LAYANA, le conseguenze dell’amore

Dopo il percorso fatto a X Factor con Achille Lauro, arriva 'Amore Amore Amore' il primo ep della cantautrice uscito il 19 giugno

Per LAYANA raccontare di sé nei suoi brani è qualcosa di naturale e inevitabile, così come l’esigenza di trasformare in musica e testi ciò che sente. Ogni canzone diventa una fotografia delle emozioni provate, un istante congelato che la aiuta ad analizzare ciò che vive. Sono anni che la cantautrice milanese lotta con devozione e forza per avere una possibilità nel mondo della musica. La prima vera opportunità viene da X Factor, talent a cui ha partecipato nel 2025 in squadra con Achille Lauro. Al termine della sua esperienza nello show di Sky si chiude per diversi mesi in sala d’incisione per riconciliarsi con sé stessa e tornare nel mondo affermando la sua arte.

Al termine di questo processo nasce Amore Amore Amore, il suo primo EP disponibile dal 19 giugno su tutte le piattaforme digitali. Il progetto, prodotto da Dario Mangiaracina de La rappresentante di lista, è stato anticipato dal singolo Solita notte. Con la sua voce intensa ma allo stesso tempo fragile LAYANA racconta la storia di chi accetta di restare anche quando tutto spinge ad andare via. Ed è l’amore il tema che unisce il brano apripista anche a Bambola e a Qualcosa di speciale, gli altri due inediti incorporati nel primo progetto discografico.

All’interno dell’EP LAYANA ha inserito anche una reinterpretazione raffinata di Maledetta Primavera di Loretta Goggi, canzone che ha rappresentato la colonna sonora di questo percorso. È inoltre il pezzo che avrebbe dovuto cantare a X Factor nella puntata successiva alla sua eliminazione. Includerla nell’EP è stato un modo naturale per dare una conclusione simbolica a questo capitolo e aprirne uno nuovo.

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Layana, foto di Marcello Ferraresi

«Mi hanno sempre un po’ convinta che gli altri potessero dire le cose al posto mio. In realtà quando le dici tu a modo tuo cambia tutto»

Qual è stata la prima canzone che hai cantato su un palco?

Nel primo saggio di canto fatto davanti a un pubblico avevo portato Non ti scordar mai di me di Giusy Ferreri. Era andata malissimo. Facevo veramente fatica a stare a tempo con la band perché le lezioni di canto le facevamo con la base. Quindi quando mi hanno messa sul palco per cantare ho dimenticato tutto il testo e sono rimasta immobile con il mio insegnante che si sbracciava.

X Factor rappresenta la tua prima grande occasione. Che esperienza è stata?

Per me è stata un’esperienza che ha cambiato le carte in tavola. Mi ha aiutata a mettere a fuoco esattamente dove volevo andare e a prendere consapevolezza di quello che sono da un punto di vista artistico. È stata un’esperienza bellissima che rifarei anche domani. Siamo stati un bellissimo gruppo. I ragazzi con cui ho partecipato sono persone che stimo e che oggi sono anche mie amiche, li sento e mi confronto con loro ogni giorno.

Quanto ti ha aiutato il tuo coach Achille Lauro in questo percorso?

È stata una figura di riferimento importante all’interno del programma. Ho avuto l’occasione di lavorare con un giudice che mi ha capita e che mi ha seguita in quella che era la mia idea. Mi ha accompagnato in questo percorso e mi ha svoltato la vita. Uscita dal programma ho avuto il piacere di condividere con lui il progetto musicale che stavo costruendo e le canzoni che stavo scrivendo. All’interno dell’esperienza mi ha capita e mi ha guidata verso quello che cercavo di esprimere da tanti anni ma che probabilmente non avevo il modo e il mezzo per farlo o la sicurezza di crederci. Mi ha aiutata a mettere a fuoco quella che potevo essere.

Qual è stato l’insegnamento più grande che porti con te?

Ho sempre avuto tanta insicurezza e difficoltà nel cercare di seguire un’idea e portarla avanti per come la volevo io. Dimenticavo che ero io l’artista e chiedevo il punto di vista di altri, perdendomi. X Factor, un’esperienza che ti isola con il mondo esterno, mi ha insegnato a credere alle mie idee e a sbatterci la testa da sola. E mi ha insegnato che è importante scrivere da sola le mie canzoni. Oggi è difficile che, entrando in una realtà discografica, ti diano carta bianca. Spesso si tende a volerti affiancare autori e produttori. Fuori da X Factor ho trovato persone di riferimento con cui condividere il mio progetto ma mi sono letteralmente isolata nel processo di scrittura. E senza X Factor non avrei mai fatto una cosa del genere. Mi hanno sempre un po’ convinta che gli altri potessero dire le cose al posto mio. In realtà quando le dici tu a modo tuo cambia tutto.

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Layana, foto di Marcello Ferraresi

«Nelle canzoni cerco di essere sincera e spontanea»

Ed è stato difficile per te prenderti questo spazio?

In passato ho fatto fatica. Dopo X Factor ho avuto la grandissima fortuna di conoscere la realtà con cui sto lavorando oggi, Dario Mangiaracina e i musicisti di cui mi sono circondata, che sono tutte persone che sono prima di tutto mie amiche. Poi il team discografico mi ha supportata e ha dato fiducia alle mie idee e alla mia visione.

Dopo X Factor arriva Solita notte, il tuo primo inedito, in cui hai consegnato al pubblico una parte di te. È stato difficile farlo?

No, è stato abbastanza spontaneo. Nelle canzoni cerco di essere sincera e spontanea. Ho semplicemente trasferito su carta quello che stavo vivendo in quel periodo. È stato molto naturale come processo. Erano tanti anni che cercavo di portare la mia musica, non ho mai avuto l’opportunità giusta. Era qualcosa che cercavo di fare anche prima che arrivasse l’esperienza di X Factor. Quando è terminato il programma ho sentito l’esigenza di chiudermi due/tre mesi per scrivere ed è stato molto naturale il processo di costruzione delle canzoni.

Quello di restare anche quando tutto spinge a fare il contrario, che è quello che racconti in Solita notte, è un atto di coraggio o di incoscienza?

Sicuramente non è un atto di incoscienza perché io ero perfettamente consapevole di quello che stavo facendo. La canzone viene raccontata da un punto di vista estremamente lucido su quello che stavo vivendo in quel momento. Il vero atto di coraggio sarebbe stato avere la forza di andare via, una forza che non ho avuto in quel momento. Però anche restare all’interno di una dinamica complessa e sofferente sicuramente è coraggioso.

È durante la notte che trovi l’ispirazione per la tua musica?

Spesso sì. La maggior parte delle cose che scrivo nascono quasi sempre la notte. È il momento più intimo, non ci sono distrazioni e non ho altre cose che mi girano nella testa.

Nelle tue canzoni si capisce che in amore ti lasci andare completamente anche se può far male. Negli anni il tuo approccio è cambiato o è rimasto lo stesso?

Purtroppo non è cambiato e infatti sono sempre circondata da casi umani (ride, ndr). Il mio rapporto con gli uomini è sempre abbastanza complicato. In qualche modo devo sempre sbattere la testa da qualche parte.

LAYANA, cover Amore Amore Amore

«La scrittura mi aiuta a mettere a fuoco le situazioni che sto vivendo»

Quanto è stato terapeutico il processo di scrittura?

Tanto. La scrittura mi aiuta a mettere a fuoco le situazioni che sto vivendo, ad analizzarle e a capire le dinamiche che si stanno creando. 

Cosa significa per te il tuo primo ep?

È una prima bandierina nel mondo. È un ep che contiene i due pezzi che sono già usciti, un inedito e una cover riarrangiata di Maledetta primavera. Mi piaceva l’idea di portare un brano di altri all’interno del progetto perché ho sempre cantato brani di altri nella mia vita. Era un brano che avrei dovuto cantare all’interno di X Factor prima di essere eliminata. Secondo me va a chiudere questo primo cerchio di esperienze che ho fatto. Per me è un momento estremamente speciale. Ho sempre sognato di vedere una raccolta di miei pezzi e ora che lo vedo non riesco neanche a crederci. Sono molto contenta e soddisfatta del lavoro che abbiamo fatto. 

Dopo il canto hai iniziato a studiare anche recitazione, teatro, scenografia. Vuoi intraprendere in futuro anche la strada del cinema?

Ho studiato scenografia e teatro al liceo. Sono molto appassionata di teatro inteso anche come luogo, come mondo e come estetica. Il cinema lo conosco meno ma è un qualcosa che mi ha sempre incuriosita. È diverso dal mondo teatrale, non ho mai avuto esperienze in questo campo. Se dovesse succedere in un futuro sarebbe sicuramente una possibilità che accoglierei come una sfida con me stessa e che mi piacerebbe valutare.

Il primo disco che hai comprato e il primo disco che ti hanno regalato?

Il primo disco che ho comprato da sola è stato 19 di Adele. Il primo album che mi hanno regalato è stato Back to black di Amy Winehouse.

C’è un artista che, più di altri, ha influenzato i tuoi gusti e quindi la tua musica?

Sicuramente Adele. È una delle mie artiste preferite. Spesso quando cerco reference torno ad ascoltare i suoi dischi perché fa un genere di musica universale, composto da pianoforte e voce, e ti emozione. È una grandissima ispirazione per me.