Belcanto, il passato che racconta anche il presente: intervista a Caterina Ferioli

Abbiamo incontrato l'attrice bolognese del Fabbricante di Lacrime nel pieno della frenesia di Sanremo. Con Belcanto, arriva per lei la possibilità di cimentarsi in un ruolo impegnativo e di aggiungere un tassello importante alla sua carriera in costante ascesa

Un mondo che in superficie sembra dorato ma che nasconde losche trame, tradimenti, colpi bassi e che è in grado di trasformare i sogni in ossessioni. Parte lunedì 24 febbraio su Rai Uno Belcanto, la nuova serie evento co-prodotta da Rai Fiction e Lucky Red e diretta da Carmine Elia. Tra i protagonisti della fiction in otto puntate che racconta il mondo dell’Opera del 1800, tra moti rivoluzionari e un clima di rinascita culturale, c’è anche Caterina Ferioli. Suo il ruolo di Antonia, una delle due figlie di Maria (interpretata da Vittoria Puccini). La giovane ha sempre potuto contare sull’appoggio e sull’amore illimitato della madre, sua strenua sostenitrice. Maria spinge sua figlia verso il successo e vede in Antonia l’unico mezzo per agguantare quella vita che ha sempre sognato. Per ottenere il suo obiettivo la ragazza si spinge oltre ogni limite, anche morale, fino a rischiare di creare una frattura insanabile con sua sorella Carolina.

Abbiamo incontrato Caterina Ferioli nel pieno della frenesia di Sanremo. L’attrice bolognese ha avuto una prima grande chance nel mondo della recitazione grazie a Fabbricante di Lacrime. Il film Netflix è diventato un vero e proprio fenomeno mediatico e ha permesso alla popolarità di Ferioli di oltrepassare i confini nazionali. Con Belcanto, per Caterina arriva la possibilità di cimentarsi in un ruolo impegnativo, con luci e ombre, e di aggiungere un tassello importante alla sua carriera in costante ascesa.

Caterina Ferioli
Caterina Ferioli

«Attraversare il travaglio emotivo di Antonia è sicuramente qualcosa che mi è servito tantissimo, mi ha insegnato molte cose ed è stato difficilissimo»

Sei stata ogni giorno in diretta su Rai Uno, dal balconcino Generali, che affaccia direttamente sull’Ariston. Che esperienza è stata?

È stata la mia prima volta in televisione. Ho fatto qualche collegamento con i conduttori del PrimaFestival ed è stato emozionante, una cosa nuova, particolare, che mi ha insegnato tante cose.

Lunedì 24 febbraio debutta Belcanto, che è una fiction che ti vede tra i protagonisti, in cui ti cimenti in un ruolo impegnativo. Cosa puoi anticiparci su Antonia?

Antonia è una delle due figlie di Maria. Questa madre, che ha un passato nascosto e un segreto, porta però con sé un amore per il canto. Quando era più giovane era una cantante lirica. È una madre che desidera far emergere Antonia nel mondo dell’opera e della lirica, e per questo la ragazza sente un grande peso sulle spalle. Ovviamente, nel corso delle puntate, il loro rapporto cambierà. Secondo me è molto interessante perché vediamo l’effetto che una tale responsabilità ha su una ragazza di 17 anni.

Qual è stata la prova più difficile che hai affrontato per questo ruolo?

Vorrei troppo dirlo, ma non posso. Però sicuramente lo vedrete. Attraversare il travaglio emotivo di Antonia è sicuramente qualcosa che mi è servito tantissimo, mi ha insegnato molte cose ed è stato difficilissimo.

Caterina Ferioli
Caterina Ferioli

«Temevo che potesse essere per me troppo difficile, sono alle prime armi, invece mi ha insegnato tanto e le ho voluto tanto bene»

All’interno della serie Antonia ha un’evoluzione che la porta anche a compiere delle scelte divisive, è stato difficile sospendere il giudizio?

No, non è stato difficile sospendere il giudizio. Antonia l’ho amata subito, non l’ho mai giudicata. Temevo che potesse essere per me troppo difficile, sono alle prime armi, invece mi ha insegnato tanto e le ho voluto tanto bene.

Come ti sei trovata con gli abiti dell’epoca? Ci sono stati dei problemi, delle problematiche riscontrate indossandoli?

Quello che diceva il nostro regista è che dovevamo sentirci come se fossimo in tuta o in pigiama mentre giravamo, perché all’epoca era così, la loro tuta era il vestitone o il corsetto. In realtà io non ho riscontrato troppi problemi, a parte qualche respiro ogni tanto. L’unica cosa è che avevo un vestito strettissimo, più piccolo di due taglie, e ho avuto i segni addosso per un paio di settimane.

Caterina Ferioli
Caterina Ferioli

«Fabbricante di Lacrime è stato sicuramente il mio primo progetto. Ci sono molto affezionata»

Quella descritta in Belcanto è ovviamente un’epoca molto lontana da noi, che in realtà però ci descrive, perché parla anche dei sogni, di cosa siamo disposti a fare per raggiungerli. Non pensi che descriva appunto anche la società attuale, oltre che quella del 1800?

Certo, questa è la cosa che a me fa più specie, perché tutto quello che affrontano queste donne nell’Ottocento e i loro travagli, sia nel positivo che nel negativo, sono tutte cose che viviamo anche noi. È spaventoso quanto sia attuale. È una cosa successa tanti anni fa, ed è un po’ spaventoso anche vedere quanto poco le cose siano cambiate.

Parliamo della tua carriera in generale, perché uno dei tuoi ruoli più importanti è sicuramente Fabbricante di Lacrime, che ti ha un po’ consacrata ad attrice a tutti gli effetti, e ha avuto un enorme successo in tutto il mondo. Ci sarà un secondo capitolo della storia? Tu lo vorresti? 

Fabbricante di Lacrime è stato sicuramente il mio primo progetto. Ci sono molto affezionata, è stato quasi tre anni fa. Non avevo mai studiato, non ho mai fatto niente, quindi è stata proprio l’esperienza che mi ha aperto le porte alla recitazione. Per il secondo capitolo non penso ormai e direi che va bene così, ha fatto il suo corso.

Caterina Ferioli
Caterina Ferioli

Un ruolo che avresti voluto interpretare e un attore/un’attrice dei sogni con cui vorresti recitare?

Parlando di ruoli sicuramente Antonia ci è andata molto vicino. Antonia è sempre stato uno dei miei ruoli dei sogni. Invece per quanto riguarda un’attrice al momento sono pazza di Margaret Qualley, mi piace tantissimo.

Un’ultima domanda, oltre Belcanto, progetti futuri in arrivo?

Ho finito di girare a Napoli due mesi fa una serie, sempre per la RAI, si chiama Come un padre. Parla del Rione Sanità, è una storia vera, molto bella, mi sono divertita, poi Napoli è accogliente.