Napoli, “cchiùArt”: 18 artisti esplorano i territori delle esperienze umane

Un progetto collettivo che porta autori provenienti da diversi Paesi per esplorare, attraverso linguaggi artistici differenti, il rapporto tra creatività e società contemporanea

In Piazza Mercato, a Napoli, si staglia all’orizzonte di un cielo denso di fermenti l’antica Chiesa di Santa Croce e Purgatorio che fino al 5 aprile 2026 ospita la mostra cchiùArt, ideata dall’omonimo collettivo e incentrata sui lavori di 18 artisti internazionali chiamati a riflettere sul difficile ruolo dell’artista contemporaneo  impegnato impegnato più che mai a  risvegliare le coscienze.

Il percorso espositivo è un dedalo di suggestioni visive ed emozioni che si rincorrono in una miscellanea di opere eterogenee: dalla ceramica di Laura Correale alle fotografie di Manlio De Pasquale e Antonio Mercadante, alla pittura di Amir Sabetazar, Vishka Sabetazar, Nic Quinto, Delia Ferreri, Ilaria Auriemma, Maurizio Cascella e Marilena Marotta entrambi poeti, all’Instant image di Sara Missaglia ai disegni di Christophe Mourey, ai video di Sophia J Wagstaff, alle opere poetiche di Antonio Messina, Rikki P., Vincenzo Minichini, e Marco Fiore fino al design di Mario Biscetti. 

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Opera di Nic Quinto

cchiùArt: un viaggio tra verità, emozioni e natura umana

L’analisi delle esperienze quotidiane è il fil rouge di questa appassionata mostra curata da Marilena Marotta, con l’intento di analizzare – attraverso l’arte nelle sue molteplici forme – il dilemma della verità e del falso per riuscire ad esplorare i complicati territori delle esperienze umane.

La natura umana viene così scandagliata in tutte le sue sfumature mentre affiorano sotto gli occhi del pubblico gioie e angosce di un quotidiano sentire spesso dolente che da un lato rimanda alla finitudine dell’esistenza e dall’altro è monito a tenere ben presente che l’uomo perfetto non esiste ma ognuno di noi può apportare contributi consapevoli e rilevanti per chi ci è accanto.

Opera di Ilaria Slow

Ognuno dei 18 artisti porta in mostra proprie istanze stilistiche e concettuali sebbene il terreno di gioco sia lo stesso: un confronto continuo e sentito sulle paure che incombono, sul grado di esasperazione del vivere quotidiano, sulla natura violenta e sulla scienza incontrollata, alla luce di un’Arte che vuole liberarsi da grette logiche di mercato per essere fruibile ovunque e da tutti.

A Napoli cchiùArt mette in scena i paradisi incantati dell’immaginazione, presentando artisti “impegnati” interessati al confronto e al recupero di un’identità non solo personale ma anche e soprattutto collettiva.

«Ci affascina – spiegano– la condizione umana, i suoi cambiamenti, i suoi movimenti, i suoi continui mutuati interrogativi sull’esistenza. La metamorfosi, la trasformazione, l’evoluzione/involuzione e la rivoluzione sono il nuovo umanesimo che vede l’uomo come il profondo punto di riferimento. Noi crediamo in un’Arte libera e indipendente che sperimenta continuamente nuove forme e nuove tecniche.»

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Opera di Laura Slow

A corollario della mostra anche una serie di incontri esperienziali rivolti al pubblico. Sabato 14 marzo è prevista una lunga parentesi di Action Draw durante la quale Christophe Mourey realizzerà su richiesta dei visitatori, disegni che rappresentano oggetti a loro cari, per poi donarglieli. Illustrazioni che tra l ’altro saranno anche accompagnate dal componimento di un poeta. Sabato 21 marzo si prosegue con “Ritratti d’autori”, momento dedicato alla fotografia e al disegno dal vivo, mentre sabato 28 marzo il reading delle poesie di cchiùArt chiude il cerchio di un’esposizione che emoziona e accompagna con grazia assoluta nei meandri dell’anima.