Dal 14 agosto al 20 settembre 2025, la Galleria d’Arte Les Insolites di Tangeri ospiterà Rendez-vous à Tanger, la prima mostra personale organizzata dal fotografo italiano Davide Edoardo. Protagonista degli scatti è l’itinerario di viaggio di un marinaio “senza tempo” approdato per ventiquattro ore a Tangeri, e raccontato attraverso diciotto scatti realizzati in bianco e nero. Il progetto è al tempo stesso un omaggio alla città marocchina, divenuta negli anni un luogo di riferimento sia intimo che creativo per l’artista.


“Rendez-vous à Tanger”, il primo progetto fotografico di Davide Edoardo
Concepito come un racconto visivo, Rendez-vous à Tanger è un progetto profondamente influenzato dall’esperienza personale dell’autore. Come spiega Davide: «È a Tangeri che, nel 2022, ho deciso di dedicarmi completamente alla fotografia, mia passione di sempre, lasciandomi alle spalle una bellissima carriera di prodotto nella moda». Il risultato è una rappresentazione lontana da ogni retorica, in cui il fotografo riesce a ricreare delle immagini «senza tempo di una città che, invece, sta cambiando a un ritmo impressionante».
La scelta del bianco e nero è invece ispirata «all’atmosfera dei film di Fassbinder, con un velo di mistero alla Only Lovers Left Alive e un tocco di glamour notturno alla Newton, naturalmente con il dovuto rispetto», precisa Davide. Gli scatti, stampati su carta fine art, esaltano i contrasti e restituiscono una sottile atmosfera Noir.


La mostra: un percorso sensoriale tra scatti, musica e profumi
La mostra è accompagnata da un allestimento studiato per amplificare la dimensione immersiva del racconto. Durante la serata inaugurale, infatti, il percorso visivo è stato completato da una colonna sonora di musica marocchina e da un profumo di fiori d’arancio diffuso negli spazi espositivi, elementi che hanno guidato i visitatori all’interno della narrazione. «Il mio obiettivo era immortalare alcuni angoli di Tangeri a me particolarmente cari, alcuni più̀ riconoscibili, altri meno noti ma dotati di una forte estetica – ha spiegato – […] abbiamo scattato anche in orari notturni, in attesa dell’alba, così da poter fotografare luoghi solitamente affollati nella loro rara dimensione di silenzio».
Protagonisti degli scatti sono Alessandro Rumiz e a Saber Sarhaoui, presenze discrete che hanno saputo restituire un’atmosfera sospesa tra gli anni Cinquanta e Settanta, sino ai nostri tempi. A pochi giorni dall’apertura, alcune opere risultano già acquisite da collezionisti privati, un importante riscontro che conferma l’interesse suscitato dal progetto e rafforzandone le prospettive future.

