L’eredità degli Antwerp Six: al MoMu la rilettura di un mito contemporaneo

Non una celebrazione, ma un’indagine. Al MoMu di Anversa gli Antwerp Six tornano a parlare attraverso il loro metodo, le loro ossessioni e quella leggenda che forse non abbiamo mai capito fino in fondo

A quarant’anni dal folgorante debutto londinese del 1986, il MoMu di Anversa ospita, The Antwerp Six, una retrospettiva cruciale dedicata ai sei designer che hanno riscritto le coordinate della moda globale: Dirk Bikkembergs, Ann Demeulemeester, Walter Van Beirendonck, Dries Van Noten, Dirk Van Saene e Marina Yee. Curata da Romi Romy Cockx e Geert Bruloot, l’esposizione non si limita alla celebrazione, ma punta a smontare la leggenda per restituire la complessità di un’epoca e di un metodo. Come spiegato dalla direttrice Kaat Debo, il progetto nasce dalla volontà di andare oltre la dimensione mitica che ha avvolto il gruppo, analizzando come un contesto condiviso abbia dato origine a carriere radicalmente diverse ma ugualmente influenti.

Antwerp Six MoMu
La mostra The Antwerp Six

Dall’Accademia di Anversa al debutto londinese e fiorentino

Il percorso affonda le radici nella Royal Academy of Fine Arts tra gli anni Sessanta e Ottanta, un ambiente dove l’insegnamento accademico tradizionale iniziò a scontrarsi con le controculture punk e le nuove libertà espressive. Anversa divenne un laboratorio informale di sperimentazione alimentato da club e spazi indipendenti, dove si consolidò il legame tra i futuri “Sei” grazie anche alla figura visionaria di Geert Bruloot. Fu proprio il suo intuito a spingere i designer verso il mercato internazionale, culminando nel 1986 con la partecipazione al British Designer Show di Londra. In quell’occasione, pur senza budget, il gruppo trasformò uno stand anonimo in una dichiarazione d’intenti che attirò buyer e stampa mondiale. Un passaggio meno celebrato ma fondamentale fu quello italiano, sempre nel 1986, quando il gruppo approdò a Firenze per Pitti Trend, segnando un confronto decisivo tra la loro radicalità creativa e la tradizione manifatturiera d’eccellenza.

Antwerp Six MoMu
La mostra The Antwerp Six

Sei mondi e l’arte degli ephemera

La mostra riflette la natura stessa del gruppo, un’amicizia nutrita da visioni condivise che è poi sfociata in percorsi solisti profondamente divergenti. Il visitatore attraversa sale monografiche dall’identità marcata, iniziando dall’universo atletico di Dirk Bikkembergs, dove l’immagine prevale sul prodotto attraverso foto giganti di sportivi reali. Segue l’esplosione iper-pop di Walter Van Beirendonck, caratterizzata da un robot multimediale che dialoga con lo stilista sulla moda intesa come attivismo sociale. Il ritmo si fa teatrale con l’installazione dinamica di Dirk Van Saene, che rievoca una sfilata del 1997 con un surreale front row di personaggi, e con lo spazio di Dries Van Noten focalizzato sul finale dello show come momento cardine della comunicazione.

L’esperienza vira poi verso una dimensione più introspettiva nella stanza di Marina Yee, dove la ricostruzione del suo archivio e dello spazio di lavoro riflette la sensibilità di una designer che ha scelto percorsi artistici personali fatti di materiali trovati e collage. Dopo l’immersione nell’ambiente essenziale e rigorosamente nero di Ann Demeulemeester, specchio fedele del suo universo poetico, il percorso si chiude con una sala collettiva che analizza i cosiddetti “fashion ephemera”. Questi oggetti, come inviti tridimensionali, lookbook e packaging rari, dimostrano una consapevolezza precoce della moda come storytelling e parte integrante del progetto creativo.

Antwerp Six MoMu
La mostra The Antwerp Six

 L’omaggio a Marina Yee e il lascito degli Antwerp Six

L’esposizione assume un tono particolarmente toccante in relazione a Marina Yee, scomparsa lo scorso novembre, a cui è dedicato anche un omaggio speciale presso la Gallery Sofie Van de Velde. La capsule exhibition mette in luce i suoi collage, opere fragili realizzate con ritagli di giornale e persino cartoni di scatole di praline, che dimostrano come per lei il processo contasse più del risultato. In definitiva, l’influenza degli Antwerp Six oggi si manifesta non tanto in silhouette specifiche, quanto in un atteggiamento mentale che unisce indipendenza, narrazione concettuale e pragmatismo, indicando una via dove la moda torna a essere pensiero e gesto culturale.