Concentrarsi e trasformare la materia, dandole forme nuove e sorprendenti. Lasciarsi sedurre dalla tecnica, per umanizzarla grazie a un tocco competente. Esprimersi grazie al proprio talento, per trasformare la propria passione in una professione. Sono tante le ragioni per le quali le giovani generazioni dovrebbero considerare di scegliere, per il proprio futuro, di diventare maestri d’arte: ovvero, straordinari artigiani che nell’indipendenza del loro atelier, o all’interno di una prestigiosa manifattura o Maison, creano le nuove forme della bellezza.

L’essenzialità dell’artigianalità
La trasmissione del saper-fare artigianale, tuttavia, è oggi più che mai un tema delicato, che le istituzioni sembrano leggere con fatica. Proprio per questo, la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship organizzano e finanziano, ogni anno, due progetti che hanno proprio lo scopo di avviare i giovani talenti artigiani verso il loro futuro: rispettivamente Una Scuola, Un Lavoro. Percorsi di Eccellenza (dedicato ad artigiani e tirocinanti italiani.) e Homo Faber Fellowship (che permette invece una mobilità internazionale dei giovani, che possono venire a lavorare con artigiani di dieci Paesi europei).

In entrambi i casi, le Fondazioni selezionano ogni anno 25 diplomati e finanziano il loro tirocinio formativo di sei mesi, così che possano lavorare fianco a fianco di un maestro artigiano e apprendere il mestiere direttamente a bottega, o in manifattura. E prima di iniziare il loro percorso, a tutti i tirocinanti è offerto un mese di master: in Italia viene organizzato a Milano ed erogato dai più prestigiosi atelier ambrosiani, mentre per i Fellows stranieri il Master è a cura dell’Essec di Parigi. I temi dei master sono i medesimi, e sono stati scelti per fornire ai giovani talenti dei soft skills ulteriori per diventare artigiani di successo: finanza, comunicazione, proprietà intellettuale, storia delle arti applicate, self-branding…

Il progetto di Fondazione Cologni, in quindici anni, ha messo a bottega più di 350 giovani, permettendo a tanti sogni di evolvere in vere e proprie storie di successo. Il progetto Homo Faber Fellowship, giunto alla sua terza edizione, ha aggiunto al Master e al Tirocinio un’opportunità ulteriore: la possibilità di realizzare un pezzo co-firmato dal maestro e dal tirocinante, e di esporlo a Milano durante la Design Week nell’ambito di una mostra
dedicata. Perché il talento, come la libertà, non va soffocato o imbrigliato o ingabbiato, o addirittura negato: il talento permette di respirare, di vivere, di innamorarsi, di esprimersi con verità.

E dare a questi giovani l’opportunità di sviluppare il proprio, di talento, significa contribuire a un futuro in cui loro stessi diventeranno i protagonisti delle nuove forme del bello, e in cui ognuno di noi potrà sempre trovare, tra tante “cose” banali, quei “beni” meravigliosi e suggestivi che nascono dalla creatività umana.