10 anni di storia della tv sono ufficialmente giunti a conclusione. Nella notte di Capodanno, giovedì 1 gennaio, Stranger Things ha salutato in maniera (definitiva?) il pubblico con la sua ultima puntata. Il mondo reale, questo il titolo dell’ottavo episodio della stagione conclusiva, è stato un vero e proprio film dalla durata monstre di due ore e 8 minuti. Per l’epilogo di uno show simbolo di una generazione i fratelli Duffer hanno puntato sull’emotività. Se non avete ancora terminato la visione della puntata il consiglio è di non proseguire con la lettura del pezzo: potrebbero esserci spoiler!
L’addio a Stranger Things può essere simbolicamente suddiviso in due momenti fondamentali. La prima parte ha mostrato lo scontro finale tra i protagonisti e Vecna, terminato senza troppi colpi di scena. Undici, aiutata dai suoi fedeli e coraggiosi amici, si è battuta valorosamente contro il villain e la mente nascosta dietro il suo disegno di distruzione, il Mind Flayer. Uno scontro epico da molti fan considerato eccessivamente sbrigativo anche e soprattutto per la modalità con cui è stato congedato il cattivo principale dello show.
In tanti si aspettavano di conoscere qualcosa in più della storia del personaggio interpretato egregiamente da Jamie Campbell Bower. Gli ideatori hanno preferito che a raccontare in maniera più approfondita la sua genesi non fossero flashback posti tra una scena e l’altra ma lo spettacolo teatrale prequel The First Shadow. Una scelta audace e rischiosa non apprezzata da tutti. Decidere di affidare a un’opera “esterna” non accessibile alla maggioranza del pubblico molte risposte chiave ha provocato una sensazione di irrisolto e di non detto. Un timido indizio sul futuro dell’universo di Stranger Things è stato però indicato dai fratelli Duffer.

Stranger Things, l’indizio sullo spin-off
I creatori di Stranger Things in una precedente intervista avevano consigliato ai fan di prestare la giusta attenzione a una traccia presente nell’ultimo episodio che avrebbe fatto da ponte alla serie spin-off su cui sono già in lavorazione. Ora in una nuova intervista, questa volta a Variety, hanno rivelato qual è il momento in questione. Si tratta della roccia all’interno della valigetta con contenuto top secret custodito con cura dall’uomo di origine russa che Henry ha incontrato in uno dei suoi vividi ricordi e che ha, di fatto, dato origine alla sua natura.
«Lo spin-off approfondirà questo aspetto e lo spiegherà, e voi lo capirete. Ma è una mitologia completamente diversa – ha spiegato Ross Duffer – Non è un’esplorazione approfondita del Mind Flayer o qualcosa del genere. È molto fresco e molto nuovo, ma sì, risponderà ad alcune delle questioni in sospeso che rimangono.» Gli showrunner hanno anche rivelato che torneranno a lavorare sul nuovo progetto già il prossimo lunedì 5 gennaio.
«La parte che preferisco dello show è lavorarci sopra. Mi piace la parte creativa. Mi piace realizzarlo. Quindi, siamo davvero entusiasti ed è molto eccitante lavorare con una tabula rasa: personaggi completamente nuovi, una nuova città, un nuovo mondo, una nuova mitologia», ha spiegato Matt Duffer confermando che non rivedremo nel progetto nessuno dei personaggi che conosciamo già.

Undici è davvero morta?
La seconda parte dell’ultimo episodio di Stranger Things è dedicata al lungo addio ai personaggi e alle storie che hanno contribuito al successo. Un commiato commovente e intenso, che ha affidato i protagonisti alla loro nuova vita lontana da mostri, militari, spie russe e viaggi interdimensionali. In questo ingresso nell’età adulta si inserisce il sacrificio di Undici. Il personaggio interpretato da Millie Bobby Brown ha deciso di immolarsi per chiudere il portale che collega la Terra al Sottosopra e, di conseguenza, all’Abisso.
Nell’ultima campagna di Dungeons & Dragons giocata insieme ai suoi amici Mike racconta ai suoi amici un futuro alternativo in cui Undici riesce a sopravvivere lasciandosi Hawkins alle spalle e abbracciando una nuova vita finalmente normale. La realtà mostrata da Mike è quella effettiva? O è solo una sua speranza? Nel corso dell’intervista a Variety i fratelli Duffer hanno toccato anche questo argomento.
«Undici rappresenta, sotto molti aspetti, la magia dell’infanzia. E sapevamo che affinché i nostri ragazzi potessero crescere, quella magia doveva lasciare Hawkins. Non abbiamo mai scritto una versione in cui Undici fosse presente in quel seminterrato (quello di casa Wheeler dove i protagonisti si rinchiudono per giocare, ndr). Non sarebbe mai stato così semplice e facile. Si trattava di trovare un modo per arrivare a un finale che non fosse così semplice, ma anche agrodolce, e che ci fosse speranza», sono le parole di Ross Duffer.

Parlando con Tudum ha poi aggiunto che «non c’è mai stata una versione della storia in cui Undici alla fine restasse con la banda. Noi e i nostri sceneggiatori non volevamo privarla dei suoi poteri. Lei rappresenta la magia in molti modi e la magia dell’infanzia. Affinché i nostri personaggi potessero andare avanti e la storia di Hawkins e del Sottosopra potesse concludersi, Undici doveva andarsene.»
E sulla possibilità che la giovane sia riuscita a sopravvivere all’esplosione e si sia fatta una nuova vita lontana da Hawkins gli showrunner hanno preferito non sbilanciarsi. «Abbiamo pensato che sarebbe stato bello se i nostri personaggi avessero continuato a credere in quel lieto fine, anche se non abbiamo dato loro una risposta chiara sulla sua veridicità. Il fatto che ci credano ci è sembrato il modo migliore per concludere la storia e rappresentare la fine di questo viaggio e il loro passaggio dall’infanzia all’età adulta», hanno spiegato.