Rosa Diletta Rossi

La bellezza autentica di Rosa Diletta Rossi tra forza e consapevolezza

Dal teatro, dove tutto è iniziato come in un rito intimo e formativo, al grande schermo e alla televisione, il suo percorso artistico è un viaggio tra storie che interrogano e toccano corde intime e universali

Rosa Diletta Rossi ha scelto, nel corso della sua carriera, di non cedere alla frenesia dell’apparire, ma di esplorare il mondo con una quiete profonda, che emerge tanto sul palcoscenico quanto nella vita. Attrice dalle molteplici sfaccettature, attraverso il suo sguardo intenso e una presenza scenica capace di catturare l’anima dei personaggi che interpreta, Rosa Diletta Rossi si è affermata come una delle voci più interessanti della sua generazione. Dal teatro, dove tutto è iniziato come in un rito intimo e formativo, al grande schermo e alla televisione, il suo percorso artistico è un viaggio tra storie che interrogano e toccano corde intime e universali.

Ogni ruolo interpretato da Rosa Diletta è un’immersione nella verità del personaggio, che prende vita attraverso una sensibilità affinata negli anni. Dai tormenti di Alda Merini, che incarna con rara delicatezza, alla forza silenziosa di Irene Claps, fino alla complessità magnetica di Maria Corleone, i suoi personaggi rivelano una capacità di restituire non solo emozioni, ma interi mondi interiori, rivelando un delicato equilibrio tra forza e fragilità, che rende ogni interpretazione vibrante e genuina.

La sua idea di bellezza si lega indissolubilmente all’autenticità, lontana dagli artifici e dai dettami effimeri delle mode. Per Rosa Diletta, la bellezza risiede nella semplicità dei gesti quotidiani, nel prendersi cura di sé e nel trovare armonia tra corpo e spirito, senza mai cedere ai canoni imposti. È un gesto consapevole verso sé stessi e il mondo, un’ancora di semplicità in un tempo che spesso ci spinge a perdere il contatto con ciò che conta davvero. Questa filosofia si riflette in un percorso artistico misurato e consapevole, in cui ogni scelta sembra guidata dalla ricerca di significato: un cammino lontano dal clamore, ma capace di lasciare un segno profondo e duraturo.

Rosa Diletta Rossi
Total Look TOD’S

«Essere diventata un’attrice professionista, che può spaziare tra teatro, cinema e tv, è un traguardo che guardo con meraviglia e gratitudine»

Guardando ai tuoi esordi nel teatro e al tuo percorso fino al cinema e alle serie tv, come descriveresti l’evoluzione della tua carriera?

Quando ho iniziato a fare teatro, non avrei mai immaginato che un giorno avrei lavorato nel mondo dell’audiovisivo. Non era un obiettivo che mi ero prefissata. Ho cominciato giovanissima, innamorata del teatro, che per me rappresentava una casa, un punto di partenza. Anche se ora non lo pratico da un po’, è il luogo a cui faccio sempre riferimento, soprattutto per il metodo di lavoro: un approccio prossemico, una recitazione che nasce dal corpo e dal confronto con gli altri attori. 

Il passaggio all’audiovisivo è stato inatteso, ma oggi vedo una forte continuità tra i due mondi. Essere diventata un’attrice professionista, che può spaziare tra teatro, cinema e tv, è un traguardo che guardo con meraviglia e gratitudine.

Rosa Diletta Rossi
Armani Beauty Luminous Silk Foundation, Mascara Eyes to Kill
Gucci Glow Highlighter 01 Sunrise Gold
Charlotte Tilbury Eyes to Mesmerise Pillow Talk
Nabla Close-Up Shaper Nude #1.5

Con quale dei personaggi che hai interpretato ti sei sentita più affine? Ci sono tratti che risuonano con la tua personalità?

In ogni personaggio c’è una parte della mia storia e della mia ricerca personale. Alcuni ruoli, però, mi hanno segnata profondamente. Ad esempio, Alda Merini: interpretarla è stato come attraversare una fiamma, un’esperienza che mi ha toccato nel profondo. L’ho affrontata con lentezza, lasciando che il personaggio mi accompagnasse in un momento particolare della mia vita. È stato un incontro umano e artistico travolgente. 

Tra gli altri ruoli a cui sono molto legata ci sono Alice in Suburra, che ha un’evoluzione sorprendente; e Irene in Per Elisa – Il caso Claps. Interpretare Irene è stato speciale, anche perché ho avuto il privilegio di incontrarla e instaurare un rapporto profondo con lei. È un personaggio che mi ha permesso di dare voce a una storia silenziosa e di scoprire una forza interiore straordinaria.

«Incontrare Irene nella realtà è stato un momento decisivo. La sua dolcezza e risolutezza mi hanno ispirata moltissimo»

In Per Elisa – Il caso Claps interpreti un ruolo intenso e delicato. Come ti sei preparata per affrontare questa storia così drammatica?

È stato un lavoro che ho affrontato con grande rispetto e sensibilità. La sceneggiatura e la regia di Marco Pontecorvo sono stati fondamentali per raccontare questa vicenda con la delicatezza che meritava. Mi sono avvicinata al personaggio di Irene con discrezione, cercando di rimanere fedele alla sua natura riservata e al dolore che la vicenda ha inflitto alla sua famiglia.

Incontrare Irene nella realtà è stato un momento decisivo. La sua dolcezza e risolutezza mi hanno ispirata moltissimo, e il nostro rapporto è cresciuto anche dopo la fine delle riprese. Restituire al pubblico la sua umanità e la sua forza è stata una grande responsabilità e, allo stesso tempo, un privilegio.

Maria Corleone è stato un grande successo su Canale 5. Cosa ti ha affascinato di questo personaggio e qual è stata la sfida più grande nell’interpretarlo?

Maria Corleone mi ha affascinato per la sua complessità: un’eroina romantica e al tempo stesso spietata. È una donna forte, con un conflitto interiore tra la voglia di emancipazione e il peso delle radici familiari che la imprigionano. Questo dualismo la rende incredibilmente umana. Interpretarla è stata una sfida avvincente, soprattutto perché, essendo protagonista, Maria è il motore dell’intera storia, e questo mi ha dato l’opportunità di esplorare ogni sfaccettatura del personaggio.

Dress Zimmermann, earrings Federica Tosi

«Cristina Pezzoli mi ha trasmesso l’importanza di non mentire mai in scena: il pensiero è già azione»

Hai lavorato con registi importanti come Abel Ferrara e Sergio Castellitto. Qual è stato l’insegnamento più significativo che hai ricevuto?

Uno degli insegnamenti più preziosi mi è arrivato da Cristina Pezzoli, una regista teatrale scomparsa qualche anno fa. Mi ha trasmesso l’importanza di non mentire mai in scena: il pensiero è già azione. Questo concetto ha cambiato il mio approccio al lavoro, facendomi capire che le intenzioni di un personaggio si traducono immediatamente in gesti, sguardi, parole. È un principio che cerco di applicare anche nella vita, anche se è più complicato.

Nella nuova serie Netflix Briganti interpreti un ruolo legato a un periodo storico poco esplorato. Puoi raccontarci qualcosa del progetto?

Il mio personaggio appare verso la fine della stagione e rappresenta un punto di svolta per la storia. Briganti offre un affresco potente su donne che hanno sfidato le convenzioni e cambiato il corso della storia, anche se spesso dimenticate. È stato affascinante immergermi in questa realtà e aggiungere un tassello importante al mio percorso artistico.

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«È stato un percorso solitario e doloroso, ma necessario»

Hai interpretato Alda Merini, un ruolo complesso e carismatico. Come ti sei preparata per incarnare un personaggio così intenso?

Ho letto molto, soprattutto le sue poesie, sia quelle scritte prima del ricovero che quelle successive. Un libro fondamentale è stato L’altra verità. Diario di una diversa, dove racconta in modo crudo l’esperienza in manicomio. Ho cercato di colmare i silenzi della sua vita, restituendo la sua lotta interiore e la forza intellettuale che non l’ha mai abbandonata, nonostante le privazioni subite.

È stato un percorso solitario e doloroso, ma necessario. Anche piccoli gesti, come farmi crescere le sopracciglia o abituarmi a un’immagine diversa di me stessa, mi hanno aiutata a entrare nella sua pelle.

La bellezza ha un ruolo importante nel tuo lavoro. Hai una routine o dei rituali per prenderti cura di te stessa?

La mia routine è semplice: mi strucco sempre con cura e utilizzo creme e sieri per rigenerare la pelle dopo lunghe giornate di set. Quando posso, mi rifugio in montagna. Respirare aria pulita e staccare dal ritmo frenetico è il mio segreto di bellezza, sia per il corpo che per l’anima.

«Credo che la vera bellezza risieda nell’essere autentici»

Come affronti i canoni estetici del mondo dello spettacolo?

Cerco di seguire i miei standard. Rincorrere continuamente mode e tendenze è una battaglia senza fine. Preferisco concentrarmi su ciò che mi fa sentire bene, come una buona alimentazione, l’attività fisica e il contatto con la natura. Credo che la vera bellezza risieda nell’essere autentici.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi o sogni professionali?

Vorrei continuare a selezionare con cura i progetti, magari lavorare su un film ambientato in montagna, unendo la mia passione per l’alpinismo al cinema. Inoltre, mi piacerebbe affrontare ruoli sempre più complessi e strutturati, che mi permettano di esplorare nuove dimensioni del mio mestiere.

Rosa Diletta Rossi
Faux Fur & Dress Missoni

Credits

Photographer Erica Fava

Stylist Stefania Sciortino

Videomaker Jacopo Tofani

Make Up Artist Romina Digliodo – Master Beauty University

Hair Stylist Annibale Nardozza – Master Beauty University

Post Production Angela Arena

Photographer Assistant Carolina Smolec

Stylist Assistant Angelica Venturini

Videomaker Assistant Anna Macaluso