Esiste un momento in cui il disegno smette di essere soltanto forma e diventa racconto, memoria, identità. In questo spazio sottile si muove con naturalezza l’arte di Penny Boy, pluripremiato tatuatore di fama internazionale il cui linguaggio visivo affonda le radici nella tradizione dell’American Traditional, ma si nutre di contaminazioni culturali, viaggi e sensibilità contemporanea. Il suo percorso è infatti il riflesso di un’estetica rigorosa quanto personale, dove ogni linea è frutto di una visione intima, e ogni colore porta con sé il peso di una storia. Ma è soprattutto nell’incontro con l’altro, nella capacità di ascoltare e restituire emozioni attraverso la pelle, che si rivela la cifra più autentica del suo lavoro.

«Il mio stile nasce dopo anni di ricerca, sperimentazione, dedizione e disegno»
Come hai scoperto la tua passione per il tatuaggio e come hai iniziato il tuo percorso professionale?
Fin da piccolissimo sono stato affascinato dal disegno e dal mondo dell’arte, qualsiasi cosa che vedevo volevo disegnarla. Crescendo e ammirando i tatuaggi di mio fratello, mi sono avvicinato sempre di più a questo mondo e all’età di 16 anni ho iniziato ad entrare in studi di tatuaggi a Milano. All’età di diciott’anni sono andato a Roma a studiare infettivologia/dermatologia con i professori dell’università di Latina e, dopo aver frequentato questo corso, sono tornato a Milano più carico che mai facendo tantissimi lavori per inseguire questo sogno di diventare tatuatore.
Mi ricordo che dormivo pochissime ore al giorno così che potessi lavorare di notte, lavorare la mattina e tatuare il pomeriggio. Ho aperto il mio studio insieme a un mio carissimo amico e dopo un paio d’anni ho capito che volevo crescere come persona e come artista, quindi per imparare l’inglese mi sono trasferito a Liverpool e lì ho tatuato all’interno di prestigiosi studi con più di trent’anni di esperienza.
Devo dire che quegli anni mi hanno formato tantissimo a livello personale. Ho frequentato tantissime convention in Europa, praticamente quasi tutte quelle possibili perché ogni mese durante il weekend ero in giro per l’Europa a fare Tattoo Convention, questo a partire dal 2012 finché poi nel 2016 ho avuto l’opportunità di andare in America, Nuova Zelanda, Australia e da lì mi si è aperto un nuovo mondo dove sono riuscito ad affermarmi come tatuatore a livello mondiale, vincendo innumerevoli premi anche in America. Nella mia carriera posso dire di aver raggiunto tantissimi obiettivi, ricevendo innumerevoli premi e riconoscimenti in giro per il mondo in posti dove non mi sarei neanche sognato di andare.
Cosa ti ha attratto dello stile Traditional Old School e come hai sviluppato il tuo stile personale?
Il mio stile rientra in una categoria molto ampia che si chiama American Traditional. Nel corso degli anni ho cambiato questo stile a mio piacimento nel modo in cui pensavo si esprimesse al meglio. È una mia visione, non è detto che sia giusta ma questo ha reso unico quello che faccio e la gente apprezza tantissimo questa mia arte. Il mio stile nasce dopo anni di ricerca, sperimentazione, dedizione e disegno. La ricerca di creare delle soggettistiche dove la gente potesse ritrovarsi, identificarsi o ritrovarci dei meaning, è stato l’obiettivo principale.
Io nel mio operato ci metto più cuore e meno testa. Ci sono comunque dei punti chiave tecnici imprescindibili per quanto riguarda la stesura e scelta dei colori, i dettagli, i contrasti, cosa viene messo in evidenza con dei punti tecnici grazie ai quali le persone riconoscono la mia unicità, si rivedono e dove l’immaginazione prende il volo come in una canzone.

«È proprio dal viaggio e dagli incontri con le persone che traggo ispirazione»
Quali sono le tue principali fonti di ispirazione artistiche, sia nel tatuaggio che nel disegno?
Prendo ispirazione da tutto ciò che mi circonda e che mi passa per la mente, dalle canzoni, ai film alle serie TV. Da quello che vedo in natura, dall’idea di unire o rappresentare due bellissime anime o esseri viventi come possono essere il lupo e la donna, o personaggi mitologici come le sirene. Questo ha dato un grande push alla mia carriera rendendo sicuramente esclusivo e unico quello che faccio, e la cosa più bella è che questo è riconosciuto e apprezzato in tutto il globo.
Come influenzano i tuoi viaggi e le diverse culture il tuo approccio al tatuaggio?
Il “viaggio” mi ha aperto tantissimo la mente, mi ha mantenuto sempre giovane e molto Sharp. Devo quindi ammettere che ha contribuito in maniera incisiva sul raggiungimento dei miei obiettivi e di tutti i miei traguardi. Onestamente viaggiare nutre così tanto la mente, gli occhi e l’anima, e questo mi consente di esprimere me stesso nel modo migliore con disegni e interpretazioni uniche. È proprio dal viaggio e dagli incontri con le persone che traggo ispirazione.
Come costruisci una connessione con i tuoi clienti durante il processo creativo?
Diciamo che avviene tutto nella maniera più naturale e spontanea possibile. Le persone che vengono da me cercano unicità, un’esperienza, una “connessione mentale” che poi venga rappresentata su pelle. Cercano la mia visione. Rimangono affascinati da tutto quello che trasmetto sulla pelle, sulla carta, con il mio modo di parlare e il mio modo di essere. Questo è quello che attrae e senza ombra di dubbio vengono da me perché sentono di aver trovato quello che hanno sempre cercato, ritrovandosi sia a livello personale che artistico. Un forte desiderio di unicità li porta da me, e la mia visione sulla loro pelle li rende le persone più felici del mondo. Il momento del tatuaggio è uno scambio alla pari, si dialoga molto, si condividono idee o esperienze. In quel momento siamo due persone che condividono la propria idea di arte e di vita vissuta.

«Mi piacerebbe tatuare gratuitamente anche persone con disabilità, persone nate con problematiche a livello fisico o che hanno vissuto esperienze traumatiche»
Hai storie particolarmente toccanti legate a tatuaggi che hai realizzato?
Mi capita spesso di tatuare persone che hanno storie toccanti, e questa è la cosa che mi gratifica di più sia a livello artistico che personale. Io sono una persona con una spiccata sensibilità, ed entrare in contatto con questa tipologia di storie mi regala un’emozione che è indescrivibile. Ce ne sono davvero parecchie, ma fra tutte ci sono quelle legate ai veterani di Guerra, storie davvero toccanti che mi emozionano in modo particolare.
Essere al servizio di queste persone, ascoltando le loro storie per regalare loro un’emozione in una giornata di scambio di energia continua, è una cosa che non ha paragone. Ecco perché ho deciso di fare di più per questi individui, mi piacerebbe tatuare gratuitamente anche persone con disabilità, persone nate con problematiche a livello fisico o che hanno vissuto esperienze traumatiche, o chi ha vinto battaglie contro brutte malattie.
Come affronti le richieste di tatuaggi con significati personali profondi?
Semplicemente essendo me stesso, con la mia semplicità e genuinità. La mia spiccata sensibilità fa il resto e aiuta sicuramente le persone che entrano in contatto con me a sentirsi bene, mettendole a proprio agio fin da subito per aprirsi e raccontarmi la loro storia e il significato che intendono incidere sulla loro pelle attraverso il tattoo. E’ fondamentale dedicare il giusto tempo e attenzione all’ascolto di ognuno di loro.

Le tue collaborazioni con la moda e l’editoria?
Ad oggi c’è una forte connessione tra quello che è il mondo del tatuaggio, del fashion, della musica e del cinema. Tutto questo è possibile perché abbiamo raggiunto tutti insieme un certo livello, sdoganando completamente il nostro mondo così che i brand apprezzassero l’arte tatuata, riconoscendola in ogni sua forma, in ogni suo disegno, in ogni suo movimento. Ad oggi, la nostra arte viene valorizzata e rappresentata dai grandi marchi sui loro oggetti, modelli, borse e qualsiasi tipologia di prodotto venga realizzato. Questo fenomeno in espansione sarà permeabile all’interno di ogni tipo di industria, dal cinema alla moda alla musica.
Io ho realizzato una capsule esclusiva di T- shirt con il brand americano SULLEN CLOTHING, e ne sono fiero in quanto sono l’unico artista italiano a far parte di questa grande famiglia. Per loro ho realizzato un disegno a partire dalla mia arte e in cui venisse fuori il concetto di “dualità” ispirata all’idea di transizione principalmente tra lupo/donna e viceversa. Ho voluto infatti rappresentare questa donna lupo che usciva dalle fiamme di un cuore dolorante pieno di spine. Un omaggio alla grande forza delle donne che sono sempre in grado di rassicurare e dare speranza anche nelle situazioni quotidiane più difficili, uscendone sempre vittoriose.
Per NEXT GEN ho invece realizzato le illustrazioni d’apertura di ogni sezione del giornale, lasciandomi ispirare dal tema generale Paradoxe che ha guidato il lavoro di tutto il numero. Nei miei disegni troverete molto del mio stile e della mia tecnica di colore, del mio modo di essere, di concepire e vivere l’arte. Essere all’avanguardia oggi significa anche abbracciare il paradosso, guardare indietro per reinventarsi, prendere il meglio e sognare un futuro migliore senza distinzione di genere, razza o nazionalità. Per ogni sezione, un viaggio e un dialogo fluido tra passato e presente, mondi apparentemente in continua contraddizione ma in realtà legati e sempre più interconnessi dal filo indelebile del bello, dove l’autenticità rimane sempre l’unica e sola ragione di vera esclusività.
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