“Alps. Architecture. South Tyrol”: l’Alto Adige approda a Venezia

Prende vita fino al 23 novembre 2025 una mostra che racconta, attraverso 56 progetti selezionati, la vibrante architettura contemporanea dell’Alto Adige

Tra i cortili segreti e le sale storiche del cinquecentesco Palazzo Cavanis, nel cuore della Venezia più autentica, prende vita fino al 23 novembre 2025 Alps. Architecture. South Tyrol, una mostra che racconta, attraverso 56 progetti selezionati, la vibrante architettura contemporanea dell’Alto Adige. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Merano Arte e curata dall’architetto Filippo Bricolo, si inserisce nel circuito della 19. Biennale di Architettura e restituisce uno sguardo attento, critico e poetico sul costruire in quota.

La mostra si sviluppa negli spazi interni e nel giardino monumentale di Palazzo Cavanis – oggi riaperto gratuitamente al pubblico per l’occasione – seguendo un allestimento essenziale ma d’impatto, dove strutture modulari in legno e pannelli in cartone alveolare si alternano a pareti volutamente vuote, quasi a evocare domande sospese tra passato e futuro.

Il progetto espositivo, suddiviso in otto sezioni tematiche, è un’indagine sull’identità dell’architettura altoatesina tra il 2018 e il 2024, riletta attraverso i principi della sostenibilità, del dialogo con il paesaggio, della memoria e dell’innovazione sociale.

Alps Architecture South Tyrol
MoDusArchitects, TreeHugger, OskarDaRiz

In Riuso riflessivo, si esplorano interventi su edifici esistenti che raccontano un modo consapevole di confrontarsi con l’eredità del costruito: dal recupero di un edificio medievale a Glorenza a opera di Lukas Wielander e Martin Trebo, fino all’intervento di ModusArchitects sull’Accademia Cusanus di Bressanone, omaggio contemporaneo all’opera di Othmar Barth.

Carlana Mezzalira Pentimalli, Biblioteca Civica, Marco Cappelletti

La sezione Evocazioni urbane affronta il tema del confronto con il contesto storico: spicca la nuova Biblioteca Civica di Bressanone firmata Carlana Mezzalira Pentimalli, che dimostra come l’architettura possa dialogare con la città antica attraverso linguaggi sperimentali e sensibili.

Alps Architecture South Tyrol
Bergmeisterwolf, Gustav Willeit

Il rapporto con il paesaggio si fa protagonista in Architettura naturans, dove emergono progetti come la nuova Cantina Pacherhof a Novacella dello studio Bergmeisterwolf, premiata a livello internazionale per la sua capacità di trasformare la morfologia montana in forma costruita.

Alps Architecture South Tyrol
Pedevilla Architects, Gustav Willeit

Seguono sezioni come Topografia partecipata, in cui l’architettura nasce dalla relazione con il suolo (come il Centro Protezione Civile Renon di Roland Baldi Architects), e Vernacoli plausibili, che indaga la reinterpretazione non banale della tradizione, tra cui spiccano gli interventi di Pedevilla Architects e NAEMAS Architekturkonzepte.

Scavo generativo racconta invece il valore della sottrazione e della memoria, come nella musealizzazione delle mura di Merano, mentre Interni poetici esplora il mondo degli spazi domestici e culturali con progetti dallo spiccato carattere autoriale, come la Art Library di Martin Feiersinger.

Julian Tratter, Markus Hinteregger, Barth Halle, Gustav Willeit

Chiude il percorso la sezione Arte e architettura, che evidenzia la contaminazione tra linguaggi: dalla Halle 3 dello studio Tratter & Hinteregger, sede aziendale e galleria d’arte, al sorprendente soffitto installazione della Cantina San Michele Appiano realizzato dall’artista Manfred Alois Mayr.

Con Alps. Architecture. South Tyrol, Merano Arte, la Fondazione Architettura Alto Adige e il Südtiroler Künstlerbund portano a Venezia non solo un racconto sull’architettura, ma una visione complessa e stratificata del rapporto tra Uomo, Natura e Spazio. Un invito a riflettere sul costruire come gesto culturale e civile, capace di generare bellezza, appartenenza e futuro.