The OC, i protagonisti storici aprono a un sequel (ma ne sentiamo davvero il bisogno?)

Sia Benjamin McKenzie che Adam Brody hanno aperto le porte a un possibile sequel di The OC ponendo delle condizioni

Se c’è una serie che ha fatto la storia dei teen drama quella è decisamente The OC. Nonostante una durata relativamente breve (quattro stagioni e un totale 92 episodi) lo show Fox è riuscito a diventare una delle produzioni simbolo dei primi anni 2000. L’arrivo di Ryan nella ricca Orange County e il suo ingresso in un mondo completamente distante dai luoghi della sua infanzia e adolescenza hanno conquistato milioni di telespettatori in tutto il mondo.

Ancora oggi The OC resta un fenomeno di costume e una comfort series da riguardare durante una sessione di binge watching. Negli anni i suoi volti hanno avuto, chi più e chi meno, fortuna altrove. Adam Brody, interprete di Seth Cohen, è da qualche anno protagonista di Nobody Wants This su Netflix mentre la sua ex storica Rachel Bilson (Summer) è di recente apparsa con un ruolo di guest star nel revival di Scrubs. Il teen drama è terminato nel 2007 e, a distanza di quasi 20 anni dal finale di serie, si è aperta la strada di un possibile sequel.

Un sequel di The OC? Le parole dei protagonisti

La suggestione non nasce da un rumor riportato da tabloid o da comunicazioni ufficiali da parte di produttori o network. Il tutto nasce da alcune affermazioni degli attori. La prima a esporsi è stata Mischa Barton, indimenticata Marissa Cooper nello show. Come riportato da Cosmopolitan all’attrice è stato chiesto un parere su una possibile reunion del cast durante un’intervista rilasciata a RTL. Barton ha lasciato intendere che, dietro le quinte, potrebbero esserci lavori in corso senza però entrare nel dettaglio.

Alle sue dichiarazioni hanno fatto eco quelle di Benjamin McKenzie, storico interprete del protagonista Ryan Atwood. Durante un’ospitata al programma KIIS 1065 l’attore ha dichiarato che tornerebbe volentieri a vestire i panni del personaggio in un’ipotetica nuova stagione. «Non so se ci siano state discussioni a riguardo ma ci sarei sicuramente», assicura Ben. McKenzie ha però aggiunto che dovrebbero ricorrere le “giuste circostanze”.

Una risposta abbastanza simile è stata quella fornita da Adam Brody. L’attore è stato intercettato dai microfoni di Entertainment Tonight nel corso degli ultimi Emmy Awards. «Credo di sì se ci fosse un’idea meravigliosa – ha dichiarato – Penso che non dovremmo, ma sono sempre aperto a nuove possibilità. È un gruppo adorabile ed è una serie fantastica che ha significato tantissimo per me e per tantissime persone. Penso che se l’idea fosse giusta…chi lo sa…»

Un revival di The OC ci serve davvero?

Ogni volta che viene paventata anche solo la possibilità di un sequel, di un reboot o di uno spin-off di una serie cult la domanda che ci si pone è sempre la medesima: ‘È davvero necessario?’. Un revival di The OC non si sottrarrebbe di certo a un quesito di questo tipo. L’epilogo che è stato fornito allo show ha dato una risposta a tutte le domande e ha sciolto tutti i nodi. Il confine tra operazione nostalgia e mero business è quanto mai labile in questo caso. Rivedere quei personaggi che hanno accompagnato l’adolescenza di milioni di persone sarebbe probabilmente apprezzato (almeno nelle premesse) ma rischierebbe di rivelarsi privo di spessore se non fosse sorretto da una solida sceneggiatura e da un’idea brillante. Va poi aggiunto che un eventuale utilizzo del personaggio di Marissa all’interno di un progetto di questso tipo sarebbe a dir poco complicato, visto che la ragazza è morta al termine della terza stagione.

Immagine in evidenza: Nobody Wants This. Adam Brody (Noah), crediti Erin Simkin/Netflix © 2025