Da Amici a un tour sold out: Luk3 si raccontra tra sogni e paure

Con milioni di stream, un tour sold out e la grinta di chi sogna in grande, è la nuova voce della Gen Z italiana

La passione per la musica e la curiosità di conoscere nel profondo cosa c’è di magico nelle sette note hanno accompagnato il percorso di crescita di Luk3 sin da quando era bambino. Sostenuto e supportato costantemente dai suoi genitori, Luca Pasquariello (questo il suo vero nome) ha iniziato a seguire le prime lezioni di chitarra nella sua Marcianise, la cittadina in provincia di Caserta in cui è nato nel 2007, da giovanissimo. A 13 anni scrive la sua prima canzone, poi comincia a condividere i suoi brani sui social seguendo il fortunato iter tracciato oltreoceano da uno dei suoi idoli: Justin Bieber.

Luk3 inizia a costruirsi una fanbase solida, superando i 280mila follower su Instagram e raggiungendo i 640mila seguaci su TikTok. A settembre 2024 ottiene un banco nella scuola di Amici diventando uno degli allievi della ventiquattresima edizione. Il talent show condotto da Maria De Filippi gli apre le porte al pubblico mainstream. All’interno del programma presenta diversi inediti, come Parigi in motorino e Valentine, che gli permettono di superare i 15 milioni di stream su Spotify. Dopo Amici Luk3 pubblica il suo primo EP, Diciotto, grazie al quale debutta al secondo posto nella classifica ufficiale FIMI. Il talent però non rappresenta per Luca un punto di arrivo. Tra settembre e ottobre il cantautore parte per il suo primo club tour in tutta Italia che segna sold out praticamente ovunque. Sul palcoscenico Luk3 si concede anima e corpo al pubblico con performance che uniscono il bel canto alle coreografie. L’obiettivo del cantante è di presentarsi sin da subito per quello che è e che sogna di essere da grande. «Sono felice perché a 18 anni so già cosa farò per tutta la vita – dichiara – Palchi, adrenalina, scrivere e cantare fino a perdere la voce. Questo è tutto quello che voglio

Luk3
Luk3

«Vorrei arrivare un giorno a uno show con tanti ballerini, con un palco molto più grande»

Vieni da un club tour completamente sold out. Che emozione è stata per te?

Intanto non me l’aspettavo. Avevo fatto gli instore ed erano andati molto bene. Però non è scontato che le persone scelgano di comprare un biglietto per venire ad ascoltare un vero e proprio concerto di un’ora e mezza. Quindi ringrazio tutte le persone che hanno scelto di venire, sono davvero tanto grato.

Un tour in cui hai mostrato anche delle doti di ballerino. Chi sono i tuoi performer di riferimento?

Anche se i tempi erano molto stretti – ho preparato la parte ballata in una settimana – ho voluto subito dare questa impronta perché è quello che poi vorrei fare in grande un domani. Sono all’inizio ma penso che è giusto che sia così. I miei punti di riferimento, quelli enormi, sono Chris Brown, Justin Timberlake, Justin Bieber, un po’ tutto quel mondo lì. Vorrei arrivare un giorno a uno show con tanti ballerini, con un palco molto più grande. E spero pian piano di poterci riuscire.

L’ultimo ballo, il tuo ultimo brano, è una canzone che racconta molto di te. Quale parte in particolare?

Racconta la parte più fragile di me. Anche se sono entrato ad Amici con pezzi più uptempo, ho sempre scritto canzoni più introverse perché nasco con un carattere molto timido. Inizialmente scrivevo solo canzoni di questo genere. È un pezzo a cui sono molto legato, è una fotografia di un momento della mia vita. Spero che alla gente stia arrivando tutto quello che ci ho messo dentro.

Nel tuo primo EP, Diciotto, c’è una canzone che hai scritto la notte in cui hai compiuto 18 anni. Come mai hai scelto di festeggiare così?

Un po’ l’ho scelto e un po’ no. Essendo minorenne, le regole del programma prevedevano che a mezzanotte, per questioni televisive, io dovessi stare in camera perché non potevo più essere ripreso. E la sera del mio diciottesimo valeva ancora quella regola. Dovevo avere 18 anni e un giorno per poter essere “libero” di uscire. Quindi quella sera ho buttato giù l’idea di un pezzo. Ero tanto ispirato, era una sera importante e quindi ho scelto di vivermela così. 

Luk3
Luk3

«I miei genitori mi hanno sempre supportato, devo loro molto»

Un compleanno diverso ma comunque speciale…

Assolutamente sì. Poi il giorno dopo con i miei compagni abbiamo festeggiato, quindi ho fatto entrambe le cose.

Sul palco di uno dei concerti del tour hai fatto salire la tua famiglia. Quanto è stato importante il supporto dei tuoi genitori? Ti hanno sempre appoggiato in questo percorso?

Sempre, dall’inizio. Sono stati fondamentali. Quando sei un bambino le scelte devono essere sempre appoggiate da un genitore. L’hanno fatto da subito. Da quando avevo sei anni mi hanno portato tutte le settimane a lezioni di chitarra, mi hanno portato in giro su qualsiasi palco. Erano al mio fianco anche quando abbiamo combattuto per salire su dei palchi stupidi, che in realtà sono importantissimi perché ti fanno crescere. Adesso poter avere il privilegio di fare dei concerti, di salire su palchi molto grandi, di poter portare la mia musica in giro non è scontato. I miei genitori mi hanno sempre supportato, devo loro molto.

La svolta alla tua carriera arriva grazie alla partecipazione ad Amici. Qual è l’insegnamento più grande che hai imparato da questa esperienza?

Sicuramente che la musica va al di là di tutto. Mi ha fatto scoprire la verità della musica. All’inizio, quando sei in un programma televisivo, rischi di perderlo di vista. Ho scoperto che bastano veramente una chitarra e quattro accordi. Ed è tutto così naturale. Mi è capitato spesso, tantissimo, di scrivere lì.

E Maria De Filippi? Che cosa ti ha insegnato?

Maria mi ha fatto capire che non esistono regole nella musica. Una volta mi ha fatto uscire con un singolo che non era previsto solo per una mia esigenza personale. E poi impari molto già solo osservando il suo modo di lavorare. Segue tutto, non è semplicemente la persona che è alla conduzione di un programma ma è molto di più. Lei veniva in saletta ad ascoltare le cover, ci aiutava nella scelta degli inediti. È davvero una persona presente che lavora su tutto e lo faceva in contemporanea con tantissimi altri programmi che seguiva. La perseveranza, la determinazione…quelle sono cose che impari solo guardando come lavora.

Luk3
Luk3 – Live a Roma

«La paura è sintomo di crescita. Il problema è se non si ha la paura che tutto questo possa finire»

Stai seguendo la nuova edizione? Hai già individuato qualcuno che ti piace?

Vedo spesso qualcosa sui social. Secondo me un ragazzo molto bravo è Riccardo. Credo che possa crescere tanto. E poi nel ballo c’è sicuramente Alessio, che l’anno scorso ha fatto il percorso con me (ha abbandonato la scuola a causa di un infortunio, ndr) e spero che quest’anno possa fare molto bene.

Raggiungere il successo a 18 anni può essere pericoloso. Come gestisci la fama?

È un qualcosa con cui ho imparato a convivere e sto imparando a convivere. Sicuramente ti distacca molto dalla normalità. Io spesso ho bisogno di ritornare a casa mia per riprendere contatto con la realtà.

Qual è l’aspetto della popolarità che ti piace di meno?

Vorrei che le persone a cui voglio bene e quelle che mi vogliono bene mi trattassero come fossi lo stesso di sempre. Quando questo non succede un po’ ci rimango male. Spesso le persone intorno si comportano in maniera diversa. Questa è una cosa che mi dà un po’ fastidio. Però per il resto è bello. Sto vivendo un sogno, quello che volevo. Non posso assolutamente lamentarmi.

Hai paura che tutto questo possa finire?

Tutti i giorni. Penso che sia una cosa che accomuna un po’ tutti quelli che fanno questo mestiere e anche questo fa parte del gioco. La paura è sintomo di crescita. Il problema è se non si ha quella paura. Perché quando non si ha quella paura si crede di essere arrivati. Io in particolare non sono arrivato a nulla ancora. È una cosa sicuramente brutta e difficile da accettare. Convivo tutti i giorni con la paura di non farcela, con il timore che tutto possa finire da un giorno all’altro. Ed è brutto ma bisogna saper accogliere queste sensazioni e riuscire a trasformarle in determinazione, in perseveranza e riuscire ad andare più avanti.

Quest’anno hai sostenuto l’esame di maturità, hai mai pensato di continuare gli studi?

Ho un percorso già avviato al conservatorio. È un percorso che ho dovuto mettere in pausa a causa della lontananza. Quando mi sono trasferito a Milano, qualche mese prima che iniziassi Amici, ho dovuto interrompere. È qualcosa che con più calma vorrei ricominciare. A me è sempre piaciuto studiare, in particolare le materie scientifiche. La musica poi mi ha appassionato in maniera particolare, quindi l’ho sempre approfondita. Mi è sempre piaciuto conoscere quello che facevo. Tuttora, quando vado in studio, non mi piace semplicemente fare il cantante ma voglio conoscere anche gli aspetti musicali che hanno a che fare con la melodia, con l’armonia di una canzone. Spero di poter concludere in un futuro gli studi.

Cover di Diciotto

«Sì, sto lavorando tantissimo a nuovi pezzi. In questo periodo sono chiuso tutti i giorni in studio»

Sono stati da poco annunciati i nomi dei cantanti di Sanremo Giovani. Hai inviato una canzone o ti vedremo direttamente tra i Big?

Per Sanremo Giovani non ho inviato nessuna canzone. Per adesso sto ancora scrivendo. Quello che verrà arriverà da sé. Se avrò il pezzo giusto vuol dire che sarà quest’anno, altrimenti no. Resto molto in bilico, in questo momento preferisco rilassarmi un attimo e scrivere e pensare a trasmettere tanta verità.

Comunque Sanremo è qualcosa a cui ambisci…

Assolutamente sì. Nell’immaginario pop è un palco molto ambito. Dato che si hanno tante responsabilità bisogna salire nel momento giusto. Non è una scelta che va presa a caso per la pura fretta di farlo.

Progetti futuri? Stai lavorando su nuovi brani?

Sì, sto lavorando tantissimo a nuovi pezzi. In questo periodo sono chiuso tutti i giorni in studio. Non mi sto facendo tanti programmi e credo che ogni artista debba avere un momento in cui si concentra totalmente sulla musica senza pensare al resto. Penso che questa cosa non si debba mai perdere perché è parte fondamentale della crescita. Riuscire a trovare un momento per scrivere senza pensare al resto e senza guardare tutto quello che abbiamo intorno.

Hai la possibilità di portare una persona a un tuo concerto come spettatore. Chi scegli e perché?

Non ti so dire un nome in particolare ma sceglierei una persona a cui non piace la mia musica. Una persona che, anche se non ama me come artista e le mie canzoni, torna a casa dicendo che, al di là dei suoi gusti, ha visto qualcosa di figo. La prenderei come sfida personale.