Nato nel 2006 a Castiglione del Lago, in provincia di Perugia, Nicolò Filippucci è una delle giovani voci che negli ultimi mesi hanno attirato l’attenzione del panorama pop italiano. Si avvicina alla musica fin da bambino e muove i primi passi nel coro delle voci bianche del Conservatorio Morlacchi. Dopo l’esperienza internazionale al NYCanta di New York nel 2023, il suo percorso accelera con l’ingresso nella scuola di Amici, dove si fa notare per le sue capacità interpretative e una scrittura fortemente legata alla dimensione autobiografica.
Negli ultimi mesi il suo nome ha attraversato alcuni dei passaggi più significativi per un artista emergente: dall’esibizione al Capodanno di Roma al Circo Massimo alla vittoria tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo con Laguna, brano che ha contribuito a consolidarne l’identità artistica davanti al grande pubblico. Ad aprile è arrivato il debutto discografico con Un posto dove andare, un progetto che raccoglie e racconta le diverse sfumature del suo percorso, seguito pochi giorni dopo dal primo live ai Magazzini Generali di Milano.

Ora Nicolò apre un nuovo capitolo con Mantra, il nuovo singolo pensato per accompagnare l’estate e mostrare un lato più spontaneo, leggero e diretto della sua proposta musicale. In occasione dell’uscita del brano e della partenza del Posti dove andare Summer Tour 2026, lo abbiamo intervistato per ripercorrere le tappe della sua crescita artistica, fare il punto sul momento che sta vivendo e guardare ai prossimi passi del suo percorso.

«Sarò sempre grato al mio pubblico, perché senza di loro tutta questa energia non esisterebbe»
Hai raccontato che Mantra nasce quasi da un’esigenza personale: trasformare in musica quella sensazione di leggerezza e libertà tipica dell’estate. In che momento hai sentito il bisogno di scrivere un brano così?
Mantra è un brano nato in un momento in cui avevo bisogno di staccare un attimo da tutto. Stavo vivendo tante cose insieme, molto veloci, e avevo voglia di ritrovare quella leggerezza vera che d’estate senti in automatico. Mantra per me è stato un modo per trasformare quella sensazione in musica e condividerla.
Hai definito Mantra “un loop positivo che ti cambia l’umore e ti allontana dai pensieri”. Ti interessava raccontare un lato più spontaneo e vicino alla tua generazione rispetto ai brani con cui il pubblico ti aveva conosciuto finora?
Sì, assolutamente. Mi interessava raccontare qualcosa di più spontaneo, leggero e vicino a come viviamo noi ragazzi oggi. A volte basta una canzone, una sera con gli amici o una macchina con la musica alta per cambiarti davvero l’umore. ‘Mantra’ nasce anche da quella vibe lì.



Hai definito Un posto dove andare una specie di “mappa emotiva”, dove ogni canzone corrisponde a un luogo, un ricordo o un momento preciso. C’è un brano del disco che senti particolarmente legato alla tua crescita di quest’ultimo anno?
Direi ‘Strappalacrime’: sono entrato in studio e nel giro di pochissimo era già nato. Dentro c’è tanto di quello che ho vissuto quest’ultimo anno e forse proprio per questo lo sento molto maturo. Ci ho lavorato tantissimo anche nei dettagli, nelle parole, nel modo di interpretarlo.
Il primo concerto ai Magazzini Generali è arrivato praticamente subito dopo l’uscita dell’album. Com’è stato vedere il pubblico cantare pezzi che fino a poco prima esistevano solo nella tua testa o in studio?
È stata una sensazione assurda, davvero. Fino a poco prima quei pezzi esistevano solo in studio, poi all’improvviso vedere le persone cantarli ai Magazzini Generali mi ha fatto realizzare tutto davvero. Sarò sempre grato al mio pubblico, perché senza di loro tutta questa energia non esisterebbe.
Con il Posti dove andare Summer Tour 2026 entrerai per la prima volta nel circuito dei grandi festival estivi. Cosa possiamo aspettarci da questi live e quanto cambierà lo show rispetto al concerto dei Magazzini Generali?
Lo show manterrà una linea coerente con quello dei Magazzini Generali, perché quel live mi rappresenta tanto e voglio portare la stessa energia anche in giro quest’estate. Sicuramente però nei festival cambia la vibe: è tutto più libero, più caldo, più spontaneo. Secondo me sarà ancora più bello viverlo tutti insieme sotto un palco estivo.

«Nuova musica sta già nascendo in modo super naturale. Sento che questo è solo l’inizio del viaggio»
Hai solo vent’anni e in pochi anni sei passato dal coro del Conservatorio di Perugia al palco dell’Ariston. C’è stato un momento preciso in cui hai capito che la musica poteva diventare davvero il tuo lavoro?
Credo di averlo capito piano piano, vivendo certe emozioni. Da piccolo sentivo già che quella era la cosa che mi faceva stare meglio. Salire sul palco dell’Ariston è stato uno di quei momenti in cui realizzi davvero quanto tutto questo sia diventato parte della tua vita.
La vittoria a Sanremo Giovani con Laguna è stata uno dei momenti chiave del tuo percorso. Una volta finito tutto, qual è stata la prima cosa concreta che è cambiata davvero nella tua vita artistica?
La cosa che è cambiata di più è stata la consapevolezza. Dopo Sanremo Giovani ho iniziato a vivere la musica in modo ancora più reale, con più responsabilità ma anche con ancora più voglia di costruire qualcosa che duri nel tempo.




Next Gen racconta spesso artisti della tua generazione che cercano di costruire un percorso credibile senza rincorrere solo i numeri. Tu oggi come vivi il rapporto tra identità artistica, social e aspettative del mercato?
Secondo me oggi è facilissimo confondere il rumore con quello che resta davvero. Social e i numeri vanno velocissimi e fanno parte del gioco, però io cerco sempre di ricordarmi perché ho iniziato a fare musica: arrivare alle persone in modo vero. Alla fine l’identità artistica è la cosa più importante, perché la musica che dura è quella in cui ti riconosci davvero.
Dopo album, live e tour estivo, stai già pensando ai prossimi passi? Hai già nuova musica in lavorazione oppure vuoi prima vivere bene questa fase e capire dove portare il progetto dopo Un posto dove andare?
Sto vivendo tantissimo questa fase perché per me è importante godermi davvero tutto quello che sta succedendo. Però allo stesso tempo ho la fortuna di poter stare in studio ogni giorno, nuova musica sta già nascendo in modo super naturale. Sento che questo è solo l’inizio del viaggio.





Crediti:
Fotografi Fabio Munis & Cristian Martinelli
Stylist Giorgia Imbrenda
Grooming Gaia de Rosa – MBA Making Beauty Academy
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