Tim Kamrad, in arte solo “Kamrad”, è uno degli artisti “underdog” da tenere d’occhio. Dopo aver scalato le classifiche europee nel 2022 con i suoi primi singoli, Kamrad ha intrapreso un percorso introspettivo che l’ha portato, tra un’esperienza e l’altra (è stato coach di The Voice of Germany) al rilascio di Trying Not To Panic.
Un EP dedicato all’importanza dell’equilibrio, un vero e proprio modo di affrontare la vita. «Il titolo dell’EP è in realtà una delle prime frasi di Be Mine, nonché la frase che al momento descrive perfettamente la mia vita. Negli ultimi due anni ho vissuto tante esperienze, sempre cercando di non perdere la testa – sono convinto che molte persone si sentano così. Alla fine, è per tutti la prima volta su questo pianeta!».

Tra successo e autenticità: Kamrad resta fedele a se stesso
Kamrad menziona due anni “di fuoco”, che dopo il successo di I Believe e Be Mine l’hanno portato ad accelerare notevolmente. «Il successo di Be Mine mi ha insegnato che non sai mai se una canzone diventerà una hit – io non mi aspettavo che lo diventasse e ho imparato che non posso decidere se alle persone piacerà o meno la mia musica. Bisogna imparare a separare il successo dalla propria felicità, anche se avere successo e sapere che migliaia di persone ascoltano la tua musica è bellissimo».
Un successo, quello di Kamrad, che però non ha cambiato il suo io interiore. «In studio, sul palco, o a casa, non interpreto mai un ruolo. Tutte le persone di cui mi circondo erano lì prima del successo e dunque mi conoscono come Tim, non solo come Kamrad. Con loro riesco a parlare di ciò che mi preoccupa e a essere sempre onesto».

Trying Not To Panic e l’evoluzione artistica di Kamrad
Questo EP rappresenta per Kamrad il secondo capitolo della sua carriera. «Tutte le canzoni sono ispirate alle band indie pop degli anni 2000, come gli MGMT, gli Empire of the Sun o i Phoenix, e i loro suoni synth-pop. Mi sono lasciato influenzare dai pezzi che ascoltavo in passato, cercando però di rimanere fedele al mio sound. Questo EP è una testimonianza della mia crescita e di chi sono in questo momento, e ne sono orgoglioso». Basta pensare a Hug Yourself, che impiega l’ironia per parlare della fine di una relazione amorosa, senza drammi. «Quando succede qualcosa di brutto nella mia vita, cerco sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno. La vita è più facile quando ti focalizzi sulle soluzioni invece di preoccuparti troppo per i problemi. Ogni mio pezzo segue questo mindset, ogni canzone seria ha un risvolto positivo o un elemento umoristico. Hug Yourself è un ottimo esempio, perché parla di come si può riuscire a lasciar andare qualcuno che non ci apprezza per ciò che siamo».

Trying Not To Panic è la prima metà di un nuovo capitolo, che «apre un nuovo mondo e racconta una storia che non è ancora finita. Ci sarà un altro EP con una vibe simile in futuro. Ovviamente, rappresenterà ancora di più la mia crescita e porterà avanti il concetto di Trying Not To Panic».
Al momento, Kamrad è in tour tra Germania e Lussemburgo, con diverse date pianificate per il mese di febbraio.