Festa a Vico: il racconto della cucina italiana tra territorio, futuro e condivisione

Un evento che ha riunito oltre 200 chef, artigiani, produttori, giornalisti e appassionati. Un programma ricco di appuntamenti tra conferenze, degustazioni, cene d’autore e momenti dedicati alla formazione

Anche quest’anno, Vico Equense ha ospitato uno degli appuntamenti più attesi della scena gastronomica italiana. Arrivata alla sua XXII edizione, Festa a Vico ha saputo riunire sapori e visioni, raccontando con spirito autentico e inclusivo la cucina italiana contemporanea.

Festa a Vico
Festa a Vico, un incontro di sapori e visioni. Credit: Festa a Vico

Festa a Vico: quando la cucina diventa spazio di relazione

Ideata dallo chef Gennaro Esposito, la manifestazione ha riunito a Vico Equense oltre 200 chef, insieme ad artigiani, produttori, giornalisti e appassionati. Il risultato è stato un programma costruito a partire da incontri, degustazioni e momenti di confronto, dove l’alta cucina si è intrecciata con la divulgazione e con uno spirito aperto e conviviale. «Festa a Vico è costruita sulle persone, sulle individualità, ma soprattutto sul grande gruppo della cucina italiana – ha spiegato Gennaro Esposito – È stato emozionante vivere gli abbracci tra gli chef durante le serate, quella fratellanza profonda che unisce chi condivide la stessa passione e visione». Un pensiero che ha fatto da guida durante le tre giornate.

Festa a Vico
Teatro Aequa, la conferenza stampa. Credit: Festa a Vico

La ricca programmazione tra cultura, premi e grandi firme

L’evento si è aperto lunedì 9 giugno con una conferenza dedicata alla candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’umanità. Al Teatro Aequa si sono infatti confrontati Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana, e Pierluigi Petrillo, docente e consulente UNESCO, ragionando sul valore culturale della gastronomia e sul suo legame con il territorio. Nella stessa giornata è stato anche consegnato il Premio Sostanza, nato con l’obiettivo di valorizzare dieci realtà artigiane italiane di eccellenza. Storie di impegno quotidiano, concretezza e dedizione che danno forma all’identità del Made in Italy e meritano di essere raccontate.

Il programma ha alternato momenti di confronto, degustazione e appuntamenti più spettacolari. Tra i più attesi, la cena-evento Bites of Italy, organizzata in collaborazione con La Cucina Italiana. Per l’occasione si è riunito un parterre stellare composto da Massimo Bottura, Alex Atala, Manu Buffara, Carlo Cracco, Antonia Klugmann, Ana Roš, Bruno Verjus e tanti altri, ognuno con la propria visione della cucina. In chiusura, i dessert firmati dai Maestri Pasticceri dell’AMPI hanno completato l’esperienza.

Un racconto che si apre al futuro: cucina, territorio e nuove generazioni

Martedì 10 giugno, al ristorante Torre del Saracino, il pranzo Quell’abbinamento a Vico ha celebrato l’incontro tra vino e cucina, con i sommelier protagonisti dell’appuntamento. A guidare la creazione dei piatti, questa volta, è stato il vino: ogni proposta è stata infatti pensata per dialogare con le caratteristiche del calice da degustare. Alcune delle voci più autorevoli del panorama enologico internazionale hanno condotto un percorso sensoriale, costruendo accostamenti mirati tra identità del vino e struttura del piatto. Tra i partecipanti, Himanshu Saini (Trèsind Studio, Dubai) e Dom Carella (Carico, Milano), Michela ed Emanuele Scarello (Agli Amici), Matteo Temperini e Francesco Ricco (Campo del Drago, Montalcino).

Di sera, come da tradizione, la Repubblica del Cibo ha trasformato il centro di Vico Equense in un grande percorso gastronomico a cielo aperto, con oltre 200 postazioni tra chef, trattorie storiche e artigiani del gusto. Una delle novità di quest’anno è stata la sezione dedicata alle osterie italiane, con nomi come Da Burde, Mimì alla Ferrovia, Antichi Sapori, Amerigo 1934, La Brinca e tante altre realtà che ogni giorno mantengono viva la memoria gastronomica del territorio.

Spazio invece ai giovani mercoledì 11 giugno con Una Promessa è una Promessa. Infatti, alcuni tra i cuochi emergenti più interessanti d’Italia hanno presentato le loro creazioni in un pranzo pensato per raccontare la nuova generazione della cucina d’autore. Un’occasione per dare spazio al talento e alla curiosità di chi sta scrivendo le prossime pagine della ristorazione italiana. Immancabile il Cammino di Seiano, una passeggiata tra mare e assaggi d’autore, dove oltre 70 chef e artigiani hanno dato vita a un’esperienza diffusa tra sapori, panorami e incontri.

In chiusura, Dessert Storm, con 50 pasticcieri impegnati in una maratona dolce tra zucchero, tecnica e immaginazione. L’evento ha approfondito anche il mondo del vino e dei distillati con una serie di masterclass di alto profilo: dai vini botritizzati ai Marsala d’annata, passando per un confronto tra tagli bordolesi italiani e francesi, fino a una degustazione di distillati rari abbinati ai cioccolati Amedei.

Festa a Vico
Gennaro Esposito e i cuochi emergenti. Credit: Festa a Vico