Milano riaccende il suo sistema nervoso musicale. Dal 17 al 23 novembre, la Milano Music Week torna con un’edizione che fa della nuova generazione non un semplice tema, ma una lente attraverso cui osservare come sta cambiando il modo di creare, condividere e vivere la musica. Next Gen Magazine, media partner dell’iniziativa, racconta una settimana in cui la città diventa laboratorio, specchio e amplificatore delle trasformazioni in corso nell’industria musicale italiana.
La direzione artistica di Nur Al Habash, affiancata dalla curatela speciale di Tananai, traccia una geografia culturale che non separa i linguaggi ma li mette in relazione: dialoghi sull’intelligenza artificiale, workshop dedicati ai producer, panel sull’impatto economico della musica e sul suo valore sociale, talk con artisti che rileggeranno le proprie traiettorie in chiave inedita. Milano non ospita la musica: la interpreta.


La metamorfosi della città
L’edizione 2025 raddoppia appuntamenti e location ufficiali, trasformando quartieri e spazi simbolo in nodi di una rete sonora. Triennale Milano inaugura la settimana con un doppio evento firmato Tananai – un dialogo sull’AI con Vittorio Maria Dal Maso e un incontro dedicato ai producer – preceduto dal convegno “Il futuro della musica è adesso”, cartina tornasole di un’industria che vive un’accelerazione senza precedenti.
Tra gli appuntamenti più attesi, il 20 novembre Cesare Cremonini presenta in anteprima al Piccolo Teatro Grassi l’album Cremonini Live25, inserendo la Music Week nella costellazione delle grandi preview nazionali.
La musica attraversa la città dentro luoghi istituzionali, ma anche nei record store e nei listening bar: con Diggin’ with e The Stereo Line, l’esperienza d’ascolto si fa intima e curatoriale. Non è più solo questione di concerti, ma di prossimità, di comunità, di conversazioni che nascono attorno ai vinili e si estendono verso la notte.

Una nuova generazione che cambia le regole
Oltre ai live di ANNA, Carpetman, The Chemical Brothers (in un dj set celebrativo ai Magazzini Generali), I Cani, John Butler, Mumford & Sons e Nation of Language, la settimana mette al centro le voci che stanno ridisegnando l’immaginario contemporaneo. Incontri con Andrea Laszlo de Simone, Baby K, BigMama, Giovanni Allevi, Mara Sattei, Mecna, Willie Peyote e molti altri offrono alle nuove generazioni un’occasione rara: vedere come si costruisce una carriera, come si ridefinisce un linguaggio, come si attraversano crisi, ricerche e rivoluzioni personali.
I panel sul music business continuano a essere uno dei pilastri della manifestazione. A Palazzina Appiani si discuterà del ruolo delle donne nel live, della sostenibilità ambientale dei concerti, del valore economico della musica per le città e delle sfide globali dell’industria discografica. L’ecosistema musicale si racconta e si mette in discussione, confermando la Music Week come luogo di confronto reale, non celebrativo.


Musica, salute mentale, impegno civile
L’edizione 2025 segna un cambio di prospettiva: la cultura musicale non viene narrata solo attraverso i suoi successi, ma anche attraverso le sue fragilità. Casa Restart – Wellbeing for Music Minds (Santeria Paladini, 23 novembre) affronta il tema della salute mentale con workshop e panel che uniscono professionisti, artisti e realtà del settore.
Tra gli incontri più attesi: Shablo in dialogo con Alex Bellini sulla resilienza mentale, il dibattito di Rockit sulla pressione dell’industria e un panel sull’evoluzione LGBTQ+ nella discografia contemporanea con BigMama.
La settimana si chiude con un think tank dedicato alla parità di genere nel music business e con una riflessione sull’impegno civile, guidata dalla performance di Rossana De Pace alla Casa degli Artisti.


La città oltre il centro
Con Periphonic, la musica si sposta verso il Municipio 2, portando eventi, concerti e performance nei quartieri di Pasteur, Via Padova, Turro e Martesana. È un percorso che amplia il perimetro culturale della città e che ribadisce il valore della musica come strumento di coesione territoriale.
Un’altra novità dell’anno è l’attenzione al pubblico più giovane: laboratori esperienziali e performance dedicate ai bambini, come il workshop di musica elettronica in Triennale e lo Zecchino d’Oro Release Party, introducono il linguaggio sonoro a chi sta costruendo ora il proprio immaginario.
Parallelamente, torna Linecheck Music Meeting & Festival, nodo europeo della music industry: live, conversazioni e progettualità condivise tra BASE Milano, Auditorium San Fedele e Robot Festival a Bologna definiscono un dialogo internazionale che completa la visione della Music Week, aprendo la città alle traiettorie più avanzate della ricerca contemporanea.
La Milano Music Week 2025 non è soltanto un calendario: è un dispositivo culturale che raccoglie il presente e ne proietta le possibilità. È un archivio vivo di prospettive, un luogo dove la musica racconta sé stessa, ma soprattutto il mondo che la attraversa.
Artwork Digital cover di Jacopo Ascari