Regina Song racconta everland: il nuovo capitolo della pop star di Singapore

Dopo il successo virale di the cutest pair e oltre 100 milioni di ascolti complessivi, la cantautrice asiatica torna con il suo secondo album, un progetto che racconta il passaggio dall’idealizzazione dell’amore alla complessità delle relazioni, tra crescita personale, vulnerabilità e nuovi obiettivi

A soli 22 anni Regina Song è riuscita a trasformare la sua scrittura intima in un linguaggio capace di parlare a milioni di persone. Cantautrice, produttrice e musicista di Singapore, scrive canzoni fin dall’adolescenza e ha costruito il proprio percorso raccontando emozioni, ricordi e fragilità con uno stile diretto e profondamente personale. Dopo gli studi alla School of the Arts di Singapore, ha iniziato a pubblicare la sua musica in modo indipendente, fino alla svolta del 2024, quando il singolo the cutest pair è diventato un fenomeno virale conquistando la vetta della Spotify Viral 50 Global e aprendo le porte a un pubblico internazionale.

Da allora la sua crescita è stata rapida: oltre 100 milioni di stream, il riconoscimento nei programmi Spotify RADAR ed EQUAL, un tour sold out nel Sud-est asiatico e la partecipazione a festival come Wanderland Festival e LaLaLa Festival hanno consolidato il suo nome come una delle nuove voci più interessanti della scena pop asiatica. Se il debutto con fangirl raccontava l’amore immaginato, le prime cotte e quella dimensione sospesa tra sogno e realtà, con everland Regina Song compie un passo in avanti, entrando nel territorio più complesso delle relazioni vissute, della perdita e della scoperta di sé.

Ispirato all’immaginario di Alice nel Paese delle Meraviglieeverland è un album che attraversa ricordi, cambiamenti e identità, trasformando esperienze profondamente personali in storie universali. In questa intervista Regina Song ripercorre il cammino che l’ha portata fin qui, racconta cosa ha imparato scrivendo questo disco, riflette sul successo arrivato ben oltre i confini di Singapore e condivide i sogni che continuano a guidare il suo percorso artistico.

Regina Song

«Esplorare la vita senza sapere dove mi avrebbe portata ha significato imparare ad accettare l’ignoto e diventare abbastanza coraggiosa da convivere con emozioni scomode»

Hai iniziato a scrivere canzoni quando avevi solo 13 anni. Se potessi parlare con la Regina di allora, cosa pensi la sorprenderebbe di più della tua carriera di oggi?

Penso che rimarrebbe sorpresa dal fatto che esistano davvero persone che ascoltano la mia musica e ne vadano completamente pazze. Ovviamente non sa quanto sarà difficile il percorso, ma credo che la Regina tredicenne farebbe qualsiasi cosa per diventare la persona che sono oggi.

fangirl raccontava la fantasia delle cotte e dell’innamorarsi da lontano, mentre everland entra nella complessità delle relazioni reali. Cosa hai scoperto su te stessa attraverso questo passaggio?

Ho scoperto tantissime cose su di me, ed è quasi spaventoso. Ma credo che la scoperta più grande sia stata rendermi conto della mia capacità di amare qualcuno. Ho amato in modo pieno e intenso. Anche se le relazioni sono così complesse e stratificate, ne è valsa comunque la pena. Mi sono sentita davvero viva e ogni cuore spezzato mi ricorda soltanto che la mia capacità di amare me stessa e gli altri continuerà solo ad aumentare.

Hai descritto everland come un luogo fatto di ricordi che sembrano vivere per sempre. C’è un momento specifico della tua vita che racchiude meglio l’essenza di questo album?

Direi il momento in cui ero a casa e ho scritto la parte centrale di The Sweetest Chapter. Solo dopo un lungo percorso di introspezione, riflessione e scoperta di me stessa ho capito che, anche se avevo perso una persona che avevo amato profondamente, ciò che mi aveva lasciato sarebbe rimasto con me per sempre. Magari quella persona non c’è più, ma l’impatto che ha avuto sulla mia vita continuerà a esistere. Anche quando il ricordo svanirà, il mio cuore continuerà a ricordare. È stato con questa consapevolezza che ho scritto quella parte della canzone. Credo sia uno dei miei bridge preferiti tra quelli che abbia mai scritto. Penso che questa idea riassuma perfettamente il mio modo di esplorare l’amore in questo album.

L’universo di everland è ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Cosa ti affascina di più di quella storia e perché ti è sembrata il punto di vista giusto attraverso cui raccontare l’amore e la crescita personale?

Alice nel Paese delle Meraviglie non è soltanto una storia fantastica, ma anche un’esplorazione della crescita personale. Per me il viaggio di Alice nella tana del coniglio è sembrato la metafora perfetta dell’essere catapultati nella prima età adulta e dover affrontare situazioni imprevedibili senza una mappa. Alice attraversa anche una crisi d’identità durante la sua trasformazione, ed è qualcosa in cui mi sono riconosciuta molto. Esplorare la vita senza sapere dove mi avrebbe portata ha significato imparare ad accettare l’ignoto e diventare abbastanza coraggiosa da convivere con emozioni scomode. Inoltre mi piace il fatto che la storia non abbia una morale tradizionale, ma metta piuttosto l’accento sull’importanza della curiosità, della costruzione della propria identità e del mettere in discussione la rigidità del mondo adulto.

Regina Song

«Sono proprio i piccoli dettagli a rendere una canzone interessante e divertente da ascoltare»

Le tue canzoni sembrano spesso pagine di diario trasformate in brani pop. Come riesci a trovare un equilibrio tra l’essere vulnerabile e sincera nella tua musica e il proteggere alcuni aspetti della tua vita privata?

Onestamente faccio fatica a separare le due cose, perché è semplicemente il mio modo di scrivere. Mi aiuta il fatto di non fare nomi nelle mie canzoni. Almeno per ora. Mi piace raccontare situazioni molto specifiche che allo stesso tempo possano risultare universali. Sono proprio i piccoli dettagli a rendere una canzone interessante e divertente da ascoltare. Inoltre mi piace affrontare certi temi in modo delicato, quindi non credo di arrivare mai a condividere qualcosa di eccessivamente personale.

In pochi anni sei passata dall’essere un’artista emergente di Singapore a costruire un pubblico globale con oltre 100 milioni di stream. C’è stato un momento in cui hai capito che la tua musica stava raggiungendo persone ben oltre il tuo Paese?

Credo sia stato la prima volta che qualcuno mi ha riconosciuta fuori da Singapore. Stavo facendo shopping in uno dei mercati di Bangkok quando una signora molto gentile si è avvicinata per chiedermi una foto. Mi ha sorpreso che mi avesse riconosciuta e lei mi ha risposto: «Sì, certo che ti conosco!». Mi ha davvero migliorato la giornata.

Il tuo sound è influenzato sia dalla tradizione delle cantautrici pop occidentali sia dalla cultura K-pop. Come convivono queste due anime nel tuo processo creativo?

Credo di scrivere in modo piuttosto naturale come le cantautrici occidentali, perché adoro il modo in cui raccontano le storie dal loro punto di vista. Ma sono cresciuta ascoltando anche tanta musica asiatica e, naturalmente, sono attratta dal suo suono e da come è costruita. Detto questo, penso che il fattore più importante quando faccio musica siano le persone con cui la realizzo. Le loro influenze emergono a volte persino più delle mie, e sinceramente questa cosa mi piace. Mi piace l’idea che persone con gusti diversi possano creare una sola canzone fatta di tanti sapori differenti. Credo che sia proprio questa la magia sonora di everland.

Tra gli undici brani di everland, ce n’è uno che senti particolarmente rappresentativo della persona che sei oggi e che consiglieresti a chi ti ascolta per la prima volta?

In questo momento direi The Sweetest Chapter. È una canzone che parla di perdere qualcuno e rendersi conto che quella persona è cambiata, ma continuare comunque a ricordarla con affetto per l’impatto che ha avuto sulla tua vita. Ho sempre cercato di ricordarmi di essere grata alle persone che non fanno più parte della mia vita. Ci sono sicuramente momenti in cui penso che sarebbe più facile diventare semplicemente rancorosa. Così si va avanti più velocemente. Ma credo che aggrapparsi al risentimento per troppo tempo faccia solo del male. Anche quando la situazione non è ideale, vorrei comunque trovare dentro di me la forza di perdonare qualcuno e di perdonare me stessa, ricordando gli aspetti positivi invece di quelli negativi. È molto più facile a dirsi che a farsi, ma è qualcosa su cui ogni tanto mi piace riflettere.

Regina Song

«Ho sempre voluto capire esattamente cosa stesse succedendo nella mia vita in ogni momento, ma scrivere canzoni è stato l’unico modo per affrontare ciò che avevo troppa paura di affrontare»

Molti giovani si riconoscono nella tua musica perché racconta emozioni universali con grande sincerità. Cosa speri che gli ascoltatori si portino dentro dopo aver ascoltato everland?

Spero davvero che chi ascolta la mia musica possa trovare conforto nell’incertezza e nel processo di conoscersi meglio. Ho sempre voluto capire esattamente cosa stesse succedendo nella mia vita in ogni momento, ma scrivere canzoni è stato l’unico modo per affrontare ciò che avevo troppa paura di affrontare. Vorrei quindi che queste canzoni ricordassero che il percorso può essere caotico, ma che arrivare dall’altra parte del tunnel vale sempre la pena.

Guardando al futuro, qual è un sogno che Regina Song non ha ancora realizzato ma spera di trasformare in realtà nei prossimi anni?

Uno dei miei sogni è esibirmi in un grande festival musicale con uno show molto curato e una produzione importante. Ho visto così tanti dei miei artisti preferiti salire sul palco con scenografie incredibili e coreografie spettacolari, e mi piacerebbe tantissimo poter fare lo stesso. È sicuramente uno degli obiettivi presenti nella mia lista dei sogni da artista.

Fai parte di una nuova generazione di artisti che sta portando il pop del Sud-est asiatico a un pubblico sempre più globale. Senti una responsabilità particolare nel rappresentare Singapore e nell’ispirare altri giovani artisti della regione?

Sento sicuramente una certa pressione, ma ancora più di tutto mi sento onorata di poterlo fare. Sento il bisogno di dare sempre il meglio di me e di pubblicare il miglior lavoro possibile, perché so che là fuori c’è qualcuno che aspetta ciò che sto per condividere. E sapere questo è più che sufficiente per continuare a lavorare duramente e dare sempre il massimo.