C’è una data che i cinquanta ragazzi arrivati a Roma da tutto il mondo non dimenticheranno facilmente. Nella cornice scenografica delle Corsie Sistine, la Elite Model Look World Final ha vissuto la sua 41a edizione, lo stesso concorso che nel tempo ha fatto scoprire al mondo volti come Cindy Crawford, Gisele Bündchen, Lara Stone e Vittoria Ceretti.
Da oltre quarant’anni Elite Model Look gira il mondo alla ricerca di volti nuovi, e questa edizione lo dimostra ancora una volta nei numeri: 50 finalisti, selezionati attraverso i casting Elite in ogni angolo del pianeta, sono arrivati a Roma per giocarsi un posto nel network internazionale delle agenzie Elite. Tra le ragazze in gara, provenienti da paesi come Australia, Cile, Cina, Colombia, Danimarca, Francia, Georgia, Germania, India, Italia, Giappone, Messico, Mongolia, Nigeria, Filippine, Senegal, Spagna, Svezia, Svizzera, Thailandia, Togo, Tunisia, Regno Unito e Stati Uniti. Tra i ragazzi, concorrenti arrivati da Belgio, Cile, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Georgia, Italia, Giappone, Messico, Mongolia, Norvegia, Filippine, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Un vero mosaico globale, in cui ogni finalista porta con sé una storia, un contesto culturale e un’idea di bellezza diversa.
Prima di calcare la passerella finale, i ragazzi hanno vissuto quattro giorni di full immersion nell’Elite Model Look Bootcamp, ospitato a Villa Cornetto-Bourlot, nel cuore della Tenuta Sant’Antonio a Tivoli. Non solo camminata e styling: il programma ha incluso shooting fotografici professionali, workshop sul linguaggio tecnico della moda, moduli di social media training e personal branding, oltre a sessioni dedicate al benessere psicofisico curate anche dai professionisti del CONI, per parlare ai ragazzi di sport e alimentazione come pilastri della performance. Tra un momento di formazione e l’altro, spazio anche a esperienze più leggere e conviviali: una sfida culinaria a colpi di tiramisù con Forno Bonomi, una partita di polo all’Acquedotto Romano Polo Club seguita da una cena a base di asado argentino, e una visita guidata a Roma con vista dalla terrazza del Campidoglio.


Gli ambassador che hanno guidato il percorso
A fare da bussola durante tutta la settimana romana sono stati due volti che il mondo della moda conosce bene: Ruben Rua e Valeria Buldini, top model ed ex alumni di Elite Model Look, oggi nel ruolo di mentor e ambassador del contest. Non semplici testimonial, ma presenze costanti accanto ai cinquanta finalisti: li hanno accompagnati nell’apprendimento della camminata, hanno condiviso consigli pratici su come muoversi in un casting e trasmesso, con l’esperienza di chi quel percorso lo ha vissuto in prima persona, gli strumenti per affrontare con più consapevolezza un settore tanto affascinante quanto competitivo. Il loro ruolo è anche simbolico: rappresentano la prova vivente di cosa può diventare un percorso Elite, incarnando lo stesso spirito — individualità, espressione personale, libertà di costruirsi il proprio percorso — su cui GAS ha costruito la propria partnership con il concorso.
I vincitori
A fine serata sono arrivati i verdetti: a vincere l’edizione 2026 sono stati Keira Ann Alvares Ganapathy, diciannovenne indiana, studentessa di psicologia e giornalismo, e il sedicenne danese Otto Vadskaer, appassionato di hockey, snowboard e lingue straniere. Due volti nuovi che ora firmano il contratto con il network internazionale Elite ed entrano ufficialmente nella storia di un concorso che ha fatto da trampolino per alcune delle top model più iconiche di sempre.

Il Fashion Show firmato Gas
Sotto la direzione creativa di Tony Ranalli, GAS ha portato in scena un’identità rinnovata: irriverente, giovane senza scadere nel prevedibile. Lo show si è sviluppato in tre capitoli, ciascuno con un proprio carattere. Ad aprire la sfilata è stato Archive Icons, un tuffo nell’archivio del marchio e nel suo legame storico con il mondo racing e motociclistico: giacche in pelle, outerwear iconici e capi heritage abbinati a denim coated ed effetti pelle, tra silhouette biker, look monocromatici e richiami all’aviator jacket.
A seguire, What the Fuchsia ha acceso la passerella con il momento più grafico e cromatico dello show: bianco, fucsia e indigo, lavaggi marmorizzati, T-shirt dipinte a mano e capispalla dalle lavorazioni intense, tra volumi vintage e contrasti ad alto impatto visivo.
A chiudere, The Bold Side ha spinto il denim nel suo territorio più sperimentale: pantaloni protagonisti assoluti, arricchiti da borchie, strass, paillettes, frange e finiture laminate, mentre i top si sono fatti essenziali per lasciare tutta la scena alle lavorazioni e alla costruzione del capo. Il progetto non si esaurisce sul palco. GAS ha sviluppato una capsule collection dedicata a Elite, che raccoglie una selezione dei capi visti in scena, accompagnata da un lookbook speciale interpretato proprio dai modelli Elite. Un modo per trasformare la serata romana in qualcosa di tangibile: un capitolo che tiene insieme prodotto, creatività e sostegno concreto ai nuovi volti della moda.


Con la 41a Elite Model Look World Final, GAS aggiunge un nuovo tassello a questa storia: quello di un brand che, restando fedele alle proprie radici denim, sceglie di mettere la propria main partnership al servizio delle prossime generazioni di volti della moda.