Da quattordici edizioni Spring Attitude è una delle piattaforme più vitali per la musica contemporanea in Italia. Quest’anno il festival compie un salto simbolico: il 12 e 13 settembre si sposta dentro La Nuvola all’EUR, l’icona architettonica di Massimiliano Fuksas. Una scelta che va oltre la spettacolarità: significa affermare che la musica elettronica, il pop ibrido e la sperimentazione possono abitare spazi monumentali, trasformandoli in luoghi di relazione e ascolto collettivo. In coproduzione con EUR SpA, l’edificio diventa per la prima volta palcoscenico musicale, aprendo un dialogo tra architettura e suono.


La prima giornata: il ritorno di Apparat e l’esperienza sensoriale di Bicep
Il programma di venerdì 12 settembre è una dichiarazione di intenti. Il festival si apre alle 17:30 con le atmosfere oniriche di Coca Puma, seguite dalle distorsioni psichedeliche dei Post Nebbia. Attesissimo il debutto live di Golden Years, produttore che ha firmato brani per Mahmood, Elodie e Franco126, e che ora si presenta con band e ospiti, ribaltando la sua consueta posizione dietro le quinte.



Il palco centrale – il Ploom Stage – si accende poi con il cantautorato sofisticato di Giorgio Poi e con la potenza teatrale de La Rappresentante di Lista, tra i progetti più iconici della scena italiana. Ma la notte è segnata da due momenti chiave: il ritorno di Apparat, a dieci anni dalla sua ultima presenza al festival, con un dj-set che intreccia poesia elettronica e tensione cinematografica, e lo show audiovisivo CHROMA di Bicep, duo britannico simbolo della club culture internazionale, qui alla sua unica data italiana. A chiudere, la radicalità imprevedibile di DJ Gigola, figura di spicco della scena berlinese.



Accanto al main stage, il SA/Block Party anima la terrazza de La Nuvola con una prospettiva diversa: collettivi, crew e nuove voci. Dai set curati da Rough Radio ai live di Arssalendo, Emma e Fenoaltea, fino alle selezioni transfemministe di Safffo con MANTIS e al finale travolgente di Turbolenta. Una festa urbana sospesa sopra la Colombo, che rende ancora più evidente la vocazione inclusiva del festival.



Sabato tra radici e futuro: da L’Impératrice ad Ellen Allien
La giornata di sabato 13 settembre si apre ancora alle 17:30 con Bouganville e l’intimismo glitch di faccianuvola, due nomi italiani che stanno ridisegnando i confini della scena indipendente. Poi lo sguardo si allarga: gli Altın Gün, band turca capace di ibridare strumenti anatolici e pulsazioni rock psichedeliche, propongono un live che unisce tradizione e contemporaneità, mentre La Niña, fresca vincitrice della Targa Tenco con Furèsta, porta sul palco la sua intensità vocale e mediterranea.



Il cantautorato pop-jazz di Marco Castello apre a una leggerezza sofisticata, prima di lasciare spazio al funk-pop scintillante de L’Impératrice, tra le band francesi più amate per estetica e raffinatezza. Nella notte, il festival vira definitivamente verso il clubbing: il duo italiano Planet Opal crea scenari elettronici sospesi, la pioniera Ellen Allien porta il suo suono berlinese tagliente e futurista, e DJ Tennis chiude con un set narrativo e profondo, perfetto per un dancefloor consapevole.
Anche qui, la terrazza esterna diventa un’estensione del festival grazie alla curatela della crew MANIA, con set che spaziano da Alessandro Addi a Jaden Thompson, fino al b2b notturno di Francesco Maria e Andrea Saba.



Un festival in metamorfosi
Spring Attitude non si limita a due giorni di musica. Domenica 14 settembre il viaggio continua al The Hoxton Rome con il Closing Party (dalle 12 alle 22, ingresso gratuito con registrazione su Dice). Un takeover che vede alternarsi Elasi, European Vampire, BLCKEBY, Sofia Ara (vincitrice del contest LAZIOSound) e S/A Soundsystem, trasformando un hotel in un laboratorio musicale urbano e accessibile.
Negli anni, Spring Attitude ha confermato una traiettoria unica: non si limita a ospitare artisti, ma li mette in dialogo con lo spazio e con il pubblico, facendo di ogni edizione un’esperienza diversa. L’approdo a La Nuvola non è soltanto un colpo d’occhio: è il segno che il festival sa immaginare la musica come linguaggio capace di trasformare l’architettura e la città.
Da Apparat a Bicep, da L’Impératrice a La Niña, da Ellen Allien a Golden Years, la lineup del 2025 dimostra come Spring Attitude sia ormai un osservatorio privilegiato sul presente e sul futuro della musica, dove si intrecciano ricerca e accessibilità, radici e sperimentazione, clubbing e scrittura cantautorale.
Due giorni (più uno) che non solo restituiscono vitalità alla scena romana, ma disegnano una mappa sonora europea: un invito a perdersi e ritrovarsi, insieme, dentro la Nuvola.
