Miu Miu Literary Club: quando la letteratura è segno di stile

Durante la recente Milan Design Week, il Circolo Filologico di Milano si è trasformato nel salotto letterario più cool. Perché l’accessorio più alla moda è la cultura

La moda, anche nella sua comunicazione, ha sempre fatto leva su codici prevalentemente visivi. Eppure, a pensarci bene, ogni abito è una narrazione e in una simile diegesi la parola può manifestare il suo potere, capace non solo di descrivere il mondo, ma di plasmarlo e amplificarne le emozioni.

Soprattutto oggi, dato che la Gen Z è non solo destinataria ma anche mittente dello stile attraverso le piattaforme social e i trend dell’Internet Aesthetics, attraverso la co-creazione e la condivisione dei contenuti. Per le nuove generazioni il rapporto con la moda e il lusso va oltre la tradizionale accezione di status sociale – come hanno evidenziato vari white paper di Highsnobiety – per acquisire invece connotazioni più complesse e dinamiche, legate all’identità culturale nell’ambito di una determinata comunità e cerchia di appartenenza, supportata dall’adesione a valori condivisi e basata sulla consapevolezza personale piuttosto che sull’ostentazione.  

Miu Miu Literary Club
MMLC 2026 Politics of Desire, Conversation Day 2. Courtesy of @miumiu / @babel_agency

Un salotto letterario contemporaneo per it-girl e it-boy

Non stupisce quindi che, durante la Milan Design Week da poco conclusasi, uno degli eventi di maggior successo sia stata la quarta edizione del Miu Miu Literary Club, focalizzato quest’anno sul tema “Politics of Desire” sotto la direzione di Miuccia Prada, nell’ottica di consolidare ulteriormente il dialogo di Miu Miu con la cultura contemporanea, attraverso una riflessione su sessualità, desiderio e consenso. Dalla dimensione personale a quella politica, dalla letteratura alla vita, il desiderio emerge come forza fondante del diritto all’autodeterminazione: un radicale atto di resistenza. 

In particolare, sono state presentate le opere di due grandi maestre della scrittura: Annie Ernaux, Premio Nobel per la Letteratura 2022, con Memoria di ragazza (2016) e Ama Ata Aidoo, una delle figure più autorevoli della letteratura africana nonché icona del pensiero femminista post-coloniale, con Cambiare: una storia d’amore (1991). Il programma è stato completato da conversazioni e lecture a cura di Olga Campofreda (scrittrice e ricercatrice di cultura, lingua e letteratura italiana) in collaborazione con la filosofa femminista Rosi Braidotti, responsabile anche di una Curated Library, una selezione di volumi dedicati al potere della scrittura come mezzo creativo che, da secoli, favorisce l’empowerment femminile e consente alle donne di dar voce ai propri desideri e ideali, affermando la propria indipendenza. Tali momenti di approfondimento, che tra l’altro hanno analizzato come la letteratura possa essere uno strumento per mettere in discussione ruoli e identità, sono stati seguiti da performance musicali dal vivo, oltre che da reading di prosa e poesia dalle vibes davvero innovative, glam, sperimentali.

Miu Miu Literary Club
MMLC 2026 Politics of Desire. Courtesy of @miumiu / @babel_agency

Il desiderio dopo l’IA

Fra le varie riflessioni andate in scena nel Miu Miu Literary Club, una delle più interessanti è stata la presentazione dell’ultimo libro della teorica della cultura Olga Goriunova, Ideal Subjects: The Abstract People of AI (2025), che indaga il progressivo trasferimento delle nostre vite e dei nostri comportamenti quotidiani nel mondo dei dati e dell’intelligenza artificiale, con l’orientarsi del desiderio verso astrazioni che sono un ritratto perturbante della soggettività nell’era tecnologica. L’intervento di Goriunova è stato introdotto da Jennifer Guerra, giornalista e autrice italiana specializzata in studi di genere e diritti LGBTQ+. 

Le celebs condividono sui social le loro reading list

Potevano le celebrities perdersi questo trend? Ovviamente no, infatti lanciano a loro volta book club digitali, come Dua Lipa con Service 95 e la sua newsletter in cui si parla anche di cultura e viaggi. 

Anni luce – perlomeno in termini di look & feel – dalla collezione Dior Book Tote, dai podcast dei Rendez-vous Littéraires rue Cambon di Chanel o dal nuovo umanesimo di Brunello Cuccinelli, che l’anno scorso appariva circondato da tomi sulla locandina del film Il visionario garbato, affidato alla regia di Giuseppe Tornatore

Insomma, i libri sono ormai accessori necessari. E se vi fosse venuta voglia di sapere come la moda stessa è stata raccontata nella letteratura, dall’inizio Novecento ai giorni nostri, procuratevi una copia de I racconti della moda (2024) di Maria Luisa Frisa, edito da Einaudi. Buona lettura.