C’è un filo che attraversa tutto il lavoro di Liliana Fiorelli: la curiosità per i linguaggi e la capacità di abitarli senza incasellarsi. Nata e cresciuta a Roma, ha intrecciato il percorso accademico con una formazione attoriale intensa, spaziando dal teatro fisico al Method Acting di Los Angeles. Da qui è iniziata una carriera in costante movimento tra cinema, televisione, teatro e web, costruita con versatilità e rigore.
Sul grande schermo è stata diretta da registi come Paolo Virzì, Massimiliano Bruno, Pietro e Sergio Castellitto; in televisione è passata dalla comicità corrosiva di Mai dire Talk ai ruoli seriali di Noi e Non ci resta che il crimine. Parallelamente ha sviluppato un percorso autoriale, firmando la serie web Prime Donne e progetti teatrali come Degne di Nota, che raccontano il suo interesse per le storie femminili e per la scrittura come atto creativo autonomo.
Premiata nel 2023 con il Kineo come Miglior attrice non protagonista per I Migliori Giorni, a novembre sarà la protagonista femminile della nuova serie RaiPlay L’Appartamento Sold Out, che sarà presentata nella sezione autonoma Alice Nella Città durante la Festa del Cinema di Roma 2025.
Con Liliana abbiamo parlato di cinema, scrittura e di quello che arriva dopo.

Dalla recitazione alla scrittura, un percorso che attraversa cinema, teatro e web con sguardo libero e contemporaneo
La tua carriera spazia con naturalezza tra cinema, televisione, teatro e web. In che modo questa dimensione “crossmediale” ha plasmato il tuo modo di vivere la recitazione e di costruire un personaggio?
L’essere crossmediale è davvero parte della mia personalità. Vivo e sento in modo integrato, plurale, a volte contraddittorio: “contengo moltitudini”! Mi approccio a ogni personaggio come a una persona reale, cercando di rendere il dialogo con lei personale e specifico. Di immergermi. Spero di donare a ciascun ruolo vitalità, sfumature e gusto. Cerco sempre la “ferità originaria” del personaggio, e da lì costruisco i pensieri, le parole, le azioni. La mia vera passione è essere interessata alle cose: non potrei fare altro che questo lavoro.
Sei stata diretta da grandi registi come Paolo Virzì, Pietro e Sergio Castellitto, Massimiliano Bruno ed Edoardo Leo. C’è un incontro artistico che ha segnato in modo particolare il tuo percorso e la tua visione del mestiere?
Sì! Hai citato grandi artisti che porto con me nei miei ricordi e della costruzione della mia carriera. Ma, se penso ad un incontro davvero fondamentale, devo dire la mia professoressa del liceo, la prima che credette in me: Caterina! Era la referente dell’attività facoltativa di teatro: vide in me delle potenzialità concrete e mi offrì strumenti e contatti e mezzi per supportarmi. Devo molto al suo intuito ed al suo entusiasmo! La carriera si costruisce con un insieme di punti, come una costellazione. La prima persona che crede in te può segnare l’inizio dell’intero disegno del tuo cammino.

«Vestire, vivere e interpretare “ruoli” è davvero bellissimo. Ma a volte, onestamente, le proposte non sono così motivanti.»
Nel 2023 hai ricevuto il Premio Kineo come Miglior attrice non protagonista per I Migliori Giorni. Che significato ha avuto per te questo riconoscimento e come ha influenzato la tua consapevolezza professionale?
Sono stata davvero felice di ricevere questo riconoscimento. Spesso è difficile identificarsi come artista al di la dei momenti di luce di questo mestiere e i premi sono come una pacca sulla spalla che ti dice: “vai avanti, sta andando tutto bene”. Servono all’animo nei periodi più duri, e sono un modo anche per ringraziare chi ti cammina accanto con stima. Poi, per me, i riconoscimenti più preziosi restano quelli del pubblico: le parole e i gesti che arrivano dopo uno spettacolo o un film.
Oltre a recitare, scrivi e sviluppi progetti originali, come la serie web Prime Donne e lo spettacolo Degne di Nota. Cosa ti spinge a passare dall’altra parte della scrittura e cosa cerchi nelle storie che scegli di raccontare?
Vestire, vivere e interpretare “ruoli” è davvero bellissimo. Ma a volte, onestamente, le proposte non sono così motivanti. Con Prime Donne e Degne di Nota ho voluto lasciare un piccolo-grande segno per quanto riguarda la rappresentazione di storie e protagoniste femminili. Sto lavorando anche ad altri progetti che hanno lo stesso intento: creare opportunità di visibilità per nuove narrazioni e nuove personagge. Degne di Nota, in particolare, è uno spettacolo che racconta la storia della composizione musicale classica dal punto di vista femminile. Intendo portarlo in giro su quanti più palchi possibile.

«La vera sfida è individuare ruoli scritti in modo sfaccettato, che compiano un viaggio, un percorso, e che non siano semplici funzioni narrative a servizio di figure maschili.»
Nella serie RaiPlay L’Appartamento Sold Out, in prossima uscita, sarai la protagonista femminile. Cosa puoi anticiparci di questo progetto e del personaggio che interpreti?
L’Appartamento Sold Out è una serie che spero davvero possa entrare nel cuore di ogni spettatore. Affrontiamo temi delicati: la ricerca di un posto sicuro dove vivere, le difficoltà dell’integrazione in un mondo globalizzato, i rapporti genitoriali e la fatica di essere felici. Io interpreto Luisa, una parrucchiera e mamma single. Nella sua vita si intrecciano scelte difficili e una cerca durezza che la vita le ha insegnato. Ma forse la tenerezza e la dolcezza possono ancora scalfire la pietra… tra l’altro presenteremo la serie durante il Roma Cinema Fest 2025 in Alice nella Città (ventiduesima edizione, ndr) – sezione Fuori Concorso – Serie.
Guardando al tuo percorso, sembra che tu scelga spesso personaggi con grande temperamento e personalità. È una ricerca consapevole o sono i ruoli a trovare te?
Cerco di rimanere fedele a me stessa, qualsiasi cosa voglia dire. Imparo a conoscermi anno dopo anno, giorno dopo giorno. Amo le mie mie curve e le mie spigolature, la mia biografia, le mie origini, le mie attitudini e la mia complessità. La vera sfida è individuare ruoli scritti in modo sfaccettato, che compiano un viaggio, un percorso, e che non siano semplici funzioni narrative a servizio di figure maschili. Mi piace pensare che i ruoli che arrivano a me siano parte di questa “interezza” e di queste riflessioni. Accetto l’artista e la persona che sono, senza ridurmi o snaturarmi.
Quali sono i tuoi prossimi progetti e le novità a cui stai lavorando e che non vedi l’ora di condividere con il pubblico?
In questo momento tutte le mie energie sono concentrate su un nuovo progetto nato insieme a gruppo di sodali con cui condivido visione e passione. E poi, un film in uscita ma per ora… l’Appartamento Sold Out!

Credits
Photographer Fille Electrique
Stylist Andrea Rispoli
Make-up Artist & Hair Roberta Budicin e Dylan Temperanza
Stylist Assistant Rossella D’arcangelo
Set Designer Gabriele Foti