I 40 anni del Romaeuropa Festival e gli artisti next gen della kermesse

Dal 1986 la kermesse da voce agli artisti emergenti delle nuove generazioni proiettandosi verso il futuro

Centinaia di artisti si riuniscono nella capitale per celebrare l’anniversario del festival

Un anniversario speciale quello del Romaeuropa Festival, che quest’anno celebra i suoi primi 40 anni di storia. Era il 1986 quando la kermesse muoveva i suoi primi passi con la missione di regalare alla capitale una visione culturale e artistica audace e innovativa. Con il passare degli anni il Festival si è consolidato come una proposta preziosa nel panorama mondiale e raccoglie in ogni stagione centinaia di artisti. Anche quest’anno Romaeuropa torna con un’edizione che rappresenta non soltanto una celebrazione dell’importante traguardo ma un invito a guardare il futuro con entusiasmo. Fino al prossimo 16 novembre la città eterna supera i confini tra musica, danza, teatro e arti digitali con una programmazione ricca di oltre 110 spettacoli e circa 250 repliche. Sono oltre 700 le artiste e gli artisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo che hanno presentato (e presenteranno nei prossimi giorni) la loro arte.

L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 4 settembre con il prestigioso Ballet Nacional de España alla sua prima collaborazione con il coreografo Marcos Morau per portare in scena Afanador al Teatro dell’Opera. Da sempre il festival ha un occhio attento sui nuovi talenti e offre alle nuove generazioni un palco su cui esprimere la propria arte. Altea, artista classe 1998 cresciuta tra Lecce e Napoli, è una musicista brillante che ha avuto il suo primo approccio con le note già da piccolissima. Al Romaeuropa Festival 2025 ha presentato la sua musica dal vivo nella sezione Ultra Club lo scorso 27 settembre, confermando la sua capacità di esprimersi attraverso linguaggi musicali diversi e contemporanei, fondendo elementi di elettronica a una scrittura suggestiva.

I Satantango al Romaeuropa Festival
I Satantango gruppo post-punk che si sono esibiti in occasione del Romaeuropa Festival

Dalla musica alla danza al Romaeuropa Festiva

I Satantango, duo formato da Valentina Ottoboni e Gianmarco Soldi, sono un’interessante proposta musicale che si muove tra il post-punk e il dream pop. Il loro debutto nel mercato discografico è avvenuto nel 2025 con 9.11, un primo singolo che intreccia nostalgia e romanticismo. Al Romaeuropa i Satantango sono stati protagonisti di un concerto all’interno del Dischi Sotterranei Showcase, tenutosi lo scorso 27 settembre. Il nuovo panorama ballettistico italiano vede tra i suoi nomi più interessanti Vittorio Pagani. Classe 2000 e milanese di natali, Pagani entra a far parte del Ballet Junior de Genève, una delle compagnie-scuola più prestigiose d’Europa, dove ha l’occasione di lavorare con coreografi del calibro di Hofesh Shechter, Marcos Morau, Roy Assaf e Jan Martens. Il 18 ottobre scorso ha presentato al Festival Superstella, uno spettacolo che fonde danza e suggestioni visive che prende ispirazione dall’ di Federico Fellini e dagli studi critici di Anger e Dyer.

Esibizione di Vittorio Pagani al Romaeuropa Festival
Performance del ballerino Vittorio Pagani al Romauropa Festival

L’arte e la recitazione

Anche la recitazione trova il suo spazio sul palcoscenico del Romaeuropa Festival attraverso Several Love’s Requests, che esplora l’universo del desiderio maschile nell’epoca delle videochat. A presentare il progetto il regista Pietro Angelini e Pietro Turano, noto al grande pubblico per aver fatto parte del cast di Skam Italia. Dopo un percorso accademico all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, dove si diploma nel 2019, Michele Eburnea ha portato in scena tra il 28 e il 30 ottobre Special K., uno spettacolo che indaga sulle contraddizioni dell’identità maschile intrecciando citazioni di Kafka a invenzioni scenografiche.

I nuovi talenti da scoprire

Tra la nuova generazione di talenti che ha avuto modo di presentare la sua arte nel corso della kermesse c’è anche Agnese Banti. Musicista, artista sonora e performer vocale, Agnese esprime il suo io artistico partendo dalla voce, intesa non solo come puro mezzo espressivo ma anche come materia fisica e vibrante. Il 10 e l’11 ottobre ha presentato Speaking Cables [EXPANDED], in cui ha introdotto mappe tattili dedicate all’accessibilità di persone cieche e ipovedenti. Arriva da Kaunas, città della Lituania, Dovydas Strimaitis.

L’artista ha presentato in anteprima nazionale al pubblico del Romaeuropa Festival Hairy, una performance che parte dal movimento dei capelli come espressione di libertà e simbolo di ribellione. Dall’incontro tra l’illustratrice e artista visiva Cecilia Valagussa e la musicista e cantante Marta Del Grandi nasce Fossick Project, un duo che mescola linguaggi diversi per dare vita a una performance a metà strada tra realtà e animazione.

Speaking Cables esibizione di Monica Pavoni, Romaeuropa Festival