Più di 40 anni di carriera, decine di film che sono entrati di diritto nella storia del cinema mondiale ma neanche un premio Oscar da esibire in bacheca. Fino a qualche giorno fa. Questo è il curioso caso di Tom Cruise, tra gli interpreti più amati e popolari di Hollywood. 63 anni compiuti lo scorso luglio e un nome che ha viaggiato lungo le decadi donando al pubblico personaggi senza tempo come Ethan Hunt o Jack Reacher, solo per citare i più mainstream. Nonostante sia uno dei volti più blasonati e apprezzati della settima arte però l’attore e produttore non è mai riuscito nell’impresa titanica di convincere l’Academy e conquistare il prestigioso riconoscimento.
Qualcosa è cambiato lo scorso 16 novembre quando, nel corso dei Governors Awards tenutosi a Los Angeles, a Tom è stato consegnato l‘Academy Honorary Award, cioè l’Oscar onorario. Da tradizione infatti questo premio viene recapitato in anticipo rispetto alla ordinaria cerimonia degli Oscar, in programma il prossimo 16 marzo 2026. In quella data Cruise apparirà nuovamente sul palco del Dolby Theatre di Hollywood per tutti gli onori del caso. Intanto a distanza di 43 anni dal suo film d’esordio Amore senza fine diretto da Franco Zeffirelli, l’attore può godersi la tanto agognata statuetta.
A porgergli il trofeo è stato il regista Alejandro G. Iñárritu, che dirigerà il film al momento ancora senza nome di cui Tom sarà protagonista e che arriverà nelle sale a ottobre 2026. «Il cinema mi porta in giro per il mondo. Mi aiuta ad apprezzare e a rispettare le differenze – sono le parole di Cruise durante il commosso discorso di accettazione – Mi mostra anche la nostra umanità condivisa, quanto siamo simili in tanti, tanti modi. E indipendentemente dalla nostra provenienza, in quel cinema ridiamo insieme, proviamo emozioni insieme, speriamo insieme, ed è questo il potere di questa forma d’arte. Ed è per questo che è importante, è per questo che è importante per me. Quindi fare film non è quello che faccio, è quello che sono.»
Tutte le nomination agli Oscar di Tom Cruise
Quattro le candidature agli Oscar che Tom Cruise ha ricevuto nel corso della sua quarantennale carriera. La prima risale al 1990, quando l’attore rientrò nella cinquina “Miglior attore protagonista” per la sua interpretazione nel film Nato il quattro luglio. A trionfare quell’anno fu Daniel Day-Lewis per la pellicola Il mio piede sinistro. Quest’ultimo, di recente tra gli ospiti della Festa del Cinema di Roma per presentare il nuovo film Anemone diretto dal figlio Ronan Day-Lewis, è riuscito a trionfare altre due volte negli anni a seguire.

Cruise ci ha riprovato nuovamente nel 1997 quando venne candidato nuovamente per Jerry Maguire. Anche in questo caso però nulla da fare. A vincere fu Geoffrey Rush per Shine, che riuscì a spuntarla anche su Ralph Fiennes e Il paziente inglese. Tre anni dopo arrivò la terza nomination, questa volta nella categoria “Miglior attore non protagonista” in Magnolia. Tom venne battuto da Michael Caine, che convinse l’Academy con la sua interpretazione del dottor Wilbur Larch ne Le regole della casa del sidro. Seguì una pausa lunga più di 20 anni in cui Cruise si gettò in titoli blockbuster che fecero faville al botteghino (come l’immortale saga Mission Impossible) e altre pellicole meno fortunate.
Nel 2023 fu inserito nuovamente tra i candidati ma per la prima volta da produttore. Top Gun: Maverick, fortunato sequel che riportò al cinema il pilota di aerei Pete Mitchell a 36 anni di distanza dal primo iconico capitolo, conquistò ben sei nomination agli Oscar. La pellicola, che ha incassato circa un miliardo e 500 milioni di dollari in tutto il mondo, venne inserita nella decina in lizza per il titolo di “Miglior Film“, che permise a Tom Cruise di guadagnare la sua quarta candidatura personale. Trionfò Everything Everywhere All at Once. Con l’Oscar alla Carriera l’Academy dà il giusto riconoscimento all’attore