La storia dell’informazione protagonista di Venezia 83: Ink di Danny Boyle il film d’apertura

L'edizione 83 della Mostra del Cinema di Venezia parte con Ink di Danny Boyle. Ad aprire la sezione Orizzonti La ragazza con la Leica

Venezia 83 parte dalla storia dell’informazione. Lo scorso 2 settembre è stata inaugurata l’83esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che ha visto protagonista indiscusso il “quarto potere” attraverso due opere in gara. A dare il via alla sezione principale del concorso ci ha pensato Ink di Danny Boyle, che racconta l’ascesa del tabloid The Sun partendo dall’opera teatrale di James Graham. La sezione Orizzonti dedicata alle proposte rappresentative di nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale ha avviato la sua programmazione con La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Helena Janeczek.

Danny Boyle racconta la nascita del The Sun in Ink

A 20 anni da Trainspotting Danny Boyle approda in laguna con il suo quindicesimo lungometraggio, scelto come film d’apertura della Mostra. Per conquistare il Leone d’Oro il regista britannico si affida alla genesi di uno dei più celebri tabloid inglesi: The Sun. Ci troviamo nella Londra del 1969 ed è l’anno in cui Rupert Murdoch e Larry Lamb lanciano un giornale destinato a cambiare in maniera definitiva il modo di raccontare le notizie. La volontà dei due “soci in affari” è quella di dare una scossa all’informazione e di risollevare le sorti di un periodico ormai in declino. Per farlo puntano su temi ritenuti, fino a quel momento, poco ortodossi come gossip, tv e cronaca nera. Una tendenza che ha fatto scuola, che ha distrutto la sacralità della stampa vestendola con un tono più scanzonato e leggero.

A interpretare il magnate australiano Murdoch è l’attore Guy Pearce, mentre è Jack O’Connell a vestire i panni di Lamb. Nel cast della pellicola c’è anche Claire Foy, nota per aver interpretato la Regina Elisabetta II nelle prime due stagioni di The Crown. L’accoglienza della Sala Grande di Venezia 83 per Ink è stata particolarmente calorosa. Otto minuti di applausi per Boyle, che è già stato in passato ospite della Biennale senza però mai essere in concorso.

La ragazza con la Leica

La sezione Orizzonti di Venezia 83 si apre con La ragazza con la Leica, ispirato all’omonimo romanzo vincitore del Premio Strega nel 2018. La storia vera raccontata nelle pagine prende vita in un lungometraggio co-prodotto da Rai Cinema e Vivo Film e diretto da Alina Marazzi, che firma anche la sceneggiatura insieme a Valia Santella. Gli eventi narrati si collocano temporalmente negli anni ’30. Gerda Taro è una giovane fotoreporter che è fuggita dalla Germania nazista e vive a Parigi. Insieme al fotografo Robert Capa parte per il fronte spagnolo per documentare con foto e reportage la guerra civile in atto. Proprio mentre testimoniava con la sua macchina fotografica gli orrori che il conflitto trascina con sé Gera perde la vita, diventando un simbolo di coraggio ed eroismo. Per Marazzi era importante evidenziare il forte desiderio di libertà e la grande determinazione che ha permesso a Gerda di lasciare un’impronta indelebile nella storia. L’opera della fotografa è quanto mai attuale e immortala gli ideali che l’hanno condotta e guidata per l’intera sua esistenza.

Leone d’oro alla carriera a George Clooney

Nel corso della cerimonia di apertura di Venezia 83 George Clooney è stato insignito del prestigioso Leone d’oro alla carriera. L’attore e regista americano è stato accompagnato dalla moglie, l’avvocato Amala Alamuddin, che ha sfilato sul red carpet fasciata in un elegante abito nero realizzato per l’occasione da Tom Ford. A premiare Clooney è stata il premio Oscar Laura Dern, approdata con lui a Venezia lo scorso anno per presentare Jay Kelly. I due attori sono legati da un’amicizia quarantennale.

Dal palco della Sala Grande George esprime il suo amore per la moglie e non esita a sottolineare a gran voce l’importanza dell’arte e dell’informazione. «Viviamo un’epoca in cui chi ha il potere ci dice di temerci l’un l’altro, ma noi sappiamo che non è così – dichiara Clooney – la storia ci insegna che le prime persone che vengono messe a tacere non sono i politici ma i giornalisti che fanno domande e gli artisti che rifiutano le risposte semplici».

George Clooney e Amala Alamuddin, foto di Benedetta Bressani