Geografia intima di un altro Levante: Nervi

Una passeggiata sul mare, parchi botanici unici e ville storiche raccontano l’anima del quartiere genovese, tra bellezza naturale e collezioni d’arte

Antico borgo marinaro della Riviera ligure, Nervi è oggi un elegante quartiere residenziale nel Levante genovese

C’è un luogo, a pochi chilometri dal centro di Genova, dove il mare si prende tutto, diventando un’allucinazione che riempie lo spazio visivo. È Nervi, antico borgo di pescatori e oggi elegante quartiere affacciato sul Golfo Paradiso, dove natura, architettura e arte convivono in un equilibrio unico.

Mentre cammini sulla passeggiata di Nervi il suo corpo liquido ti attira, immenso, e tu ti devi proteggere dalla tentazione di rimanere lì a guardare all’infinito il suo movimento ipnotico. Il Marchese Gaetano Gropallo l’aveva capito il prodigio di questo luogo e nel 1862 diede il via ai lavori per la balconata a mare – oggi passeggiata intitolata ad Anita Garibaldi – che avrebbe reso agibile a tutti il sentiero originario che veniva usato dai pescatori e dai contadini che coltivavano lì i loro orti e Nervi famosa in tutto il mondo. 

La passeggiata è aggrappata per due chilometri alle rocce della costa nerviese ed è ancora come era stata concepita: il bel pavimento in opus spicatum, la balaustra graziosa color turchese, un nastro liscio e sinuoso incastrato in un agglomerato di marne che sono lì dalla notte dei tempi. 

Se guardi giù, tra le pareti verticali degli scogli le rocce sbilenche fanno spazio a piccole baie d’acqua placida e piscine naturali azzurre e smeraldine, se guardi su, ecco le pendici dell’Appennino e le colline di Sant’Ilario di un verde pastoso e omogeneo sotto cui si nascondono le Creuze, vie segrete, impervie, le radici di una rete viaria interstiziale che lega la montagna al mare. Questa visione ‘letale’ la chiamano semplicemente Golfo Paradiso.

Il Porticciolo di Nervi, foto di M. Niccolai

Il borgo senza inverno

Questo microcosmo ad alto tasso di bellezza è stato benedetto anche dal clima ed è stato chiamato il “borgo senza inverno” come a dire che gli hanno tolto tutti i malanni in nome del diritto all’eterna primavera. 

Testimoni, loquaci e civettuole più che mai, della straordinaria fortuna del luogo durante la Belle Epoque e nel periodo pre bellico come meta di villeggiatura e di soggiorno, le splendide ville sul mare e gli edifici di Nervi ammiccano a chi le guarda con i loro colori accesi.

Le prime, più riservate, si nascondono all’interno dei dieci ettari di parco che si estende per quasi tutta la lunghezza della passeggiata. È il più grande parco urbano sul mare del Mediterraneo: un incredibile complesso botanico in cui legni rari e alberi letteralmente monumentali ti obbligano a camminare con il naso all’insù per apprezzarne la bellezza e respirare il profumo delle resine.

Nasce in realtà dall’unione di più parchi un tempo privati e appartenenti ad altrettante ville storiche. In tempi in cui lo show-off era anche un fatto botanico, avere essenze preziose ed esotiche nel proprio giardino era fatto di prestigio personale. 

E i nerviesi, botanici per vocazione, tutelano, conservano e ravvivano un patrimonio arboreo da cui sono ampiamente ricompensati. 

Araucarie, Yucca, Alberi della canfora, Osmanto, pini di Aleppo, palme, ogni albero piantato in questa terra ha creato una nuova geografia immaginaria, l’impressione di un viaggio da fermi, i profumi di terre lontane. 

E poi il roseto – anche qui l’unico che si affaccia a mare – che preserva le specie antiche insieme a cultivar moderne provenienti da tutto il mondo. 

Un veduta di Nervi, foto di Comune di Genova

L’arte che dialoga con la natura

L’eccezionalità di questi parchi è solo un anticipo delle collezioni d’arte esposte all’interno delle dimore e nate dalle collezioni private donate al comune di Genova o parzialmente in situ e allargate in tempi successivi. 

Niente a che vedere con una visita al museo. Qui a Nervi la volontà di far dialogare gli elementi: mare e terra, architettura e natura, arte e vita quotidiana, autenticità e ricercatezza, semplicità e complessità, sembra concentrare in queste esposizioni l’anima del luogo. 

La Villa Saluzzo Serra – sede della GAM dal 1928 – custodisce le opere di autori liguri in dialogo con contesti artistici nazionali e internazionali. Sono le opere di Rubaldo Merello che ti annientano per la loro bellezza. Tutte esposte in una sala intima e dedicata su una sola parete, le tele di questo pittore sono abbacinanti e ti stregano con la forza e la profondità di mille variazioni di blu. 

è lo stesso blu che puoi intravedere dalle finestre della villa o ancora meglio lo puoi ritrovare nelle sue infinite variazioni se sali su per la collina. Quei blu li vedi ancora lì, in mezzo ai pini marittimi, gli ulivi, i fichi d’india, uguali a se stessi e sempre diversi. 

A pochi passi dalla GAM, Villa Grimaldi Fassio – ora sede delle raccolte Frugone – in cui ad accogliere i visitatori c’è Miss Bell di Giovanni Boldini, testimone pittorica della disinvoltura della Belle Epoque e idealmente del momento più luminoso della fortuna di Nervi, quando il borgo era frequentato da gente del bel mondo, artisti e commedianti della vita o come si direbbe oggi, wannabe

Architettura popolare e urbanistica

Poi c’è l’altra architettura, quella più popolare e sguaiata che mostra in pieno la sua bellezza forse perché dentro non ha niente da nascondere. Quindi: le facciate colorate di un rosso terroso che si mischia all’ocra e al verde pallido con i panni che svolazzano stesi ad asciugare. Le case, che se da Nervi ti sposti un po’ più in là, come si dice, verso Levante, si trasformano nell’urbanistica fantastica di Camogli dove il colore diventa psichedelico e le finestre tutte uguali occhieggiano in modo sfacciato quando le guardi dal mare. 

Lì c’è tutta la fatica di questa terra, le mani che hanno costruito e l’hanno lavorata, le facce cotte dal sole, rugose di chi va per mare, le melodie autoctone che ricordano le terre straniere di chi quei luoghi e quella gente li ha messi in una canzone, il cibo della montagna, quello del mare e quello che mette insieme tutto. 

C’è un posto dove il dialogo tra opposti dà forma al luogo: la staticità e il movimento, il su e il giù, il permanere e il viaggiare, la ruvidezza e la dolcezza, l’essere ‘quartiere’ di una città più grande e l’identità forte di un paese a sé. 

Forse è per questo che Nervi sembra essere l’ultimo raro e anarchico paradiso.

Hotel Capitolo Riviera: un’icona brutalista che rinasce tra mare e giardino

Un ex hotel brutalista degli anni Sessanta, l’Astor, è stato trasformato in Hotel Capitolo Riviera da Paolo Doragrossa e Sabine Ghantous, che hanno deciso di farlo rinascere partendo dal giardino. Il progetto si sviluppa attorno a un albero della canfora centenario, simbolo di saggezza e continuità.

Il bar dell’Hotel Capitolo Riviera

Architettura e giardino in dialogo

L’hotel si affaccia senza barriere su Viale delle Palme con la sua nuova veste che lascia intravedere la ruvidezza degli elementi strutturali in cemento addolcito da una armatura lignea che ne smussa le asperità estetiche. 

Realizzato su più livelli, l’hotel è stupendo: italianissimo e insieme ‘esotico‘, ti accoglie in una lobby che percepisci immediatamente come uno spazio domestico. I totem, le opere d’arte, gli arredi morbidi, le chaise longue e il grande tavolo da condividere. E immense vetrate che fanno entrare il mondo esterno, il giardino, e sullo sfondo i villini liberty che sono la storia del tessuto urbano di Nervi.

Dalla lobby si vede uno scorcio della piscina sottostante a cui si accede dalle terrazze lignee dell’esterno o dalla spa al piano inferiore. 

Botanico, il ristorante

Alle spalle dell’area di ricevimento si accede al ristorante Botanico, con il bel pavimento di cementine geometriche della tradizione ligure e cucina rigorosamente a vista e dialogante con la sala. Lo chef Giovanni Astolfoni crea un menù di delizie stagionali e prodotti del territorio che diventano piatti buoni, golosi, che ti regalano il piacere di stare a tavola. 

Quello che colpisce è la luce, che in ogni momento della giornata non fa perdere agli spazi quel senso di accoglienza e appartenenza che da un senso di grande rilassatezza e benessere. 

L’elemento che rende davvero l’esperienza in questo hotel qualcosa di speciale è il calore dei proprietari. La loro sensibilità e competenza sono l’ingrediente segreto che rendono armonici i suoi spazi e attente, preparate e accoglienti tutte le persone che lavorano con loro. 

Qui, l’attenzione all’ospite non è lo standard di un cinque stelle, è più personale, è un‘attenzione inclusiva e partecipe. L’intento della visione di Paolo e Sabine è quella di fare di questo spazio ritrovato un punto di incontro, di dialogo e di riscoperta di Nervi e Golfo Paradiso per riportare al centro la bellezza del luogo e la sua unicità, facendo innamorare i loro ospiti.

Un itinerario naturale e culturale

Un itinerario a Nervi e nel Golfo Paradiso può partire dalla passeggiata Anita Garibaldi, un percorso di due chilometri che collega il porticciolo di Nervi alla spiaggetta di Capolungo, passando accanto a viste mozzafiato sul mare e alle ville storiche. Lungo il percorso si possono visitare i Musei dei Parchi di Nervi, tra cui la GAM, le Raccolte Frugone-Wolfsoniana e il Museo Giannettino Luxoro, che custodiscono collezioni d’arte uniche in dialogo con il contesto naturale. I parchi di Nervi, con la loro rete botanica rara e monumentale, offrono un’esperienza immersiva tra essenze locali ed esotiche. Per chi cerca relax sul mare, i Bagni Medusa rappresentano una spiaggia attrezzata ideale per godersi l’acqua cristallina. La proposta gastronomica include tappe come la Trattoria da Olindo, punto di riferimento per la cucina locale. Infine, un percorso più ampio lungo la via Aurelia permette di scoprire Borghi vicini come Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco, Camogli e San Fruttuoso, completando così un itinerario tra natura, arte e tradizione.

Una veduta di Nervi, Genova

Un ringraziamento speciale a Beba Marsano, storica dell’arte e giornalista di turismo culturale, per aver condiviso la sua conoscenza profonda e l’amore autentico per queste terre.