In occasione della Giornata della Memoria arriva in prima serata su Rai Uno Morbo K – Chi salva una vita salva il mondo intero. La miniserie in due puntate andrà in onda nelle serate di martedì 27 e mercoledì 28 gennaio sul primo canale della tv di Stato. La fiction diretta da Francesco Patierno è liberamente tratta da un fatto di storia realmente accaduto. Ci troviamo a Roma nel settembre del 1943 e nel pieno dell’occupazione nazista, poco prima dei rastrellamenti che avrebbero provocato la deportazione di migliaia di ebrei del ghetto ebraico.
Un gruppo di medici dell’ospedale Fatebenefratelli guidati dal professor Prati (interpretato da Vincenzo Ferrera, che rivedremo anche in Mare Fuori) ha la brillante idea di inventare un virus altamente contagioso e pericoloso, il Morbo K del titolo. Chiunque mostri i sintomi deve essere rapidamente isolato al fine di evitare il diffondersi dell’epidemia. Uno stratagemma vincente che riuscirà a impedire la deportazione di numerosi ebrei.

Tra i sanitari che hanno appoggiato con coraggio e dedizione il piano di Prati c’è Pietro Prestifilippo (interpretato da Giacomo Giorgio), giovane studente prossimo alla laurea che lavora nella sua equipe. Il ragazzo capisce immediatamente di trovarsi in un momento importante nella storia, abbandona la sua giovinezza e intraprende con audacia la missione. Nel corso degli episodi inizierà a provare qualcosa di più per Silvia (Dharma Mangia Woods), giovanissima ragazza ebrea cresciuta nel ghetto da una famiglia di commercianti e con un grande talento artistico ereditato dal nonno restauratore.
La miniserie può contare sulla preziosa presenza di Antonello Fassari, amato interprete del cinema e della fiction scomparso nell’aprile dello scorso anno. Quella di Morbo K è una storia di umanità e coraggio, di chi decide di non voltarsi dall’altra parte anche rischiando la sua stessa vita.

Morbo K, l’intervista a Giacomo Giorgio e Vincenzo Ferrera
«Il professor Prati è una di quelle persone che nascono raramente nel nostro mondo. Nascono per diventare eroi loro malgrado – dichiara Vincenzo Ferrera nell’intervista rilasciata a Next Gen Magazine – Nascono per fare del bene e sono rare. Mettono da parte la loro famiglia per qualcosa di più grande».
«A me piace immaginare Pietro come un classico italiano di quegli anni lì. Capisce di essere in una situazione che richiede coraggio e una dose di maturità, cambia e diventa un piccolo eroe. Una persona che decide di mettere in pericolo la propria vita per salvare quella di altre centinaia di persone», aggiunge Giacomo Giorgio raccontando il suo personaggio.
Per Ferrera e Giorgio si tratta dell’ennesimo progetto che li vede lavorare fianco a fianco sul set. Descrivendo la più grande dote del collega, Giacomo fa riferimento alla sua «capacità di leggerezza che riesce a fermare per diventare il grandissimo attore che è». «Abbiamo una sinergia particolare. Per me è un fratello minore. Siamo riusciti a ricreare in questi anni personaggi sempre diversi. Oltre a essere un grande talento è una persona per bene, una qualità non sempre comune», sono invece le parole di Vincenzo.