Le emozioni che sta provando Ruggero in questi giorni sono quelle tipiche di un inizio. Di un nuovo inizio, come lui stesso lo ha definito. Nel suo tono di voce si percepisce l’entusiasmo di chi sta per trasformare il suo più grande sogno nel lavoro di una vita. Ma c’è un dettaglio tutt’altro che ininfluente: la sua carriera è iniziata più di 15 anni fa e, in tutto questo tempo, di desideri ne ha realizzati parecchi. Non è neanche maggiorenne quando, dal suo Abruzzo, arriva davanti alla giuria della quarta edizione di X Factor. Mara Maionchi lo vuole fortemente nella sua squadra e, nonostante non riesca ad agguantare la finale, ottiene un successo inimmaginabile oltreoceano. Pasquarelli viene investito da una popolarità senza precedenti in America Latina. Sono gli anni d’oro di Disney Channel e il cantante/attore entra nel cast di Violetta, telenovela argentina in cui può dare sfoggio delle sue doti canore e interpretative. Dopo tre stagioni nei panni di Federico arriva un’altra grande opportunità seriale, Soy Luna. Due progetti che gli permettono di calcare i palcoscenici più prestigiosi di tutto il mondo, con oltre 400 spettacoli dal vivo. Nel 2019 arriva l’esordio discografico nel mercato latino ma parallelamente Ruggero continua a percorrere la strada della recitazione. Diventa il protagonista dell’ambizioso adattamento Netflix di Cent’anni di solitudine, ispirato all’omonimo romanzo di Gabriel García Márquez. Ora per Ruggero inizia il secondo tempo della sua carriera, quello nel suo paese d’origine. Notti italiane è il capitolo iniziale di un progetto che lo terrà a tempo indeterminato in Italia e che anticipa un futuro disco, il primo nella sua lingua madre. Il brano, scritto a quattro mani con il fratello Leonardo, è un pezzo ritmato in cui esplode tutto l’amore per la sua terra.

«Notti italiane è un inno personale dedicato all’Italia ma è a anche un pezzo che esprime molte emozioni»
Notti italiane è un pezzo importante per te perché non è una semplice canzone ma un inno all’Italia. Non è così?
È molto emozionante perché è un ritorno in Italia ma in realtà rappresenta quasi un nuovo inizio per la mia carriera. Lo sento come un nuovo percorso. Notti italiane è un inno personale dedicato all’Italia ma è a anche un pezzo che esprime molte emozioni. Spero che la gente che l’ha ascoltata e la ascolterà percepisca le sensazioni che ci sono quando si vive una notte italiana.
È un brano “di famiglia” perché lo hai scritto insieme a tuo fratello Leonardo. Quanto è importante per te poter contare sul suo appoggio?
Ho voluto mio fratello al mio fianco perché mi capisce e mi conosce molto bene e soprattutto perché è una persona di talento. Per me è la cosa più importante di tutto. Questo nuovo inizio lo sento nostro. Abbiamo curato insieme la nuova identità del progetto. L’anno scorso ho sentito l’esigenza di fare musica in italiano e sentivo di averlo posticipato troppo, avevo una voglia enorme dentro di me. Ci siamo rinchiusi per almeno 5/6 mesi in studio di registrazione insieme. Avevamo le idee molto chiare ma il bello della musica è poter sperimentare una nuova ricerca.

«Ho scelto di fare un videoclip che descrivesse il mio ritorno a casa. Ci sono i miei amici, c’è la mia famiglia. Volevo fare qualcosa che rimanesse nel mio cuore»
Notti italiane è un singolo unico o anticipa un progetto più ampio, magari un album?
Sì, ci sarà un album. Notti italiane è la prima canzone di tante. È l’inizio di un progetto pensato l’anno scorso, organizzato con calma e con amore. È una prima presentazione, per questo ho scelto di fare un videoclip che descrivesse il mio ritorno a casa. Ci sono i miei amici, c’è la mia famiglia. Volevo fare qualcosa che rimanesse nel mio cuore.
Come è stato per la tua famiglia poterti riabbracciare con la consapevolezza che rimarrai più a lungo in Italia?
È una felicità enorme. Mi hanno detto ‘finalmente’. In 13 anni vissuti in Argentina lontano da loro ci sono stati tanti sacrifici e tante videochiamate di mezzo. Per loro è un momento speciale sia perché sanno che questo capitolo è molto importante per me e perché sanno che ci vedremo più spesso.
Nel testo dici “Notti a cantare canzoni italiane con te”. Quali sono le canzoni che canti al karaoke o molto più semplicemente sotto la doccia?
Il mio cavallo di battaglia è I migliori anni della nostra vita di Renato Zero. È la canzone con cui è iniziato un po’ tutto, ha segnato un momento importante nella mia carriera. Di canzoni ce ne sono tantissime. Prima di fare X Factor avevo una band che si chiamava 65013. Facevamo cover di Vasco Rossi, di Ligabue, di Tiziano Ferro. Anche Pino Daniele, avendo sangue napoletano, ha sempre suonato tanto in casa. A me me piace ‘o blues è stata la prima canzone che cantai ai casting di X Factor.
Cosa ti è mancato di più dell’Italia in tutti questi anni vissuti in America Latina?
Una delle risposte più ovvie è la mia famiglia. Mi sono mancati alcuni amici da cui mi sono allontanato a causa della distanza. Purtroppo la vita va avanti e a volte bisogna prendere delle decisioni. Ci sono persone che, anche se non vedi per tanto tempo, basta ritrovarle anche solo per un minuto per far scoccare di nuovo la scintilla.
«Sento che sono lo stesso sognatore di quando avevo 17 anni, anche se di sogni ne ho realizzati tanti»
Hai da poco terminato le riprese di Soy Luna, che tornerà nel 2026 su Disney+. Cosa puoi anticiparci?
È stata una sorpresa un po’ per tutti quanti. Nell’aria c’è sempre stata una possibilità ma nessuno di noi pensava a una quarta stagione. È stato bellissimo poter ritrovare i miei compagni e poter ricreare un qualcosa per la gente che ci continua a seguire dopo tutti questi anni. È un regalo per tutte queste persone. Non posso anticipare troppo. Posso dire che ci saranno più pattinaggio che mai e tante canzoni nuove. E ci sarà ancora questo triangolo amoroso, che non sappiamo come andrà a finire.
E a proposito di reboot, un eventuale ritorno di Violetta?
Violetta è stata una parte importante per la mia carriera ma anche per tutti i fan della serie. Ci troviamo in un momento in cui la parola chiave è ‘nostalgia’. Abbiamo la malinconia dei nostri ricordi e delle cose che vedevamo e ascoltavamo prima perché oggi c’è un eccesso di tutto. Non sono io a prendere le decisioni, per me sarebbe bellissimo poter interpretare ancora il personaggio di Federico e poter condividere nuovamente momenti con il cast, a cui voglio molto bene. Mai dire mai nella vita. Non avrei mai immaginato neanche un ritorno di Soy Luna.
Sono trascorsi 15 anni da quando hai partecipato a X Factor. Cosa è rimasto di quel ragazzino di 17 anni?
Sento che sono lo stesso sognatore di quando avevo 17 anni, anche se di sogni ne ho realizzati tanti. Non mi fermo mai perché faccio tutto questo per passione. A me piace far musica, recitare. Pormi sempre degli obiettivi davanti è la stessa cosa che facevo prima. Ho le idee più chiare rispetto ad allora perché ho una maturità maggiore e ho fatto delle esperienze diverse. Ma ho la stessa voglia di spaccare il mondo.
C’è spazio anche per la recitazione qui in Italia?
Mi piacerebbe parecchio. È uno dei miei obiettivi futuri, accanto alla musica. Dopo aver recitato per tanto tempo in spagnolo mi piacerebbe farlo nella mia lingua. Speriamo possa accadere prossimamente.
Hai da poco fatto parte del cast di Cent’anni di solitudine su Netflix. Che esperienza è stata?
È stata un’esperienza bellissima. È stato qualcosa che non cercavo. Il casting è avvenuto un po’ dal nulla attraverso il batterista della mia band che aveva una zia a cui avevano scritto dalla Spagna se conoscesse un italiano. Mi trovavo nel posto giusto al momento giusto. I miei occhi hanno visto delle cose enormi. È stata la produzione più grande di Netflix America Latina. C’erano sul set più di 1200 persone. Ettari di terreno dove è stata ricostruita Macondo. I colombiani mi hanno fatto sentire a casa per sei mesi. Questo mi ha aiutato ancora di più a vivere l’esperienza nel migliore dei modi. Aver potuto interpretare un personaggio di quel libro è una cosa davvero emozionante.

«Nel percorso di ognuno di noi ci saranno sempre persone che non vorranno il meglio per te e che avranno una doppia faccia. Arriverà il momento in cui te ne renderai conto e terrai gli occhi più aperti nel futuro»
Qual è l’ultimo concerto a cui sei andato?
Il concerto di Shawn Mendes in Argentina durante il Lollapalooza. Mi piace molto, lui è un frontman fantastico. Ha uno stile che mi piace ascoltare. Sento che anche lui è un grande appassionato di musica e quello che fa sul palcoscenico mi arriva.
Un artista italiano e un artista latino con cui ti piacerebbe collaborare?
Un sogno è Tiziano Ferro. Vorrei cantare un giorno una canzone con lui. È stato uno dei primi concerti della mia vita. Sono stato un suo grande fan. Attualmente ascolto parecchio Olly e Blanco. Sono i due artisti che in questo momento ascolto di più. Mi è piaciuto molto l’ultimo album di Cesare Cremonini. Di artisti latini ce ne sono tanti ma secondo me non devo nominarli altrimenti non succede. Lasciami un po’ di scaramanzia, sono anche napoletano (ride, ndr).
Se avessi la possibilità di rivivere un solo giorno della tua vita quale sarebbe e perché?
Vivere l’ultimo giorno di mio nonno Ruggero. Mi piacerebbe riascoltare per un’ultima volta le sue storie.
È riuscito a godersi il tuo successo?
Purtroppo no perché è stato colpito da una malattia nel momento in cui iniziavo. Tutto quello che stavo facendo non riusciva a capirlo. Ma è una di quelle persone che mi ha sempre dimostrato che, con l’impegno, riesci ad ottenere qualsiasi cosa ti metti in testa. Lui è stato campione italiano dei pesi gallo ma per amore di mia nonna ha deciso di rinunciare alla boxe. Però poi, grazie alla sua passione per la pittura, è riuscito a diventare un artista riconosciuto in tutta Italia.
Qual è la lezione più grande che hai imparato facendo questo mestiere?
Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Nel percorso di ognuno di noi ci saranno sempre persone che non vorranno il meglio per te e che avranno una doppia faccia. Arriverà il momento in cui te ne renderai conto e terrai gli occhi più aperti nel futuro.