Tradizione e visione, il nuovo corso di cantine Coppo

Oltre un secolo di storia che unisce famiglia, impresa e un profondo legame con il territorio. L'eccellenza del Made-in-Italy raccontata attraverso un viaggio nel cuore del Piemonte vitivinicolo

Nel cuore del Piemonte, la storia di cantine Coppo si intreccia da oltre un secolo con una solida tradizione familiare, una visione imprenditoriale lungimirante e una relazione profonda con il paesaggio circostante. Una storia di dedizione alla qualità, coltivata con rigore in ogni fase della filiera: dalla vigna alla cantina, fino all’imbottigliamento. Oggi, accanto alla sede storica di Canelli, l’ingresso della tenuta Villa Giada segna un’evoluzione del progetto produttivo. Un ampliamento che rafforza la dimensione agricola e introduce una visione in cui sostenibilità, competenza tecnica e accoglienza si fondono in modo organico e coerente.

Cantine Coppo: tradizione, innovazione e sostenibilità di filiera

Nel cuore del Monferrato, il nome Coppo attraversa da generazioni la storia del vino piemontese. Fondata alla fine dell’Ottocento, la cantina ha affinato negli anni una propria identità, saldamente intrecciata con la geografia e la cultura del territorio. A testimoniarlo sono le Cattedrali Sotterranee, oltre cinque chilometri di gallerie scavate nel tufo, dedicate all’affinamento dei vini e riconosciute nel 2014 come Patrimonio UNESCO.

Dal 2021, con l’ingresso della famiglia Lanci–Soldadino, l’azienda ha intrapreso un piano di sviluppo strutturato volto a rafforzare l’identità produttiva in un’ottica di sostenibilità.

Cantine Coppo
Cattedrali Sotterranee, cantine Coppo

Gli interventi hanno riguardato diversi ambiti. La cantina, ad esempio, ha ampliato la propria presenza viticola con l’acquisizione di nuovi vigneti d’eccellenza, oggi certificati secondo pratiche agricole sostenibili. Sul piano tecnico, nei primi mesi del 2024 è stato installato un nuovo impianto di imbottigliamento, aumentando così l’efficienza operativa e riducendo i consumi sia idrici che energetici.

Anche l’ambito dell’accoglienza è stato oggetto di rinnovamento. Il percorso di visita alle Cattedrali Sotterranee è stato ampliato e arricchito con nuove sale per la degustazione, un wine shop e spazi dedicati agli eventi. A breve, cinque appartamenti – le Suites Clelia Coppo – completeranno l’offerta ricettiva, con una formula discreta, perfettamente armonizzata con l’identità del luogo.

L’insieme degli interventi restituisce oggi l’immagine di un’azienda solida e al passo con i tempi, che lavora per tenere insieme storia, qualità produttiva e responsabilità ambientale, all’interno di una visione concreta e coerente.

L’eccellenza del Made-in-Italy raccontata attraverso sette vini

La filosofia produttiva di cantine Coppo si basa su scelte enologiche definite, un perfetto equilibrio tra ricerca e legame con il territorio. Apre il racconto una doppia dedica alla memoria di Luigi Coppo, figura centrale nella ricostruzione della cantina nel secondo dopoguerra. Due spumanti Metodo Classico Alta Langa DOCG – il Brut e il Pas Dosé – prodotti con Pinot Nero e Chardonnay, affinati 30 mesi sui lieviti. Il primo, più morbido ed equilibrato, rivela sentori di mela, pane e lievito; il secondo invece un tratto più netto, vigoroso e verticale all’assaggio.

Cantine Coppo
Produzione vinicola di cantine Coppo

Segue il Piemonte Chardonnay Doc, affinato in barrique sui lieviti con frequenti batonnage, che unisce profumi di pesca gialla e frutta esotica a una struttura avvolgente e un finale sapido. Più immediato, il Langhe Doc Nebbiolo, che si esprime con i tipici sentori varietali del vitigno come fragole di bosco e lamponi, lasciando in bocca una trama tannica delicata e ben integrata.

La Barbera trova invece in Coppo due interpretazioni complementari. Il Pomorosso, Nizza Docg, che unisce intensità aromatica e profondità in un profilo elegante e maturo, arricchito da note di tabacco. E il Nizza Docg Riserva, che combina lampone e arancia rossa, accompagnate da sbuffi balsamici di china e speziatura dolce e avvolgente.

Chiude il percorso la Riserva Coppo 2019, Alta Langa Docg: nove mesi in barriques sui lieviti con frequenti batonnages, seguiti da circa 36 mesi in bottiglia a contatto con i lieviti e una straordinaria complessità olfattiva. Un Metodo Classico pensato per la tavola, dotato della struttura e complessità necessarie a sostenere piatti di carattere.

Villa Giada: il volto agricolo di una visione imprenditoriale

Tra le colline di Canelli, dove la Langa incontra il Monferrato, Villa Giada si inserisce come parte integrante dell’identità agricola di Coppo. L’ingresso nella famiglia Lanci–Soldadino ha infatti segnato l’unione di due realtà complementari: la tradizione produttiva radicata nel territorio, e una visione contemporanea fondata su sostenibilità e progettualità.

Storicamente vocata alla coltivazione del Moscato, Villa Giada ha saputo valorizzare anche le uve Barbera provenienti in particolare dal comune di Agliano Terme – una delle aree più rappresentative della denominazione Nizza DOCG. Oggi l’azienda si estende su 86 ettari, ed è la diversità dei suoli a guidare la scelta varietale. Infatti, quelli calcarei, argillosi e salini contribuiscono a definire il profilo della Barbera d’Asti e del Nizza DOCG, conferendo struttura, eleganza e intensità aromatica. A Ceirole invece – dove ha sede la cantina – l’escursione termica e i suoli sabbiosi esaltano l’espressività del Moscato e la finezza dello Chardonnay.

Villa Giada ripresa dall’altro. Credit: Villa Giada

Ogni vino nasce da una viticoltura consapevole, fondata su pratiche rispettose dell’ambiente e del ritmo naturale della vigna. Le scelte agronomiche seguono una logica sostenibile: dai prodotti utilizzati in campo alle fonti di energia, dal packaging riciclabile al sistema di fitodepurazione, ogni fase è pensata per contenere l’impatto e valorizzare l’identità del vino.

Villa Giada è anche luogo di accoglienza: gli appartamenti con vista offrono un soggiorno intimo e immerso nel paesaggio, mentre le visite in cantina – sempre su prenotazione – propongono un contatto diretto e genuino con la produzione, pensato per chi desidera conoscere il vino nel suo contesto più autentico. Non un elemento secondario, ma un’estensione coerente della visione Coppo. Qui, l’ospitalità si lega in modo naturale alla produzione, restituendo un’idea di territorio viva, operosa e profondamente contemporanea.