Il 2025 è l’anno dei reboot. Ma anche dei remake. A dirla tutta, l’ultimo decennio della storia dell’industria cinematografica ha segnato la crescita preponderante di una tendenza a rivedere, rivisitare e ripensare.
Quello che, negli anni passati, era visto come un gesto quasi irrispettoso nei confronti delle storie “originali” è oggi la modalità prescelta da registi e sceneggiatori per ampliare la narrazione di trame che non hanno ancora finito di stupire.
Reboot e remake, le differenze
Tra reboot e remake esiste una differenza quantitativa. Il reboot è il rifacimento di una singola opera – una serie TV, un film, un romanzo. Il remake, invece, è il riavvio di un intero franchise, spesso adattabile a lunghe saghe cinematografiche.
Nonostante la terminologia utilizzata per descriverle sia differente, queste due modalità rappresentano uno strumento importante nella mano di chi i prodotti li crea, li dirige e li interpreta. Reboot e remake permettono infatti di raccontare vicende dagli sviluppi narrativi infiniti, tramandandole di generazione in generazione e creando un ciclo senza tempo di storie iconiche.
Basti pensare all’ultimo prodotto di casa Netflix, la miniserie Il Gattopardo, tutt’ora ai primi posti della top 10 del colosso dello streaming. Tratta dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, la serie riavvolge il nastro delle vicende della famiglia Corbera, in un’Italia fresca di Unità ma ancora culturalmente frammentata.
Quale modo migliore di far conoscere un grande classico della letteratura alla Gen Z, se non con una ventata di freschezza portata da interpreti come Benedetta Porcaroli, Saul Nanni e Deva Cassel? I costumi, le inquadrature e la colonna sonora non possono che ricordare l’adattamento precedente, l’opera di Luchino Visconti con protagonisti Claudia Cardinale e Alain Delon. Si crea così un ponte tra le generazioni, un sottile filo che connette “storico” e “contemporaneo”, dimostrando come su certe storie non si sia ancora detto abbastanza.
Non solo vicende storiche. Nosferatu, uscito nelle sale a gennaio 2025, ricalca la trama dell’omonimo classico espressionista muto del 1922. Entrambe sono interpretazioni libere del romanzo Dracula di Bram Stoker. Nei panni della protagonista, Ellen, troviamo Lily Rose Depp, inquietante, sensuale e sottomessa al punto giusto. La controparte Bill Skarsgard non ha nulla a che vedere con l’originale interprete del Conte Orlok, l’attore tedesco Max Schreck, che rendeva il personaggio quasi grottesco. Il reboot è più realistico, più inquietante e decisamente più adatto ai tempi moderni.
Le prossime uscite
Trepidante è l’attesa per le nuove uscite. Margot Robbie e Jacob Elordi interpreteranno i protagonisti di Cime Tempestose, il grande classico della letteratura inglese scritto da Emily Bronte, nell’adattamento di Emerald Fennell, la cui data di uscita è ancora incerta. Le brughiere dello Yorkshire faranno da sfondo alla storia di due famiglie, gli Earnshaw e i Linton. Con Robbie ed Elordi a interpretare l’amore tormentato tra Catherine e Heathcliff, il successo è quasi assicurato.
Il 17 luglio 2026, invece, approderà nelle sale The Odyssey, girato da Christopher Nolan. La pellicola seguirà il viaggio decennale di Ulisse nel tentativo di tornare a casa dopo la guerra di Troia, affrontando una serie di sfide mitologiche, tra cui l’incontro con il ciclope Polifemo, le Sirene e la maga Circe. Il film vanta un cast di alto profilo: Matt Damon interpreterà il ruolo di Ulisse, il leggendario re di Itaca. Al suo fianco, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Lupita Nyong’o, Robert Pattinson e Charlize Theron ricopriranno ruoli chiave. Siamo sicuri che il film permetterà a molti Gen X-ers di risparmiarsi lo studio delle polverose pagine dei libri di testo di letteratura.
In programma anche due importantissimi reboot: La Storia Infinita, che riprenderà la trama del kolossal epico del 1984, e Harry Potter, che ha cresciuto tutta una generazione di Millennials, a partire dai libri per finire con la trasposizione cinematografica.
I dubbi e le polemiche
Non mancano, però le polemiche. Basti pensare all’ultima trasposizione cinematografica di Biancaneve, la cui uscita è stata rimandata diverse volte. Con una Biancaneve interpretata dall’attrice di colore Rachel Zegler e i nani trasformati in “creature magiche” all’insegna del politically correct, il reboot del cartone animato Disney non ha sortito l’effetto sperato.
Forse non siamo ancora pronti a digerire reinterpretazioni fantasiose delle nostre storie preferite? O forse le rappresentazioni originali sono talmente iconiche da essere ormai le uniche ammissibili? Harry Potter, dalla quale trasposizione originale non sono passati poi così tanti anni, segnerà sicuramente un momento spartiacque per la tematica.
Che il pubblico sia predisposto o meno, l’industria cinematografica è pronta a riportare sul grande e piccolo schermo alcune delle trame più amate e forse sta a noi accettare che ogni storia, in fondo, può e deve avere migliaia di sfumature inesplorate.
Crediti immagine in evidenza @Lucia.Iuorio