Dritto e ROVESCIO. Un nuovo modo di vedere il tennis

La nuova prospettiva che introduce l'Australia Open con un senso reale della sua distanza, capovolge la visione abituale dello spettatore con un nuovo punto di vista

Il gesto compiuto da HBO Max Italia il 22 gennaio trascende la cornice promozionale, configurandosi come un intervento critico. La presentazione della copertura degli Australian Open, primo Grande Slam trasmesso per intero su Eurosport, è diventata il pretesto per indagare, attraverso il medium spaziale, il paradosso dell’esperienza sportiva odierna. L’accesso immediato a contenuti nati da una lontananza radicale, sia geografica che temporale.

ROVESCIO, l’installazione di St.John’s e HBO Max Italia

La scelta di collocare un campo da tennis rovesciato e appeso al soffitto della Sala Black Point, presso Superstudio in via Tortona 27, non risponde a una logica di semplice wow effect. In collaborazione con l’agenzia creativa St.John’s, HBO Max Italia ha materializzato un’equazione concettuale. L’opera ROVESCIO agisce come un dispositivo fenomenologico che costringe il corpo e lo sguardo a sperimentare. La fruizione passiva dell’immagine televisiva viene interrotta e rimpiazzata da un atto percettivo attivo e destabilizzante. Il campo, negato nella sua orizzontalità e nella gravità che lo definisce, si trasforma nel segno iconico di un altrove. Questo ribaltamento spaziale è la traduzione letterale, e perciò potentissima, del fuso orario che separa Milano da Melbourne. Ciò che è giorno qui è notte là, il sotto diventa sopra. L’installazione non parla del tennis in sé, ma delle condizioni per osservarlo: impone di riconoscere mediazione, distanza e trasposizione come elementi costitutivi, non accessori, dell’esperienza.

rovescio hbo max italia
ROVESCIO il 22 Gennaio da Superstudio

Una serata in progressione 

La serata ha seguito una progressione calibrata dalla parola all’impatto sensoriale. Il panel di apertura, con Paolo Ghisoni, i giornalisti Simone Eterno e Jacopo Lo Monaco e l’ex campionessa Roberta Vinci, ha tracciato la mappa codificata del torneo. L’intervento successivo di figure come Ignazio Moser e Beatrice Vendramin ha operato una deliberata contaminazione semantica, inserendo il tennis in un flusso più ampio di significati, quello della cultura popolare e dell’influenza digitale. Questo passaggio preparava il terreno a una decodifica più fluida dell’installazione. Se il primo momento rispondeva al cosa, il secondo apriva la questione del dove simbolico in cui esso esiste. Solo dopo questo doppio ancoraggio narrativo, il pubblico è stato consegnato allo spazio muto e perturbante di ROVESCIO, dove ogni spiegazione verbale cedeva all’impatto fisico della metafora divenuta ambiente.

rovescio hbo max italia
Da sx Paolo Ghisoni, Jacopo Lo Monaco, Roberta Vinci e Simone Eterno

Tale operazione posiziona HBO Max Italia non come mero distributore di contenuti, ma come attore che cura contesti di senso. In un panorama saturo, dove il valore non risiede più nella sola esclusiva dei diritti ma nella capacità di costruire significato attorno ad essi, l’evento diventa un atto di sensemaking. La collaborazione con St.John’s è rivelatrice. Si tratta di tradurre i valori intangibili di un torneo – innovazione, intensità, spettacolarità – e di un brand in un linguaggio spaziale contemporaneo. L’obiettivo non è solo dichiarare di trasmettere l’Australian Open, ma definire come lo si intenda guardare: con una consapevolezza critica della sua distanza, con la volontà di capovolgere le prospettive abituali.

Una nuova prospettiva

In definitiva, ROVESCIO segnala un cambio. La lontananza fisica cessa di essere un ostacolo da negare per diventare essa stessa materia e tema. L’installazione celebra ciò che si tende a occultare: lo iato, lo scarto. Ma questo gesto è anche un atto critico verso il linguaggio stesso dello sport mediato. Capovolgere il campo significa mettere in discussione le convenzioni di ripresa e il punto di vista passivo dello spettatore. Mentre la regia tradizionale cerca di annullare la distanza per creare un’illusione di presenza, ROVESCIO la monumentalizza, facendone il fulcro dell’esperienza. Guardare un campo da tennis sottosopra invita così a un consumo consapevole di uno sport globale: la sua capacità di essere, insieme, ovunque e da nessuna parte, immediato e meditato, universale eppure radicato in un altrove. È qui che l’evento traccia la sua linea più sottile e precisa. Celebra il tennis non solo come spettacolo, ma come fenomeno culturale complesso, la cui comprensione passa attraverso il riconoscimento dei suoi paradossi fondativi: il dritto e il rovescio.