Minerva – La scuola arriva su Netflix. A partire da martedì 22 settembre tutti gli 8 episodi che compongono la prima stagione della serie prodotta da Picomedia (la casa di produzione di Mare Fuori) sono disponibili nel catalogo della piattaforma. La regia del teen drama è affidata a Ivan Silvestrini, che ha già diretto le stagioni 2, 3 e 4 di Mare Fuori.
La serie è ambientata in un liceo militare di Napoli e racconta la storia di un gruppo di allievi alle prese con le rigide regole dell’istituto. Sveglie all’alba, attività fisiche gravose ed errori che vengono puniti con punizioni inflessibili. Tra i nuovi cadetti c’è Salvo (interpretato da Ciro Minopoli), un ragazzo proveniente da una casa famiglia che è entrato nella scuola per un secondo fine: scoprire cosa è successo al suo amico Francesco (Luigi Bruno), ex studente del Minerva misteriosamente scomparso.
Biagio Venditti è invece Vincenzo che, a differenza di Salvo, proviene da una famiglia di militari. Timido e a volte goffo, il giovane cercherà in tutti i modi di seguire le orme di suo padre. Un’altra new entry del liceo è Camilla (Margherita Buoncristiani), giovane milanese viziata ed egocentrica spedita dal padre nell’istituto con lo scopo di essere “riformata”. Ad accogliere i cadetti un gruppo di studenti ‘senior’ che non gli renderanno più facile e sostenibile la permanenza nella scuola.

Minerva – La scuola è un romanzo di formazione ma anche un mystery drama. All’interno del liceo militare gli studenti impareranno a crescere scontrandosi spesso con una realtà che soffoca sia la loro libertà che le loro debolezze. «Credo sia capitato a tutti di non sentirsi pienamente liberi – ha dichiarato Minopoli – finché non ti accorgi che, se un ambiente ti soffoca e ti provoca ansia, o non va bene l’ambiente o le persone che lo abitano.»
«Penso che sia accaduto a tutti di sentirsi inadeguati ma credo sia una parte fondamentale della crescita di ognuno di noi», aggiunge Margherita. «A me è successo di cambiare e mostrare alle persone una parte di me in base ai contesti in cui mi sono trovato e a chi hai davanti. È una cosa che dovrebbe essere superata. Crescendo ho avuto il coraggio di cambiare ma quando sei piccolo non è così facile», racconta Venditti.
Next Gen Magazine ha incontrato il “golden trio” del Minerva. Ecco cosa hanno raccontato i protagonisti.
Chi sono i vostri personaggi? Raccontateci qualcosa di loro…
BUONCRISTIANI: Camilla è una ragazza ribelle, altezzosa e viziata che entra nella scuola non per sua volontà ma per essere “raddrizzata”. È molto poco convinta di farcela. È una ragazza molto sola, nessuno crede in lei e nessuno la sprona. Nel corso della storia avrà un’evoluzione e scoprirà che essere all’interno di questa scuola non è poi così male, grazie anche all’aiuto dei suoi amici.
MINOPOLI: Salvo è un randagio perché ha vissuto in un contesto povero in cui è stato poco seguito, anche a livello affettivo. Quando perde anche quell’affetto con cui è cresciuto e a cui si è aggrappato, il suo amico Francesco, non ascolta più ragioni e la sua determinazione prende il via. Il suo scopo è scoprire cosa gli è accaduto.
VENDITTI: Vincenzo entra nella scuola perché sente il peso di tutta la sua famiglia, soprattutto di suo padre. Arriva convinto di dover essere il classico ragazzo perfetto che deve eccellere in tutte le materie. Non sarà così, soprattutto a livello fisico. E questo farà uscire fuori anche il suo lato più goffo. Scoprirà il suo modo per diventare uomo, che non è per forza lo stesso di suo padre. È un ragazzo sensibile che scoprirà l’amore, qualcosa che non ha mai conosciuto. Troverà i suoi amici e troverà il suo modo di essere forte.
Che consiglio dareste al vostro personaggio se fosse un vostro amico?
BUONCRISTIANI: Le direi che è in grado di scegliere per sé stessa.
VENDITTI: Forse anche io. Vincenzo è in grado di prendere le sue decisioni ma deve trovare il coraggio. Gli consiglierei di vivere la sua vita senza avere troppi paletti.
MINOPOLI: Io consiglierei a Salvo di avere più fiducia nelle persone e di non essere così scettico, soprattutto nei confronti di chi vuole aiutarlo. E di andare avanti con quello che sta facendo, perché io probabilmente non avrei avuto lo stesso coraggio.

Qual è il lato del vostro personaggio che avete avuto più difficoltà a interpretare?
MINOPOLI: La sua ombrosità e il suo essere così introverso. Io sono una persona molto solare, parlo con tutti.
BUONCRISTIANI: Il suo essere un po’ altezzosa e stronz**ta.
VENDITTI: Forse il lato più comico e goffo di Vincenzo. Io sono un po’ più preciso.
Quanto resistereste all’interno di una scuola come il Minerva?
MINOPOLI: Non durerei proprio. Forse mezza giornata ma è troppo.
VENDITTI: Io anche poco, però sarebbe figo e interessante poter provare un semestre. Mi intriga ma deve esserci una data di scadenza.
BUONCRISTIANI: A me entrare in una scuola militare un po’ piacerebbe. Ma a breve termine, un mese al massimo.
Cosa sarebbe più difficile sopportare tra la sveglia all’alba, le prove fisiche o l’utilizzo dello smartphone con il contagocce?
MINOPOLI: Direi la sveglia all’alba e penso che siamo tutti d’accordo.
BUONCRISTIANI: Anche perché non è una sveglia normale, non ti svegliano con gli uccellini che cantano.
A proposito delle prove fisiche, chi di voi ha avuto più difficoltà a sostenerle e chi se l’è cavata meglio?
BUONCRISTIANI: Io ho dovuto fare arrampicata e non l’avevo mai fatto in vita mia. Tra l’altro soffro un po’ di vertigini.
VENDITTI: Io ne ho fatte poche, perciò non ho molto diritto di parola. Però è stato divertente, buttarci nel fango…
BUONCRISTIANI: Parla per te, che a me hanno gettato l’acqua gelida addosso. L’ho fatto tante volte.
MINOPOLI: Io invece queste sfide fisiche le ho affrontate sempre in maniera positiva.
BUONCRISTIANI: Ciro è come Tarzan.
VENDITTI: È molto selvaggio.

Che studenti eravate?
BUONCRISTIANI: Sono sempre andata bene a scuola, tranne che nelle materie scientifiche. Ora sto frequentando l’università, mi devo laureare. Devo scrivere la tesi.
VENDITTI: Diciamo che mi attestavo sul discreto di media. Io ho sempre studiato quello che mi piaceva e non ho mai studiato quello che non mi piaceva.
MINOPOLI: Io ero uno studente molto “divertito”, non mi sono mai fatto prendere dall’ansia. Mi muovevo con curiosità, le cose che mi interessavano le studiavo autonomamente a prescindere dalla scuola.
Se non aveste fatto gli attori, quale sarebbe stato il vostro piano B?
BUONCRISTIANI: A me piacerebbe fare entrambe le cose che sto facendo, continuare con la recitazione e con la carriera universitaria. Sto studiando nutrizione, mi piacerebbe lavorare nel mondo del wellness. Però per il momento amo fare cinema perciò continuerò su questa strada.
VENDITTI: Io inizierò a studiare comunicazione a breve. È una facoltà molto ibrida che ti apre molte porte che possono condurti anche verso la strada del cinema (lato critica o giornalismo). Mi sto creando un piano B ma sto lavorando sul mio piano A, che è quello di fare l’attore.
MINOPOLI: Non ho nessun piano B. Penso che per quello che ci appassiona così tanto dovremmo tutti essere così. Credo che se avessi un’opzione da seguire qualora questa strada non dovesse andare bene non mi impegnerei fino in fondo per ottenere ciò che voglio.
Una seconda stagione di Minerva? Se ne è parlato? Quale sarebbe la vostra risposta?
BUONCRISTIANI: Beh, lo speriamo.
VENDITTI: Io spero di sì.
MINOPOLI: Io spero almeno in un appuntamento nella seconda stagione (tra Salvo e Camilla, ndr). In questa prima stagione Salvo era un po’ incasinato e non poteva darsi troppo, però secondo me se lo merita…