienamente i fan ma questo è ciò che potevamo fare…
Immagino tu stia parlando di Je so pazz, il biopic sulla vita di Pino Daniele di cui Massimiliano è protagonista…
Sì, certo.
Per un mancato cameo ce n’è un altro che è avvenuto, quello di Milos…
Cerchiamo di utilizzare tutti i personaggi quando hanno un senso. In quel momento lì avere Milos aveva un senso e quindi non ci siamo risparmiati. Questa è la logica che ci guida sempre: quella del personaggio, della sua funzionalità nella storia e se ha una plausibilità il suo arrivo o la sua comparsa all’interno della serie.

Tanti addii e tanti nuovi arrivi ma ci sono un paio di costanti, Carmine Recano e Vincenzo Ferrera. Quanto è importante per l’economia della serie poter contare su di loro?
Sono due attori meravigliosi, quindi siamo felici che siano sempre con noi. Ma a parte le capacità attoriali di tutte e due, i loro personaggi sono fondamentali perché all’interno dell’IPM rappresentano la guida per i ragazzi che entrano. Non si risparmiano e cercano di salvarli. Durante le stagioni li abbiamo più volte sentiti dire ‘Salviamone almeno uno’. A volte ci sono riusciti, a volte no e il dolore della perdita è stato enorme. Hanno avuto delle amarezze, hanno avuto dei problemi, hanno avuto delle delusioni, ma sicuramente non hanno mai mollato. Incarnano veramente lo spirito e il tema della serie, che è quello di dare a questi ragazzi una seconda possibilità. E loro fanno di tutto affinché i ragazzi possano coglierla.
C’è stato qualche personaggio o qualche storia che avete percepito non essere stata gradita dal pubblico? Come avete reagito in quelle occasioni?
Una in particolare non saprei dirtela. È chiaro che per il successo era inevitabile che ci potessero essere delle divisioni su alcune storie. Ma secondo me è proprio quello il bello, perché se c’è una storia molto forte è naturale che ci siano poi delle divisioni. Quello che noi abbiamo sempre cercato di fare è di non cercare mai il consenso del pubblico a tutti i costi. Abbiamo sempre cercato una coerenza in quello che scrivevamo. Abbiamo sempre cercato di mantenere alta la guardia sui personaggi, di non farci trascinare dalle emozioni e da come il pubblico spingeva verso un personaggio piuttosto che un altro. Questo è stato chiaramente molto complicato perché come l’onda è arrivata per gli attori è arrivata anche a noi che scrivevamo, quindi sentivamo addosso una responsabilità molto forte.
Il prossimo giugno inizieranno le riprese della settima stagione. Dopo un paio di stagioni piene di new entry dobbiamo aspettarci un ciclo di episodi più stabile? O ci saranno ancora nuovi ingressi?
Questo non te lo so dire perché ho finito il mio percorso all’interno della della serie. Non ci sarò più dalla prossima stagione. Ho lasciato la serie in ottime mani e sono sicuro che, anche la settima e l’ottava non deluderanno il pubblico come tutte le altre. Sono molto fiducioso e per una volta sarò in un’altra posizione. Vedrò gli episodi come un fan. Ho cominciato a lavorare a questa serie con Cristiana nel 2016. È stato un percorso lungo e meraviglioso. Come per tutte le cose belle, senti la voglia di confrontarti con altro. Ho preso una decisione molto a malincuore ma credo che sia quella giusta. Sono sicuro che anche il prossimo biennio, che è stato confermato dalla Rai, andrà benissimo.

Quindi non mi sai dire se l’ottava stagione sarà l’ultima o se la serie continuerà ancora…
Questo non te lo so dire. Si deciderà più avanti.
Lo scorso anno l’universo di Mare Fuori si è ampliato con l’uscita del prequel Io sono Rosa Ricci. Sono in programma nuovi spin-off su altri personaggi?
Non so dirti. Io ho scritto Io sono Rosa Ricci insieme a Luca Infascelli e non so dirti se ci sarà o meno uno spin-off su un altro personaggio.
Oltre a Mare Fuori, stai lavorando a qualche altro progetto?
Sempre con Cristiana Farina abbiamo scritto La preside. Ora sto scrivendo il nuovo film da regista di Neri Marcorè. Poi sono impegnato su un altro progetto in Rai. Insomma, un po’ di progetti ci sono.
A proposito de La preside, visto l’enorme successo ci sarà una seconda stagione?
Se ne sta parlando…
Una serie di altri che avresti sognato di scrivere?
I Soprano, Lost, Stranger Things, Adolescence. Se uno sogna deve sognare in grande (ride, ndr). Rimanendo in Italia ti citerei Esterno notte di Marco Bellocchio sul caso Moro.